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Ho scoperto quale stagione sono, e che avevo già i colori giusti

Non so bene com’è successo, ma io sono stata per molto tempo convinta di essere la stagione sbagliata, ma nonostante questo, i capi presenti nel mio armadio sono sempre stati quelli dei colori giusti. Se non sapete cosa sono le “stagioni” e cosa significa “analisi del colore” trovate alcuni approfondimenti qui, ma in pratica, si tratta di capire quali famiglie di colori ci donano, scuri o chiari, caldi o freddi, brillanti o soft.

Capire da sole quali colori ci donano è difficile, perché con i colori, più che con la geometria dei vestiti, la soggettività è molto più forte. Ci può piacere un colore  ma non notiamo cosa succede al nostro viso quando lo indossiamo, oppure il colore scelto è giusto come temperatura ma troppo chiaro e ci convinciamo che quel tipo di tinte non fanno per noi. Io, negli anni passati, ho studiato a lungo il mio viso e la sua reazione ai colori, ed avevo capito che:

  • I look con contrasto troppo alto non mi donavano, i classici bianco e nero, facevano apparire sul mio viso qualche ruga.
  • I colori troppo scuri mi spegnevano, ma con quelli troppo chiari sembravo scialba.
  • I colori più brillanti, il blu elettrico, il fucsia, l’arancione nascondevano completamente il mio viso, facendolo sparire.
  • Gli ombretti caldi, soprattutto i marroni caldi, erano terribili per me, ma allo stesso modo quelli veramente freddi i grigi, i celesti, i lilla, facevano a pugni con i miei occhi.
  • I rossetti aranciati non erano certo miei amici e avevo bisogno di muovermi su rossetti matte, non troppo scuri ma nemmeno chiarissimi.

Con queste informazioni ho costruito un armadio di blu, rosso scuro, vari toni di fucsia non troppo acceso e rosa leggermente salmone, qualche punta di verde oliva, molto bianco, ma sempre abbinato al blu, e alcuni capi beige scuro leggermente rosato. Il mio cassetto dei trucchi, ridottissimo data la mia allergia ai profumi, conta una serie di ombretti marroni freddi e rosa medi, un fard rosa freddo e rossetti matte.

Perché,quindi, ero convinta di essere un Autunno Soft? La ragione più semplice è che i colori dell’autunno, caldi, ricchi ma leggermente smorzati, e i suoi abbinamenti poco contrastanti, mi piacevano molto: ho sempre desiderato avere i capelli rosso irlandese. Ma in realtà la questione è più complicata, i sistemi che avevo approfondito di analisi fino a qualche hanno fa erano quello 12 stagioni, detto in inglese flow season, in cui ogni stagione principale “flows” (fluttua) verso quella vicina e il sistema 12 stagioni + 4 che, oltre alle 12, aggiunge una stagione “pura” per ogni stagione. Entrambi non prevedevano il mio caso. Infatti, di una cosa ero certa, ero soft, mi stavano meglio i colori poco brillanti, polverosi e non troppo intensi. Se sei soft in questi sistemi puoi essere solo due cose, un’estate soft (chiara e fredda) e di sicuro io non ero chiara, o un autunno soft (scuro e caldo), e quindi per forza dovevo essere quello. A confermarmelo è stata, nel lontano 2015, Lara di Armocromia.eu, che mi analizzò però solo online quando per lei l’analisi del colore era solo un hobby e prima di fare la sua formazione (successivamente ne ho riparlato con Lara, lei stessa aveva capito di essersi sbagliata, ma io mi trovavo così bene con i colori più freddi dell’autunno soft che non ha voluto contrastare le mie certezze e ha fatto bene).

L’altra ragione per cui io non mi ritrovavo in nessuna categoria è che molti sistemi danno la priorità ai colori che avete voi, rispetto a come reagite a un colore. Hanno regole un po’ troppo ferree per i miei gusti, per quanto riguarda il colore di capelli o di occhi che può avere una persona per entrare nella determinata stagione, e io, con i miei capelli castano scuro e i miei occhi verde oliva nocciola molto soft, non rientravo da nessuna parte.

Durante la pandemia ho quindi deciso di riapprocciare l’argomento, leggendo molti libri, frequentando più di un corso on line, anche sul metodo “seasonal flow”, ma è stato solo quando ho deciso di acquistare la formazione professionale del sistema 4×4 di Ferial Youakim che mi si è aperto un mondo e che ho trovato finalmente la mia stagione. Il sistema, per chi non lo conosce, parte dalla classificazione del colore di Munsell che definisce un colore come Puro, Tinted with white (chiaro), Toned With Grey (intermedio o soft), Shaded with Black (scuro). Allo stesso modo, partendo dalla classificazione delle 4 stagioni di Carol Jackson, ogni stagione può essere chiara, intermedia (con aggiunta di grigio, soft), o scura. Tutte, anche l’autunno può essere chiaro, l’estate scura, la primavera sia scura che intermedia, e l’inverno sia chiaro che intermedio. E finalmente io, grazie anche all’analisi fatta direttamente da Ferial, dato che questo corso si svolge dal vivo su Zoom uno a uno, ho trovato la mia stagione. Sono un Toned Winter, cioè un inverno intermedio, un inverno quindi brillante, scuro e freddo, ma con aggiunta di grigio e quindi molto meno brillante.

Ed eccoli lì, nel mio armadio, i colori giusti, i colori dell’inverno intermedio, presenti anche nei miei ombretti e nei miei rossetti. Lo step successivo è stato infatti capire che, anche se con questa stagione mi trovo benissimo, i miei occhi, per via del colore più caldo e anche perchè non hanno ciglia folte e hanno quindi un basso contrasto con il colore della mia pelle, hanno bisogno di uno sguardo in più. Se sono struccata, senza nemmeno una riga di matita nera, mi donano di più i colori più soft, medio chiari, e leggermente meno freddi della mia palette. Se invece sono truccata, o anche solo con gli occhiali che circondano gli occhi, il mio contrasto tra occhi e pelle aumenta e riesco a portare colori più scuri e anche leggermente più intensi. Questo dettaglio è importante perché mi ha tratto in inganno tante volte, specie quando ti viene detto che i colori adatti a te sono quelli che ti donano da struccata… sì, ma anche no.

Aiuta anche a capire che le stagioni, e le palette di colori che vi vengono date o che trovate on line, vanno capite ed adattate al vostro caso particolare, che non sempre ricade nello standard assoluto. Vi piacerebbe che parlassi di più di questo argomento? Che vi spiegassi meglio la differenza tra i vari metodi di analisi?

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