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Perchè esci dal parrucchiere insoddisfatta?

Io ero davvero convinta che sarei stata una di quelle persone che, per tutta la vita, sarebbe uscita dal parrucchiere insoddisfatta. D’altronde, mi era sempre successo, dall’età di 12 anni fino ai 35, non c’era volta che uscissi dal parrucchiere contenta, felice del mio taglio, piacendomi di più di prima. Se devo essere sincera, finché ho avuto 20 anni, uscivo letteralmente in lacrime, ricordo che tornavo a casa a piedi, facendo la scaletta che mi portava in strada, con il volto bagnato e odiando me stessa, il mio aspetto e i miei capelli. So che è successo a molte di voi. Non avevo capelli particolarmente complicati, erano fini, sottili e quasi neri, lisci e con poco volume. Io sognavo, ovviamente, una chioma folta e mossa, ma il problema non era nemmeno quello. Il problema era che, io sono sempre sembrata più giovane, e sì, ora a 38 anni è bello quando te ne danno 26 (con la mascherina) o 32, ma a 18 anni venivo scambiata per una quattordicenne, e a 14 per una bambina di 10 anni. Quello che volevo, era un taglio di capelli che mi donasse e mi facesse sentire più adulta e più grintosa, invece uscivo di lì, con qualcosa di completamente diverso da quello che avevo chiesto, con caschetti lisci bombati che mi facevano sembrare un personaggio Playmobil, tagli corti con sfumatura alta dietro, che mi toglievano la poca femminilità che avevo, tagli dritti con riga centrale che mostravano l’alopecia androgenetica che stava iniziando.

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Negli anni, ho capito di più sui miei capelli, ho cercato di farmi ascoltare meglio, ma ci è voluto l’incontro con Fabiana di Capelli Fabulosi per farmi capire al meglio il mio capello. La verità è che, se usciamo dal parrucchiere insoddisfatte, è colpa nostra quanto sua. Lui o Lei è un professionista e dovrebbe aiutarci e guidarci verso un risultato che ci piaccia, ci valorizzi e ci renda soddisfatte, ma noi dobbiamo osservare noi stesse e i nostri capelli, invece che desiderare di essere l’opposto di come siamo.

Cosa bisogna osservare, quindi, per arrivare dal parrucchiere preparate ed intavolare una discussione che ci porti verso un risultato soddisfacente?

  • Forma del viso: perchè un taglio ci doni, deve valorizzare la nostra forma del viso. Io continuavo a portare al parrucchiere tagli di ragazze con viso tondo o quadrato, quando il mio è lungo. Era impensabile che ottenessi lo stesso risultato, soprattutto perchè io non volevo quel taglio di capelli su di me, ma volevo quella forma del viso. E non me ne vogliano le ragazze con viso tondo, lo so che anche loro non sono soddisfatte, perchè tutte desideriamo l’opposto di ciò che siamo.
  • Accessori che mettiamo al viso: indossate spesso cappelli? Portate gli occhiali da vista, o le lenti? Cerchietti? Fiocchi? Orecchini ingombranti? Tutto questo è da tenere in considerazione quando scegliete il taglio, non solo perchè interferisce con i capelli, ma perchè può alterare la forma del viso. Gli occhiali da vista per esempio spezzano il mio viso lungo rendendolo un po’ meno lungo, e quindi, ho meno bisogno di accorciarlo. Gli orecchini lunghi e stretti che portavo tanto con i capelli corti, ora non posso più vedermeli, perchè contribuiscono ad accorciarmi il viso.

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  • Struttura del capello: lo so che vorreste avere capelli diversi, folti se sono radi, lisci se sono ricci, fini se sono spessi, ma prima di ragionare su quello che desiderate, è importante conoscere i vostri capelli. Conoscendoli, osservando veramente come sono fatti, ma anche come, naturalmente, si dividono sulla nostra testa, potete poi decidere insieme al parrucchiere cosa si può fare. Io per esempio ho capelli fini, che un tempo erano lisci ma che ora sono mossi, non particolarmente crespi, sono radi, quindi devo stare attenta al taglio che faccio per non mostrate la testa. Se non sto attenta si separano due ciocche del ciuffo mostrando la cute e l’alopecia androgenetica di cui vi parlavo. Se li asciugo all’aria sono più voluminosi ma ho un’aureola di baby hair che mi circonda la testa, se li asciugo col phon, specie se faccio la piega (o me la fanno, dato che io non sono ancora capace) creano poco volume all’altezza della testa e l’effetto non mi piace.
  • Colore del capello: cambiare colore è possibile, ma diventa più e più difficile mano a mano che vi allontanate dal vostro colore naturale. Tutto si può fare, ma prima di cambiarlo osservate il vostro colore. È freddo o caldo? Quanto è scuro? Siete disposte a decolorarlo tanto, danneggiandolo? E sapete quali colori vi donano, se freddi o caldi? In caso contrario, potreste ritrovarvi con una tinta che non vi valorizza affatto, spegne il vostro incarnato e vi costringe a truccarvi spesso. Potete fare con me, l’analisi con il sistema più utilizzato al mondo il 4×4 Universal Color System, trovate tutti i dettagli qui.
  • Vita quotidiana: i capelli si devono integrare nella vostra vita, inutile uno scalato lungo e mosso, se poi li legate sempre e vi sfuggono ciuffi ovunque, come un taglio, anche corto, ma che chiede una piega e una manutenzione che non riuscirete a dedicargli ogni mattina.  Io, per esempio, sto benissimo con la riga laterale e il ciuffo, mi valorizza molto e spezza la verticalità del mio viso, peccato che non potrei mai tollerare un ciuffo sugli occhi, l’ho avuto ed era perennemente fermato da una forcina, salvo in qualche foto, non potrei mai vivere con il ciuffo da sistemare in continuazione. Allo stesso modo, mi dona molto la frangia, lunga e piena, peccato che con l’alopecia e i capelli radi nel momento in cui si sposta si vede il mio problema e quindi, quando l’ho portata, ero ossessionata da metterla in forma.

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Una volta approfonditi questi aspetti, sarà molto più facile arrivare dal parrucchiere con le idee chiare e intavolare con lui o lei una discussione che porti a un buon risultato, facendo anche le domande giuste. Se, però, non vi sentite ascoltate, insistete, o cambiate parrucchiere, lo sforzo deve essere fatto da entrambe le parti. Approfondisco l’argomento con Fabiana in questo video.

 

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