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Come mi vesto in casa

Sono giorni difficili e per affrontarli la mia ricetta è piuttosto semplice: fare tutto quello che devo per proteggermi e proteggere gli altri cioè restare a casa, fare la spesa solo una volta alla settimana e non vedere nessuno se non i vicini di casa, ognuno al sicuro sul proprio poggiolo. Non vi nascondo che lavorare e gestire la casa da soli con un bambino di 6 mesi non è affatto semplice, magari se vi fa piacere poi condividerò con voi la dinamica della mia giornata.

Quello che mi aiuta è però distrarmi, continuare a pensare al mio lavoro e ai progetti futuri, e attivarmi ogni mattina con una routine abbastanza fissa che prevede anche vestiario completo e trucco. Per questo motivo volevo condividere con voi il progetto che io e Valentina abbiamo portato avanti su Instagram due settimane fa: come mi vesto da casa.

Premessa: io credo nell’abbigliamento da casa, per me è sempre stato normale arrivare a casa e cambiarmi indossando abiti “da casa”. Non il pigiama, non la vestaglia ma abiti da casa che un tempo erano comodi, caldi e molto poco carini. Già nel passaggio da “lavoro fuori casa e sto in casa solo la sera” a “lavoro da casa”, il rapporto coi vestiti da casa è cambiato. Indossando gran parte della mia giornata abiti da casa volevo che fossero sì comodi, pratici, adatti a sporcarsi e anche molto caldi, ma anche un po’ carini. Avevo così abbandonato i pantaloni della tuta in favore dei leggings e i maglioni vecchi e informi per qualcosa di acquistato apposta anche se un po’ informe. Ma alla fine, stando molto ferma alla scrivania, la freddolosità aveva prevalso e capitava spesso di avere la vestaglia o il mio caro maglione rosa (che mi rende praticamente un uovo) sopra il maglione.

Poco importava, però, perché quasi tutti i giorni avevo occasione di uscire per portare mio figlio dai nonni, per fare una passeggiata, per fare la spesa o partecipare a una riunione della Rete al Femminile. Avevo così occasione di uscire dai miei vestiti casalinghi e indossare la mia bella gonna colorata, un abitino rosso, un paio di oxford, una collana rosa. Ora, lo sappiamo, non è più così. Improvvisamente il nostro look da casa è quello che indossiamo 16 ore al giorno per lavorare, passare l’aspirapolvere, cucinare, imboccare il bambino, rincorre per casa il cane e via così. Magari i primi giorni è stato bello non uscire dal pigiama o abbandonare gli abiti e le scarpe che indossiamo fuori casa, specie se sono un po’ scomodi o non piacciono. Ma dopo un po’, certo non a tutti, questo può avervi fatto sentire peggio.

Cambiarsi d’abito dà una predisposizione diversa all’azione: meno “pigra”, meno avvilita, meno desolata. Vivere tutta la giornata in abiti che non vi donano ma che, soprattutto, non vi piacciono non vi aiuta e piano piano questo pensiero inizia a intaccare l’immagine mentale che avete di voi stesse che, per quanto possiate essere sicure di voi, potrebbe comunque risultare peggiorata.

Così ho pensato di raccogliere qui le modalità con cui io ho realizzato gli outfit che ho condiviso su Instagram per aiutarvi a realizzare il vostro abbigliamento da casa, che sia comodo ma che vi piaccia e nel quale voi vi sentiate a vostro agio.

Per prima cosa, dividete le occasioni d’uso: sapete che a me questa parola non piace eppure, in questo caso, dobbiamo dividere le giornate o i momenti della giornata. In sostanza possono essere:

  • lavoro da casa: che siate in modalità smart working o libere professioniste
  • conferenze, riunioni, video: tutto quello che vi mostra, anche se dalla cintura in su
  • outfit sporchevoli: per lavori in casa, dalla pulizia del bagno (d’oh! qualcuno deve pur farla) ai lavori che vi viene da fare solo ora (dipingere la ringhiera del terrazzo, pulire i condizionatori e simili), alla ginnastica da fare in casa.

La seconda regola è importante: le cose devono essere comode ma vi devono piacere. Certo, potreste sporcarle ma, diciamocelo, con questo sole il bucato asciuga subito ed è l’unico modo in cui possiamo approfittare della primavera, per il momento. E che senso ha tenere le cose belle nell’armadio e basta? Lasciamo perdere il vestitino da sera o la blusa in seta, ma perchè non usare il maglione in cachemire del vostro colore preferito o il vestitino in cotone a righe?

La terza regola è: cambiarsi ogni giorno, vi sembrerà stupido ma indossare ogni giorno capi diversi, anche se sono leggings e maglione largo, aiuta a sentirvi meglio.

Quarta regola: prendetevi cura dei capi. Proteggeteli con un grembiule, togliete i pallini, risvoltate le maniche dei maglioni se sono lunghe per evitare di sporcarle e pulite le macchie appena si formano.

Quinta regola: non dimenticate le scarpe. Poco importa che siano ciabatte ortopediche, ballerine in stoffa, stilosi mocassini in velluto: cercate di abbinarle al resto del look perchè così tutto sembrerà più curato. Non scartate l’idea di indossare le sneakers: ad esempio, per me che indosso il plantare è fondamentale non stare troppo a lungo senza quindi ho dedicato un paio di snekaers, carine e che si abbinano quasi con tutto, agli outfit da casa. Le ho igienizzate e non le utilizzo più quando esco.

Sesta e ultima regola: non dimenticate i bijou e il trucco. Può essere solo un orecchino piccolo e quadrato e un filo di matita nera oppure, se è parte delle vostre passioni, potete indossare i vostri orecchini più vistosi che si abbinano al colore del maglione e truccarvi di tutto punto. L’importante è curare il complesso. Anche i capelli hanno la loro importanza: una spazzolata, una coda di cavallo fermata dalle forcine sono quello che basta per essere in ordine.

Se poi vi sentite bene anche in pigiama meglio così, anzi, ma a me serve tutta la carica del mondo per affrontare ogni mattina una giornata intera con un neonato, la casa e il lavoro con solo un po’ di tè matcha di supporto. Il marito c’è, ma il suo lavoro è proprio permettere agli altri di fare smart working quindi non sempre può essere di supporto.

Con il grande augurio che le vostre famiglie stiano bene, come vanno le vostre giornate a casa?

E a coloro che rischiano tutti i giorni per portare avanti il loro lavoro dico GRAZIE, non solo ai medici e alle infermiere ma anche alle farmaciste, i tabaccai, le cassiere e tutte le persone che lavorano per garantirci quello che per noi è indispensabile.

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