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Le difficoltà di chi indossa taglie sopra la 48

Oggi non vorrei parlarvi di peso, di come dobbiamo lottare (sia che siamo magre o meno) con i pregiudizi nostri e altrui e con la maleducazione di chi ci circonda. Oggi vorrei fare un discorso pratico, molto pratico che riguarda le difficoltà reali che affronta chi indossa una taglia plus. Per prima cosa vorrei fare outing: a me la parola curvy non è mai piaciuta molto, mi sembra che crei una terza categoria di persone che non possono essere considerate “normali” e quindi vanno definite in qualche modo. Se non sei magra di conseguenza sei curvy ma questo non ha a che fare con la taglia, con la forma del corpo né con l’altezza. Ci sono molte blogger che conosco che hanno “stravolto” questa parola utilizzandola in modo positivo quindi non dico che non abbia avuto i suoi risvolti utili, ma quello che non mi piace molto è che le persone vengano definite in base alla triade peso/forma/taglia.

Si crea sempre una ghettizzazione per cui “ok tu sei normale, tu sei curvy e tu invece no, sei troppo abbondante quindi non sei curvy sei solo obesa” (giuro che ho sentito questa frase con le mie orecchi in contesti ufficiali). Ma stiamo scherzando? Secondo questo concetto insomma se indossi una 50 ma sei alta 1,78 sei curvy, se invece la tua altezza non supera i 160 cm allora non sei più nella categoria. Secondo questo concetto io non sono né normale né curvy, sono “normale” sopra e “curvy” sui fianchi e le gambe!

Quindi eliminata questa parola e la categorizzazione delle persone in caste, mi vorrei concentrare sulle difficoltà oggettive nel reperire vestiti. Infatti è indubbio che ci possiamo dividere in donne che riescono ad acquistare in quasi tutti i negozi, perché indossano taglie sotto la 46, e donne che sono costrette a una ricerca più ardua, a spendere di più e ad accontentarsi di quello che trovano perché indossano taglie sopra la 48.

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Le implicazioni psicologiche di tutto questo non sono da poco: inutile dire che chi ha difficoltà con la ricerca dei vestiti, specie se al limite delle due taglie, e prova ancora a recarsi da alcuni marchi perché ogni tanto qualche modello fa al caso suo si sente additata come un essere umano di serie B. Questo anche nel caso in cui la sua autostima sia al massimo, perché il peso è visto come una colpa e una condizione che “ti sei voluta”, cosa che sappiamo benissimo non essere. E soprattutto, anche se effettivamente lo fosse, chi ha detto che la mia vita deve essere sotto esame di chiunque mi venda qualcosa? Eliminato il problema della commessa che ti guarda storto perché non vende la tua taglia (invece che dispiacersi e scusarsi, dato che non ti può vendere qualcosa) veniamo alle problematiche pratiche e alle sue soluzioni.

Scarsità di negozi fisici. L’assenza di una varietà decente di negozi fisici dove andare a comprare i capi e a provare stili diversi non solo crea evidenti difficoltà nella ricerca di un capo in particolare ma impedisce anche di formarsi un proprio stile e un proprio gusto e di capire veramente cosa ci dona, perché possiamo anche essere plus size ma non abbiamo gli stessi gusti, la stessa età e lo stesso stile. Le soluzioni ci sono ma sono più faticose: cercarsi da sole dei modelli di riferimento plus size con fisici simili al proprio (qui trovate l’elenco delle forme del corpo plus size), comprare on line effettuando il reso di molti capi, crearsi un lungo elenco di negozi adatti e girarli spesso a costo di dover fare qualche trasferta.

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Assenza di colori. “Sei grossa, vestiti di nero che ti snellisce”, ormai lo sapete: il nero non attira l’attenzione ma snellisce solo se usato insieme a un’altro colore però, anche se fosse, se non vi piace, se non vi dona, se siete estrose e amanti dei colori non vedo perché dovete evitare i colori chiari, brillanti o persino le fantasie. Questa tendenza si sta un pochino invertendo ma si trovano ancora negozi plus size tappezzati di colori neutri e molto nero, quindi ripieghiamo di nuovo sull’online oppure tingiamo!

Modelli da signora. Ebbene sì, in italia specialmente, la donna plus size di riferimento è Adelaide, la prozia della vostra compagna di scuola che ha 65 anni e si disinteressa di moda e abbigliamento, una che ha solo bisogno di qualcosa con cui coprirsi e, se proprio deve, va a comprare un vestito per la comunione della nipote. Il riferimento non è Beatrice, una frizzante ragazza di 25 anni che ama gli accessori vintage e lo stile anni ’50. La fatica che fa Beatrice a trovare modelli che non le regalino 20 anni di più e un colorito malaticcio in viso è immane ma, visto che ha imparato cosa le dona, ormai se li fa fare su misura on line.

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Capi sbagliati. “Sei grossa, non farti vedere, copriti”, possibilmente con un capo mollo e dritto che dal collo arrotonda le spalle e arriva fino a metà polpaccio. Così tu che sei una Clessidra plus size diventi improvvisamente un boiler con un sacco che ti copre tutta, ti fa più larga e più tozza, nascondendo alla vista sì il tuo fisico ma rendendolo anche di 3 taglie più grosso e privo di ogni forma. Purtroppo quel modello a sacco non dona a nessuna, nemmeno a una Mela plus (ve lo immaginate l’effetto tenda dal seno?) e i capi sbagliati disponibili nei negozi plus size che non donano al fisico femminile sono tantissimi. Lo fanno per comodità di taglio e perché, a forza di dire alle donne che devono indossare le palandrane, alla fine ci hanno creduto e chiedono quelle.

Quali sono i capi che non donano a nessuno?

  • tutti quelli con maniche scese o raglan, la manica così arrotonda la spalla e questo rende seno e pancia più grossi e la figura a uovo
  • tutti quelli accollati, perché persino una Pera plus ha un po’ di seno
  • quasi tutti quelli che non segnano la vita, vanno bene solo alle Mele con poco seno
  • i pantaloni con l’elastico in fondo
  • le gonne a tubo al ginocchio (vogliamo commentare quello che succede si vi mettete una cosa rigida che arriva al ginocchio?)
  • le maglie con le ruches ai lati, che allargano di più la figura
  • infine, un grande classico, le maglie e i vestiti con elastico in fondo o sulle anche, che creano ulteriore volume a livello della pancia

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Consigli sbagliati. Ci sono tante persone ben intenzionate là fuori che non sanno quello di cui stanno parlando, anche quando sono loro stesse plus size o gestiscono un negozio di questo tipo. Partono dal presupposto che quello che sta bene a loro stia bene a tutte, che se una ha un fisico abbonante desidera nasconderlo, offrono abiti accollati a sacco a chi ha un fisico a clessidra, e consigliano di nascondere la figura a costo di penalizzarla. È davvero difficile essere immuni a questo tipo di consigli ma se siete qui potete farcela: non fidatevi, non fidatevi nemmeno di chi dovrebbe essere preparato ma vi accorgete che non lo è, fidatevi di voi stesse e del vostro giudizio perché è solo quello che conta.

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Ricordatevi in ogni caso che non ci sono “vestiti per plus size” e vestiti per donne “normali”, non è vero che solo per via della taglia non dovete scoprire le braccia se fa caldo o indossare una gonna più corta. Il fatto che il pensiero “è grasso e va coperto” campeggi nel cervello dei più non deve limitare voi nella vostra vita. Indossate quello che vi piace pensando di uscire in un mondo dove indossate il mantello dell’invisibilità o, meglio, dove la gente ha perso la brutta abitudine di giudicare gli altri e di pensare che debbano vivere per allietare loro la vista.

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