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La ruota del colore

Se vi siete appassionate all’analisi del colore, o armocromia, come è chiamata in Italia, sono sicura che avete trovato on line tantissimi post diversi, video e contenuti che parlano delle stagioni e dei diversi sistemi di riferimento. Parlano di colore di capelli, di occhi hazel (che poi vuol dire nocciola), di lentiggini, o abbronzatura. Vi sarete accorte, come me, che le informazioni sono così tante che a volte ci si confonde un poco, per questa ragione credo che, prima di studiare la stagione cromatica delle persone, è importante studiare il colore.

Lo studio del colore è un’argomento potenzialmente infinito, basti pensare che cambia completamente la letteratura, se si parla di spettro del colore, colori mischiati a tempera, stoffe, tinture e colori creati da intrecci di vari tessuti. Ma a noi, in fondo, serve capire il colore relativamente ai vestiti, e quindi, non è necessario che ci mettiamo a sperimentare quando un blu diventa verde mano a mano che aggiungiamo giallo, anche se potrebbe essere un esercizio utile e divertente da fare.

Quello che ci serve capire è se quel colore e le sue caratteristiche possano andare bene per noi, se quindi è un colore da acquistare e, magari, anche con che altri colori abbinarlo.

Una delle ragioni per cui è importante capire bene il colore è che non c’è una universale e riconosciuta denominazione dei colori. Io posso chiamare lampone un colore che altri definiscono fucsia o magenta. Quello che è universale è la codifica dei colori con il sistema RGB o CMYK o con il codice Pantone, ma questa codifica si riferisce ai colori digitali, che sono diversi dai colori reali. Il rosso, infatti, sulla carta, sulla stoffa, del pennarello, avrà resa e risulterà al nostro occhio diverso dal rosso presente sullo schermo retroilluminato del pc. Questo solo perchè la gamma di colori che vede il nostro occhio non può essere riprodotta tutta a schermo. Non ci credete? Prendete la tabella dei colori interattiva, quello che lì viene chiamato bordeaux per me, nella mia testa, è viola, quello che chiamano ribes nero è bordeaux. Wikipedia non è d’accordo con nessuno dei due, per non parlare di Pantone che come Bordeaux indica un colore diverso, e il Bordeaux di Wikipedia (o qualcosa di simile) lo chiama Burgundy (Borgogna). Senza una codifica generica, come potete immaginare, è molto difficile capirsi.

Questo significa che non possiamo andare in un negozio e chiedere un maglione bordeaux, perchè ci potrebbero arrivare colori diversi e talmente diversi che, se il Bordeaux che avevamo in mente ci dona, quello che abbiamo davanti è troppo soft, o troppo freddo, o troppo scuro o persino troppo chiaro (visto che non so cosa abbia pensato Pantone prima di definire quel colore bordeaux).

Ci serve perciò capire il colore, e per capirlo, ci viene in aiuto la ruota dei colori, che è banalmente una ruota composta da colori primari, secondari e terziari. Quindi, i colori primari rosso, giallo e blu, sono equidistanti, a metà di ciascuno c’è il colore secondario che essi creano unendosi, e tra di loro, c’è il terziario, il colore che creano il primario e il secondario. Come vedete, questo significa che tra blu e giallo c’è il verde, tra il verde e il giallo c’è il blu giallo. Volendo, si possono creare ruote del colore anche con infiniti spicchi, ma fermiamoci a tre.

Questa ruota ci permette di capire i colori puri, e ci permette di capire anche le proprietà dei colori principali, cioè quanto caldi o freddi siano. Ma anche qui c’è un inghippo, quali sono i colori caldi e i colori freddi? Se il blu è ovviamente freddo e il giallo e il rosso sono caldi, perchè esistono rossi freddi e gialli freddi? Universalmente si riconosce il blu come il colore più freddo e l’arancione, unione tra i due più caldi, come colore più caldo. È la divisione più semplice e, infatti, è utilizzata anche nelle palette delle varie stagioni: non ci sono blu puri e freddi nelle stagioni calde, al massimo un blu un po’ tendente al verde, e non ci sono arancioni nelle stagioni fredde, al massimo un marrone tendente al rossiccio. Se osserviamo la ruota dei colori e decidiamo che questi sono gli estremi, ci potrebbe venire la confortante idea di dividerla simmetricamente, trovandoci quindi con delle difficoltà: il giallo verde è sia freddo che caldo? E il rosso viola anche?

La difficoltà deriva dal fatto che la divisione dei colori tra caldi e freddi non è netta, se parto dall’arancione, più vado verso il blu più mi raffreddo e se parto dal blu, più vado verso l’arancione più mi riscaldo. Per questa ragione, potete trovare la ruota del colore divisa in modi diversi, a volte nemmeno a metà, e non c’è niente di sbagliato. Possiamo decidere la divisione che ci sembra più coerente, ben sapendo che, se siamo fredde, non ci dobbiamo stupire se il giallo verde non ci dona magnificamente, visto che più vicino al giallo che al blu o che il rosso viola è adatto a noi, anche se è dal lato caldo, visto che è ben più freddo del rosso.

Quando osserviamo un colore, dovremmo riuscire a capire in che punto della ruota è, in base a quanto rosso, blu o giallo c’è in lui. Non è facile, per questo, quando si fanno le analisi del colore, vengono date le palette con i colori più adatti, in modo che sia possibile stamparle e utilizzarle per metterle vicino ai colori.

La stessa ruota del colore poi si trasforma in chiara, se a tutti i colori aggiungo bianco, in scura se aggiungo nero, e in intermedia o soft se aggiungo grigio. E così, possiamo iniziare ad osservare un colore e chiederci se è puro, schiarito (anche qui ovviamente dipende quanto schiarito, magari siete davanti a un rosso leggermente schiarito, che non arriva a un rosa però), scurito o reso più soft. Un bordeaux, come l’abbiamo in mente, è un rosso scurito, ma Pantone ha deciso che il bordeaux è un rosso viola, leggermente più verso il viola ma con moltissimo grigio, per questo motivo, questa prospettiva vi aiuta ad andare oltre il nome del colore. Il bordeaux essendo un rosso scuro, sapete che è scuro e caldo, il bordeaux di Pantone invece, è molto più freddo e molto soft, del tutto inadatto a chi dona, di solito, quello che noi chiamiamo bordeaux.

So che questo tipo di analisi sembra eccessiva, ma vi assicuro che diventa molto semplice dopo un po’ che entrate in quest’ottica. E quindi, secondo voi, chi ha ragione sul Bordeaux? Io parteggio per Wikipedia.

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