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Che cosa è il Thin Privilege

Iniziamo l’anno con un argomento un po’ impegnativo sul quale mi sono informata nei 4 mesi precedenti, il thin privilege o, tradotto in italiano, “il privilegio dei magri” e conseguentemente i pregiudizi positivi che si hanno nei confronti di chi è magro che quindi implicano al contempo “vantaggi” spesso ingiustificati.

Premessa doverosa: qui non stiamo dicendo che “grasso è meglio” o che sia necessario fare una lotta tra magri e grassi. Lo sapete che, non solo non mi piace parlare per assolutismi, ma qui si “curano” le paturnie di tutte e non è assolutamente detto che bisogna essere non-magre per averle. Il modo in cui vediamo il nostro corpo, lo accettiamo e gli vogliamo bene è poco correlato a come è in realtà, gran parte delle mie clienti sono infatti coloro che da fuori definireste “magre” ma non per questo si piacciono e non hanno difficoltà coi vestiti.

@belledifaccia “Accettarvi non è un vostro dovere, ma è un vostro diritto avere la possibilità e la libertà di farlo, vivere in un mondo che sia almeno body neutral, che vi lasci dieci minuti per dimenticarvi del vostro corpo, che non lo usi contro di voi, che valorizzi la varietà e diversità dei corpi, che normalizzi ogni body shape, che rappresenti e includa tutti, che dia a tutti dignità e opportunità, anche quella, se volete, di fare pace con il vostro corpo e innamorarvene.”

Quello su cui vorrei riflettere è il fatto che esiste un pregiudizio (e non me lo sono inventato io, ne parla anche la BBC!) sulle persone magre che rende loro la vita un pochino (a volte molto) più semplice rispetto a chi è in sovrappeso.

Si pensa che una persona magra sia in salute, cosa che magari non è affatto così ma senza vedere i suoi esami del sangue noi non possiamo saperlo.
Si pensa che faccia attività fisica e invece potrebbe essere così di costituzione.
Si pensa che mangi bene e sano e che questo è il risultato del suo aspetto, ma magari mangia poco e male.
Si pensa che sia forte e risoluta per via del suo aspetto senza che questo abbia una corrispondenza logica.
Che abbia una buona autostima e che ci tenga a se stessa perché è magra, quando magari lotta contro tante difficoltà emotive.

@belledifaccia “Avremmo lo stesso seguito e visibilità se pesassimo 250 chili, avremmo le stesse opzioni di vestiario, la stessa libertà di frequentare luoghi pubblici e di viaggiare, le stesse opportunità di lavoro, le stesse amicizie, la stessa vita sociale, lo stesso trattamento da parte delle persone per strada? No. Questo significa che le nostre sofferenze valgono meno? Ovviamente no, significa solo che alcune cose per noi sono più facili o scontate.”

Su Twitter ho letto che “non devi sentirti magra per godere dei privilegi dei magri” sì, perché magari non siamo in salute o ci affatichiamo anche a fare una camminata, magari noi ci vediamo grasse e siamo convinte di avere 10 kg di sovrappeso ma dall’esterno non è così che verremo percepite.

Il thin privilege mette poi in luce una serie di cose che sono normali per chi è una taglia “standard”:

  • trovare vestiti nei negozi, in tutti e a prezzi accessibili
  • rispecchiarsi nelle eroine di ogni serie TV, film o cartone e magari copiarne anche lo stile
  • non avere nessuno che commenta quello che si mangia,
  • potersi lamentare con un medico di un disturbo senza che questo sia subito preso sotto gamba e additato al peso
  • indossare un costume senza che qualcuno dica “non sei un bello spettacolo” (noi viviamo per far pagare il biglietto per guardarci?)
  • poter parlare di accettazione del corpo e body shame senza che qualcuno dica “Eh, ma la salute…”

@belledifaccia “C’è qualcosa che potete fare per essere degli amici e degli alleati migliori per le persone grasse, ed è lavorare su voi stessi, liberarvi della vostra grassofobia prima di pretendere di lavorare ai fianchi quella interiorizzata dei vostri amici.”

Ma il problema del thin privilege, il concetto che abbiamo nella nostra testa che magro è meglio e che rende le cose più facili è che diventa un’arma sia contro chi magro non è che contro chi lo è. O meglio, diventa una lotta fine a se stessa.

Chi è socialmente giudicato magro gode sicuramente di alcuni vantaggi, vantaggi che però non si vuole arrogare e che sono ingiustizie contro chi ha una taglia non standard. È giusto che sia conscio di questa disparità che c’è nel mondo e che si renda conto che ci sono delle differenze, anche sostanziali, che rendono più difficile sia nella pratica che emotivamente la vita di chi, secondo la società, non è abbastanza magro. Perché, come dicono le @belledifaccia nel loro account Instagram: “Capire e prendere atto dei propri privilegi è fondamentale per essere in grado di lottare anche per gli altri e non solo per se stessi.”

In fondo è la stessa cosa che succede tra uomini e donne: se gli uomini non sottovalutassero i vantaggi di cui godono solo per il fatto di essere nati uomini potrebbero lottare insieme alle donne per uguali diritti, uguale salario, uguale rappresentanza politica e sociale. Ma finché un uomo sottovaluterà o negherà la frustrazione che prova una donna nell’essere pagata di meno o nel farsi carico di gran parte dei compiti legati alla famiglia e finché una persona magra non conoscerà le difficoltà di chi non gode del thin privilege non potremmo lottare insieme per cambiare davvero le cose.

@belledifaccia “Il thin privilege non è una colpa, semplicemente ti rende alcune cose più facili senza che te ne renda conto, compreso il parlare di body positivity […] Se volete davvero essere alleat* affidabil* dovete portare avanti la fat acceptance anche quando è sconveniente e difficile, quando ci sono da mettere in discussione le vostre certezze, quando c’è da fare il lavoro sporco, quando non ci sono medaglie o ricompense ma c’è da prendere, pardon our french, la merda in faccia.”

PS: ogni commento del tipo “Eh ma la salute” non verrà pubblicato, a meno che non mi dimostriate che nei passati 10 anni vi siete dedicati a rammentare “Eh la salute” anche a qualsiasi sconosciuto/a on line e off line che mangia da McDonald’s o fuma.

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