La Curvy Color Challenge di Plus Kawaii
20 May 2020
Sconti su tutte le Consulenze per festeggiare i 10 anni del blog
3 June 2020

Femminismo e forme del corpo

Dopo avervi raccontato delle distopie al femminile che ho letto mi avete chiesto di approfondire l’argomento e cosa poi ne è conseguito continuando a ragionare sull’argomento.

Il passaggio successivo è stato informarmi, passare dai romanzi ai saggi e, grazie al suggerimento di un’amica, leggere (anzi ascoltare, perché in quel periodo restavo ore abbracciata a Gozzillino che riusciva a dormire solo così) “Manuale per ragazze rivoluzionarie” di Giulia Blasi che mi ha aperto un mondo. Ha fatto collimare nella mia testa tutte quelle cose sbagliate che per lungo tempo avevo sentito, quei pezzi che qui sul blog trovate nella categoria Change your mind e mi ha fatto capire che sono femminista da sempre. Che il femminismo non è una brutta parola ma significa solo ritenere che gli uomini e le donne hanno diritto allo stesso rispetto, alle stesse opportunità, alla parità di salario e tutto il resto.

meenal_land

Ricordo che lo ascoltavo nel buio della camera da letto con gli occhi sbarrati e che dopo il primo capitolo ho scritto all’amica che me lo aveva consigliato “Lo adoro, mi fa venire voglia di dare fuoco alla mia vita!“. Perché la sensazione è proprio quella. Scopri di far parte di un sistema che ha come scopo quello di mantenere il genere femminile inferiore, e ora che non lo può più fare impedendo di votare, di lavorare o di avere proprietà lo fa con un sistema complicato di pubblicità, moralità, prodotti in vendita e idee fissate nella nostra testa.

Lo fa sessualizzando il corpo femminile in ogni contesto, oggettivandolo e sminuendolo, lo fa imponendo standard di bellezza non solo elevati ma irreali perché il perseguimento di quegli standard ci tiene occupate. Non solo, ci dice che se non siamo belle e se non ci sforziamo di esserlo per forza la nostra vita non sarà soddisfacente, agli occhi degli altri e anche ai nostri. È difficile combattere con tutto questo: lo sto facendo qui però ora so per certo che non sono da sola o insieme a poche altre, c’è un movimento che mi aiuta. Un movimento che è partito chiedendo il diritto di voto e si batte ancora oggi per il rispetto della donna e di tutte le caratteristiche femminili, anche quelle che hanno gli uomini (eh sì, perché anche gli uomini vengono danneggiati dall’imposizione dei ruoli).

auralewis

Nel libro di Giulia Blasi sono chiamata in causa anche io, o meglio, il mio approccio alle forme del corpo. La mia amica pensava mi avrebbe fatto arrabbiare e invece non lo ha fatto, anzi, ho compreso più a fondo che bisogna spiegare sempre più spesso il modo in cui io le uso e perché le ho scelte. Categorizzare le donne come fossero frutti o forme geometriche è di per se un po’ agghiacciante, se ci pensate. Anche questa è una forma di oggettivazione e, se non spiegato in modo preciso, può portare a credere “Ah, io sono fatta così quindi DEVO mettermi quello“. Ma quando io ho scoperto le forme del corpo ho capito invece che non ero sbagliata, che le donne erano geneticamente fatte tutte in modo diverso, che il modo di essere proposto dalla società non era l’unico e che il fatto di essere nata con i fianchi più larghi del bacino non significa che sono strana, ma semplicemente che sono normale.

auralewis

Uso le forme del corpo per far concentrare le donne sul loro corpo e non su quello delle altre, per aiutarle a vedere che ci sono sempre dei “pregi” e che tutte le caratteristiche possono essere messe in luce e amate. Uso le forme del corpo per fare in modo che si cerchino modelli diversi, che cambi la dieta visiva. Certo che tutte le donne non sono uguali, certo che il loro corpo non dovrebbe farle sentire più o meno sicure di se stesse, più o meno “brave” solo perchè sono più o meno magre o più o meno attraenti. Eppure è proprio così!

Il mondo in cui viviamo ci dice che:

  • siamo inferiori (altrimenti perché ci pagherebbero meno? Nonostante in Italia ci siano più laureate donne che uomini)
  • abbiamo più propensione per i lavori domestici (come se solo noi avessimo il pollice opponibile)
  • se siamo carine allora troveremo un uomo (agli uomini non dicono la stessa cosa e, comunque, non con la stessa frequenza)
  • se non troviamo un uomo (uno a caso, eh) allora non saremo complete e felici, sottintendendo anche che non sapremo badare a noi stesse (ripeto: siamo in grado di lavorare, cervello e pollici funzionano)
  • c’è un solo modo di essere bella ed è essendo magra, giovane, mediamente alta, con dei bei capelli, truccata, vestita in modo a volte modesto ma curato e a volte appariscente

Quindi va da sé che in questo panorama è difficile sentirsi bene con il proprio corpo qualunque esso sia e che è difficile vestirsi come si vuole, a prescindere da quello che dice la gente e dal fatto che quel capo ci faccia risultare più o meno magre.

hello.sola

Per questa ragione il mio lavoro è fornire e rendere disponibile alle donne tutta la conoscenza utile a valorizzare il fisico che hanno secondo i canoni di bellezza del momento, quindi facendolo apparire più magro e più proporzionato. Questo non perché un corpo con delle sproporzioni, come può essere il mio che sono una donna a Pera, sia brutto ma perché se io lo percepisco brutto, dal momento che mi è stato detto che lo è, almeno possa iniziare a vederlo con occhi diversi.

Mi sembra un po’ inutile dire alla me quindicenne, che piange sulle sue gambe grosse e guarda quelle della sua amica taglia 38: “Chi ha detto che le gambe grosse sono brutte e quelle magre sono meglio!? Pat pat, fregatene!“. Mi guarderebbe e mi direbbe: “Tutti lo dicono, lo dicono in TV, in classe, nei film, nelle pubblicità, lo dicono anche quelli che fanno i jeans in cui io non entro!” e mi guaderebbe come una che non capisce il suo problema e anzi lo minimizza. Io preferisco dirle: “Ok, io ora ti insegno a far sembrare le tue gambe più sottili, ti insegno tutto e tu potrai da domani mettere in pratica i miei consigli. Senza dimagrire, vedrai le tue gambe più magre“.

Nel mentre però io le dico e le ripeto che in lei non c’è niente che non va, e le spiego che è una sovrastruttura molto complicata quella che ha deciso che deve sentirsi a disagio con le sue gambe. Le dico che combatteremo insieme quella struttura e le prometto che non solo vedrà le sue gambe meno grosse ma a un certo punto se ne fregherà anche della loro dimensione. Questo mondo schifoso che vuole tenerla sotto scacco lo cambieremo insieme!

Magari non sarà felice delle sue gambe a partire da domani ma, vedendosi più proporzionata e leggermente più simile all’immagine proposta dalla società ma anche smettendo di concentrarsi sulle gambe, inizierà a vedere tutti gli altri pregi di sé. E con il passare degli anni, magari con una serie di aiuti (letture, psicoterapia che fa bene a tutti, amicizie migliori), in questo mondo si sentirà felice anche delle sue gambe e indosserà anche quei capi di cui prima aveva paura. Quei capi che le fanno sembrare le gambe più grosse, ma ora non le importa più.

Quindi sì, le forme del corpo servono ma non vanno usate come una scatola in cui richiudersi, vanno usate per aprire la mente più che per vestire il corpo.

Leave a Reply