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Fashion Book: Color me beautiful

Come vi avevo anticipato nei giorni (e nelle notti) della mia pausa maternità, ho letto moltissimo e una parte delle mie diottrie si è spremuta nottetempo su libri di moda. Uno che aspettavo di leggere da anni era Color me beautiful’s looking your best di Mary Spillane e Christine Sherlock. Il secondo libro che tratta di Armocromia, uscito nel 1995, e che riprende e amplia il concetto di stagioni nato con Color me Beautiful di Carole Jackson del 1980.

In pratica il libro degli anni ’80 è il primo di divulgazione a sostenere che alle persone donano colori diversi a seconda di come sono e che li associa a 4 stagioni:

  • Primavera: colori puri, brillanti o chiari e con sottotono giallo
  • Estate: colori freddi, con sottotono blu e abbastanza smorzati
  • Autunno: colori caldi e più forti
  • Inverno: colori brillanti, con sottotono blu e quindi freddi

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Ovviamente queste caratteristiche sono limitate, e limitanti, così come le 5 forme del corpo originali: non sono nessuna forma del corpo se ho i fianchi più larghi ma le spalle proporzionate oppure la vita meno segnata? Certo che lo sono, perché le forme sono stereotipi con caratteristiche massimizzate ma nella vita reale ci sono mille sfaccettature.

In questo libro quindi viene introdotta una bellissima ruota che chiarisce molto bene quali stagioni vengono aggiunte e perché. In pratica la ruota che vedete qui sotto introduce il sistema a 12 stagioni e chiarisce che:

  • solo estati e primavere possono essere chiare
  • solo primavere e inverni possono essere brillanti
  • solo autunni e inverni possono essere scuri
  • solo estati e autunni possono essere soft

Come prima, ovviamente primavere e autunni sono caldi mentre estati e inverni freddi. Questo sistema quindi viene prima del sistema a 16 stagioni ed esclude gli inverni soft (profondi o meno che si dica), le primavere soft, gli autunni soft chiari, ecc. Insomma, esclude varie altre categorie che invece compaiono in altre filosofie (non tutte le inseriscono e non c’è giusto o sbagliato ma solo una classificazione che scegliete perchè vi sembra più valida).

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Quello che mi ha stupito, a parte la chiarezza dello schema, è che tutto ciò che io ho studiato on line, anche con persone che hanno fatto corsi costosissimi per specializzarsi come armocromiste, era in gran parte già racchiuso in questo libro. Non solo le stagioni, non solo la filosofia di base ma anche tutto il sistema per fare l’analisi del colore, sistema sofisticato e ben spiegato in questo libro. Certo non fornisce due cose fondamentali:

  • I drappi coi colori giusti e la relativa codifica del colore perchè facciamo presto a dire “rosa salmone” ma solo la codifica RGB/CMY o il codice esadecimale permette di individuare un colore
  • L’esperienza che una persona si può fare solo analizzando tante persone, dal vivo e con i drappi, ma che per ottenere deve necessariamente iniziare a fare

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La cosa che più mi è piaciuta in questo libro è il modo morbido con cui approccia le stagioni, senza gli assolutismi e le esasperazioni che oggi vedo associare all’armocromia (ma non da parte delle professioniste con cui mi trovo meglio). In pratica aiuta anche a chiarire che, sì, anche se sei un certo tipo di stagione è possibile che ti stiano bene colori della stagione vicina e che invece alcuni colori della tua stagione, magari i più lontani dalle tue caratteristiche primarie, non ti donano proprio alla follia. Perché ogni palette stagionale (non personalizzata sulla cliente) è comunque un modello basato su una caratteristica tipo di una donna che ha quel grado di intensità, di cromia e di profondità.

E cosa succede se si hanno quei valori ma leggermente spostati, non tanto da essere in una stagione diversa ma abbastanza da non sentire la stessa connessione con tutti i colori della palette? Invece che andare in crisi basta usare l’intelligenza e iniziare a ragionare con la nostra testa: non è sempre facile, lo ammetto, anche perché vedere oggettivamente cosa ci dona per i colori è molto più difficile che per le forme del corpo (soprattutto se non siamo truccate o se, di contro, siamo abituate a non vederci mai senza trucco) ma è l’unico modo per imparare a fidarci del nostro giudizio ed essere soddisfatte delle nostre scelte.

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Quindi se decidete di approfondire e formarvi sull’argomento, vi consiglio di partire dai libri delle origini. Solo così potrete poi capire se un corso che vi viene proposto è valido e se i drappi che state acquistando on line vi saranno veramente utili. Al momento sto leggendo anche il libro di Rossella Migliaccio e mi piace molto il modo in cui, nella parte iniziale, analizza le cose dal punto di vista matematico, specialmente la questione del “contrasto”. Vi piacerebbe se approfondissi il discorso del contrasto magari facendovi vedere l’esempio su di me?

Specifico che io non eseguo Analisi del Colore perché lavoro prevalentemente on line dove, secondo me, le analisi hanno troppo margine di errore dato che le foto falsano molto i colori.

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