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Pantelleria

Sono passati secoli da quando ho scritto questo post, ma dato che ho appena ricevuto le foto ho pensato di completarlo, inoltre le foto mi mostrano al “naturale” con vestiti non sempre giusti e capelli pieni di sale, il che sicuramente farà un po’ contrasto con le foto che avete visto recentemente.

Vi ho già accennato di quanto queste vacanza siano state agognate, e alla fine, come per ogni cosa che aspetti tanto a lungo in cui ha investito aspettative e risparmi, ero diventata un po’ pessimista e timorosa. Avevo paura non saremmo riusciti a partite e perso i soldi o che il posto fosse orribile e mi fosse venuta l’emicrania, insomma la classica ansia prepartenza. Aumentata poi dalle recensioni lette due giorni prima di partire che parlavano di vermi nella carne, mosche sul cibo, topi in piscina, tutto sporco rotto e arrugginito.

Mi aveva consigliato il posto una mia amica che c’era stata 4 anni fa, ma le recensioni segnalavano un orribile peggioramento ed io ero spaventata di aver buttato i miei risparmi e l’unica vacanza che da tempo io e il mio fidanzato speravamo di fare. Devo essere sincera che l’unico motivo per cui abbiamo scelto Pantelleria era il prezzo. Avevamo un budget davvero basso e sembrava assolutamente impossibile partire quest’anno e andare al mare con quella cifra. Dato che la pensione completa (obbligatoria) in un hotel con piscina sul mare costava solo 200 € per 7 notti, anche aggiunti i due voli e i pernottamenti a Trapani (la Ryanair vola diretta a Trapani da Genova, ma non tutti i giorni), saremmo riusciti a mantenere il budget, abbiamo colto al volo l’occasione senza pensarci troppo.

Era tempo che non riuscivamo ad andare in vacanza d’estate, un po’ perché siamo vincolati al periodo più caro, i primi d’agosto (no, non è una scelta suicida volontaria), un po’ perché a giugno si presentavano sempre degli imprevisti che esaurivano i soldi. L’anno scorso la divina provvidenza (sotto forma di una mia collega) ci ha regalato 5 giorni in una splendida casetta di Alassio, due anni fa sono riuscita a scappare a Mykonos con le amiche abbandonandolo qui, tre anni fa ci siamo accontentati di un po’ di campagna con la nonna (il posto è un paradiso, ma lui è costretto a lavorare quanto gli schiavi che costruivano le piramidi). Così insomma, immaginate la mia ansia da prestazione?

Il Lago delle Ondine
Il Lago delle Ondine

Invece è andato magicamente tutto bene, benissimo, magnificamente. L’hotel non aveva topi, né mosche né sporcizia, solo un po’ di ruggine e quello che ci si può aspettare in un posto leggermente trascurato. Le camere erano carine con condizionatore, la cucina era sufficiente e commestibile, niente da 5 stelle, ma meglio delle mense universitarie per intenderci. La vista e il posto erano fantastici, come avete anche potuto vedere dalle foto che ho pubblicato mentre ero li. L’isola è stupenda, l’avevamo scelta per il suo basso prezzo e io non ero nemmeno entusiasta di andare in un luogo senza spiagge. Ma certo non mi ero aspettata che questo la rendesse cosi divertente e interessante.

Abbiamo affittato un motorino, dato che il mio ragazzo lo guida da 10 anni nel traffico genovese, ed è stato il modo migliore per esplorate l’isola, anche nelle strade interne che hanno l’asfalto molto più danneggiato. Ci eravamo preparati con maschera, scarpette da scogli, e macchina fotografica subbaquea (che subbaquea non si è rivelata ma che ha ripreso a funzionare parzialmente, miracolo della vacanza), e io ho scoperto che con le scarpette la mia paura degli scogli era eliminata, anzi mi divertivo a saltellare tra uno scoglio e l’altro.

Lago Specchio di Venere
Lago Specchio di Venere
Lago Specchio di Venere
Lago Specchio di Venere
Ho avuto un po’ di difficoltà con il sole e ho iniziato a portarmi dietro una maglietta sotto vostro suggerimento, d’altra parte il caldo era molto, infatti andavamo al mare la mattina, spesso prima delle 10 e poi per le 2 rientravamo per sfuggire al caldo, tornando poi in piscina per le 5. Molte sere poi ci siamo concessi di saltare la cena in albergo per provare la cucina locale, in particolare un’amica ci aveva consigliato un agriturismo fantastico, dove per solo 20 euro si aveva antipasto primo secondo e acqua e vino, e tutto il cibo, in special modo melanzane e pesce, si scioglieva in bocca. L’unica difficoltà è stata trovarlo avventurandosi nelle stradine semi sterrate dietro l’aeroporto  e soprattutto tornare all’albergo data la scarsa illuminazione dei sentieri.
Ballata dei Turchi
Cala Cinque Denti
Cala Cinque Denti… E non dite che non sono a Pera 😉

La spiaggia che ci è piaciuta di più è stata quella che ha richiesto più fatica per essere raggiunta, infatti per arrivare alle Ballata dei Turchi c’è una strada sterrata in leggera discesa e molto dissestata, e il nostro motorino con ammortizzatori scarichi e gomme semi-lisce non ce l’avrebbe fatta, cosi abbiamo percorso a piedi un’ora di strada, e il brutto è stata poi ripeterla al ritorno alle 2.30, con solo acqua calda. Abbiamo raggiunto il primo bar vicino (il paese a 20 minuti di strada in moto) e ci siamo accasciati bevendo acqua e te freddo. Ecco le uniche cose che ci sono mancate a Pantelleria sono l’ombra (proprio non c’è se vai al mare) e i bar vicino alla spiaggia, (se finisci l’acqua sei perduto). Ma non mi è mancata la vita notturna, il traffico, ne il rumore. Persino l’animazione del villaggio (per fortuna carente) era poco rumorosa!

Al ritorno Abbiamo passato due giorni a Trapani visitando le bellezze della regione a bordo di una splendida 500, fortunatamente nera che attirava su di se tutta la potenza dei 42°C. Ci siamo innamorati di Erice e dei suoi vicoli, e abbiamo tentato di andare alla riserva dello Zingaro,  ma siamo stati rispediti indietro da un terribile incendio.

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