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Il Tailleur torna di moda: come sceglierlo
30 October 2019

I capi che rettangolarizzano

Quando ho aperto questo blog l’ho fatto con una profonda convinzione: che per ogni donna ci fosse l’abito giusto, che la valorizza al massimo mette in luce tutti i suoi pregi, la fa sentire più sicura e più in pace con il proprio corpo. Per lunghi anni però ho pensato anche l’opposto cioè che anche per ogni vestito c’era la donna giusta e quindi che, se la gonna a ruota donava ad alcune, anche quella a tubo doveva stare bene ad altre e che tutti i modelli di vestiti, almeno i più classici e molto usati, dovessero avere la loro donna giusta.

Mi sono accorta invece, in questi 9 anni di blog e 6 di attività professionale, che non è così. Che ci sono dei vestiti che non sono pensati per il fisico femminile e che non fanno che renderlo più verticale, più maschile o più infagottato.

aminka

Premetto che qui non si sta parlando di gusti o di stile. Alcuni di questi capi potrebbero piacervi molto, potreste essere in grado di abbinarli di modo da creare un outfit riuscito, un bel look e potrebbero essere capi che avete visto su donne famose che vi hanno ispirato. Noi stiamo parlando di pura e semplice valorizzazione della figura femminile e del tentativo di armonizzarla rendendola proporzionata. Stiamo insomma parlando delle basi, una volta studiate queste e dopo aver smesso di odiare il proprio aspetto ci si può divertire coi vestiti andando oltre certe regole.

veryvoga

Quali sono quindi i capi che rettangolarizzano cioè che tendono a mortificare le curve femminili che, anche quando non ci sono, noi vorremmo ricreare? Sono tutti quei capi modellati sul fisico maschile che, a ben guardare, trovate anche nel reparto uomo, solo più larghi. Hanno linee dritte, sono spesso rigidi e ignorano completamente la vita spezzando sovente la figura sul bacino:

  • Il maglione dritto con elastico in fondo: cioè il classico maglione da uomo, magari con lo scollo a V e la manica raglan. E come lui lo stesso modello di cardigan che forse è anche peggio perché, lungo o corto che sia (a meno che non sia messo in vita), è ancora più infagottante per via dei bottoni che appesantiscono (in senso di gravità, non ottico) la parte davanti. Peggio ancora nel caso della felpa per via del tessuto più rigido.
  • La t-shirt anni ’90: dritta e rigida, ne abbiamo già parlato in questo post dedicato ai capi difficili. Come è possibile che doni a chi ha 3 misure diverse tra vita, seno e fianchi? Quindi anche lei è pensata per un fisico senza curve, altrimenti il risultato è che si tende in alcune zone e fa le pieghe in altre.
  • La camicia dritta senza pences: non segue la figura e, sì lo so, a Scarlett Johansson dona anche appena uscita dal letto in uno dei suoi film ma, appunto, parliamo di un film. Nella vita vera fa lo stesso effetto della t-shirt, a meno che non sia molto molto sottile.
  • Le maglie con l’elastico in fondo: ne abbiamo già parlato, ovviamente nemmeno agli uomini donano.

  • Il pantalone a vita bassa: anche se non eccessivamente stretto ma con la vita a vista, quindi con la maglia dentro. Non importa se è a palazzo o a sigaretta, skinny o bootcut, il pantalone a vita bassa allunga il torace e distoglie l’attenzione dal punto vita minimizzandolo (se è dritto o palazzo, è ancora più mortificante). Certo, una maglia che segna moltissimo la vita aiuta ma, insomma, bisogna starci molto attente.
  • Il jeans regular: anche da appeso è completamente dritto e non elasticizzato, ovviamente è pensato per un fisico che non ha fianchi e non ha il sedere rotondo e sporgente, ma sopratutto un fisico che non è penalizzato se reso a colonna quindi dritto.
  • La gonna a tubo: fatta a forma di rettangolo e non stretta in vita e lunga fino al ginocchio. Non è un capo maschile ma, se pensate alle tuniche romane dritte e verticali, così erano. Certo, alcune donne molto femminili riescono a valorizzarsi indossandola a vita alta e stringendola in vita, ma si tratta di una modifica della gonna stessa.

  • L’abito con il punto vita basso sulle anche o le creste iliache: si rifà allo stile anni ’20, non per niente allora andava di moda un fisico maschile, efebico e senza curve.
  • Gli abiti lunghi dritti e molli, specie se arricciati e con effetto tunica: certo, se avete i fianchi larghi e un punto vita stretto potete avere la possibilità di femminilizzarli un po’ e non sembrare un console romano, però anche in quel caso faranno un effetto tubo da metà del fianco fino ai piedi che proprio non dona.
  • Il vecchio giubbotto di jeans: quello dritto che si chiude in fondo ma anche quello di pelle sempre dritto che si chiude con fibbia sulle creste iliache, perdiamo il punto vita e allarghiamo la figura infagottando il torace.
  • Il blazer doppiopetto dritto con bottoni bassi: ce ne sono tanti in giro al momento, gli altri blazer dritti ma morbidi invece non fanno lo stesso effetto e donano perché il tessuto morbido riesce a seguire di più la figura.

  • I cappotti a uovo: per fortuna non si vedono da qualche tempo ma come è possibile che un capo che rimpicciolisce le spalle rendendole più tonde e ingrandisce la parte centrale del busto e la pancia, facendoci apparire più un uovo, ci valorizzi? Questo ovviamente nemmeno a un uomo donerebbe.
  • Maglie con maniche raglan: si intestano sul collo, ci saranno sicuramente utili nel caso in cui abbiamo spalle molto più ampie del resto del fisico che vogliamo minimizzare, ma in rarissimi casi è un capo consigliabile. Diversi sono gli scolli all’americana che donano, anche se non a tutte.
  • Gli stivali larghi a metà polpaccio: rubati forse ai tempi dei cowboy (anche se non di quello stile) tagliano la gamba e fondono caviglia e polpaccio eliminando la curva femminile della caviglia.

Come vedete i capi in questione non sono pochi! Come dicevo, se vi piacciono molto non c’è niente di male nello sceglierli e utilizzarli ma sappiate che, con questi capi indosso, se notate qualcosa che non va allo specchio è colpa del vestito, non certo del vostro fisico. C’è qualcuno di questi capi che è nel vostro armadio? Come lo abbinate?

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