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Gonne estive, ginocchia grosse e polpacci da terzino

 

Ormai le mie amiche mi conoscono bene e non mi è nuovo che mi regalino libri sulla moda per il mio compleanno, e devo dire che per quanto il parco Fashion Book italiano sia scarso, di contenuti non di volumi, riescono sempre a scegliere libri davvero belli e utili. Io apprezzerei anche un brutto fashion book, dato che si impara molto anche da quello (si impara quali sono i luoghi comuni da sfatare), ma quest’ultimo che mi è stato regalato di brutto aveva solo la copertina.
Quando Iaia mi ha consegnato il libro ben impacchettato ha iniziato subito a scusarsi: “La copertina è orribile, il titolo anche, ma mi sembrava che i contenuti invece fossero molto più interessanti di tutti gli altri!”
Beh, non potevo essere più d’accordo. Mix & chic di Fabiana Giacomotti contiene le informazioni che ho sempre cercato in un libro di moda e soprattutto parla di vintage, quello vero.
Appena ho iniziato a leggerlo ho capito che era scritto da qualcuno che se ne intendeva davvero, e che non aveva remore a divulgare il suo sapere (che poi se no un libro cosa lo scrivi a fare?). L’ho capito anche dal fatto che l’autrice inizia dalle basi, premettendo che possano essere un po’ noiose, ma che siano fondamentali.
Le basi sono i tessuti. Quanto tempo avevo trascorso a cercare un vero libro che parlasse di tessuti, che insegnasse davvero a riconoscerli. Finalmente eccolo. Fabiana ci spiega come una buona cacciatrice di vintage non possa non riconoscere il pregio di un determinato tessuto, pena farsi scappare un’affare o prendere una sola.
L’altro concetto che mi ha colpito riguarda l’attenzione per i dettagli. Infatti ho dovuto tristemente concordare con Fabiana che ha smascherato una delle debolezze delle donne: “ci innamoriamo del modello, della sensazione che ci da e poco ci importa di fattura e del tessuto”
Purtroppo per quanto io sia una persona attenta ai dettagli mi sono accorta che trascuro di valutare con attenzione un capo. L’autrice consiglia di controllare asole, cuciture, bottoni e ogni cosa si possa osservare, sia se si sta comprando un capo nuovo, ma a maggior ragione se si sta scegliendo un vintage. Ci spiega però anche come farlo, da che punto partire e quali cuciture sono segnale di buona fattura e quali no.
weibo
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Alcuni capitoli sono dedicati alla ricerca degli abiti giusti e dal titolo “Non è bello ciò che è bello. Ma ciò che sta bene” è evidente che io e Fabiana la pensiamo allo stesso modo. Oltre a parlare di taglie illustra i segnali visivi che fanno capire se l’abito ci cade bene o no, un esempio, la stoffa della gonna non deve avvolgere il sedere ma cadere dritta, perciò, aggiungo io, se fascia il vostro bel sedere sporgente è adatta a chi il sedere lo ha molto piatto. Inoltre un’altro capitolo affronta cosa fare se si hanno i fianchi larghi, i polpacci inesistenti e così via.

weibo
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L’argomento su cui si traggono molte informazioni è appunto il vintage, ma non solo le solite informazioni sulle annate e la moda che le rappresenta (per quanto anche queste siano molto più dense rispetto a libri analoghi), ma anche istruzioni pratiche all’acquisto del vintage. Luoghi dove comprare e modalità per acquistare.
Prima di iniziare a riempire l’armadio estivo, vorrei però fare una premessa che riguarda ginocchia e polpacci. Se posso aver convinto molte pere simili a me, con polpacci da terzino e ginocchia da blob, a indossare gonne e abiti confortate dalle calze coprenti, per l’estate devo fare un lavoro più profondo. In primavera i collant velati già un po’ possono salvare, la gamba sembra più colorita e un leggero effetto contenimento del ginocchio lo fanno, molto leggero ma sufficiente per trovare il coraggio. In estate esiste una sola ed unica soluzione, e no non sono i pantaloni (giammai!), ma: fregarsene.
weibo
Girl with curves
Girl with curves
L’ho già scritto, in qualche post, in moltissime mail, in tanti commenti, ma mi sembra il caso di ripeterlo prima di partire con gli armadi base di ogni forma.
Per spiegarvi perché è giusto fregarsene utilizzerò vari passaggi, e, per una volta vi mostrerò attraverso una mia foto il risultato di chi se ne frega.
Ecco la mia foto di quest’estate a Erice, 42 gradi all’ombra, con la gonna “tendone da circo” come è stata affettuosamente chiamata da qualche lettore amorevole. I miei polpacci sono li, 40cm di circonferenza, forse pure un po’ gonfi dal caldo, le caviglie, molto robuste sostengono il laccio seppur sottile delle scarpe, le ginocchia spuntano dall’orlo della gonna, grandi, un po’ mollicce aggravate dalla posizione poco leggiadra. Ecco ora che mi avete osservato, rigorosamente dall’orlo della gonna in giù, prendete il disappunto/disapprovazione e raddoppiatelo, perché visto che è “roba mia” io ovviamente mi vedo ben peggio di quello che sono. Ora fate come dice Lucarelli, mettetelo da parte. Osservate tutto il resto, la maglietta aderente chiara, il punto vita ben sottolineato, il cappello enorme, e tutta la figura nel suo complesso. Bene è questa l’impressione che ha la gente. Non la prima, questa.
Lo so, sento già i commenti di chi dice che io non sono poi così grassa, che le ginocchia “orrende” sono ben altre. Ma ho già la risposta pronta:
  • Può essere che le vostre ginocchia e i vostri polpacci vi sembrino più grossi perché sono i vostri. Ricevo tante mail di chi definisce i propri fianchi enormi e poi sono 10cm di circonferenza più piccoli dei miei. Non conta quanto sono grosse le vostre gambe ma quanto le percepite grosse e ricordarsi che le state guardando attraverso una lente d’ingrandimento aiuta.
Life and style of jessica
  • Va bene, avete dei polpacci e delle ginocchia enormi, realmente più grossi dei miei… E allora?? Chi ha deciso che una cosa grossa è brutta, ma soprattutto chi ha deciso che una cosa grossa è così brutta dal proibirvi di fare un certo numero di cose? I polpacci sono così grossi che in estate non portate i vestiti, quelli che d’inverno vi facevano sentire bella? Perché glielo permettete? Permettete agli altri, o alle voci cattive nella vostra testa di rendervi infelici, di farvi vergognare. Non dovremmo mai permettere a una cosa del genere di renderci infelici, ci sono così tante cose nella vita che per motivi vari (soldi, salute, responsabilità) siamo realmente impossibilitati a fare che non dovremmo aggiungercene altre! Torneremo sull’argomento, prometto.
Ho trattato l’argomento ginocchia grosse e polpacci da terzino perché il più diffuso, ma ci sono molte ragazze che non si mettono le gonne perché considerano le gambe troppo brutte, troppo secche, troppo bianche con ginocchia troppo a punta. Le nostre gambe sono la parte di noi con cui siamo più spietate. Il consiglio è sempre lo stesso: fregatevene, nessuno ha deciso cosa è bello e i consigli di qui sopra possono andar bene anche nel vostro caso.
L’unica scusa che “tollero” nel non indossare la gonna in estate é lo sfregamento tra le cosce. Io non ho una soluzione innovativa dato che soffro poco e solo saltuariamente di questa cosa, ma potete studiare le blogger plus size americane (veramente plus size) e vedere o chiedere che strategie usano. Un paio di ciclisti color carne sotto la gonna, o l’uso di pomata più borotalco sono le uniche testimonianze che ho raccolto finora.
E all’urlo “più gonne per tutte” inizierò gli armadi base primavera estate.

 

weibo
Io non credo sarò mai una vintage hunter, ma questo libro mi ha insegnato moltissimo e lo consiglio a tutte quelle che vogliono buttarsi in questo mondo e cercano il trampolino che le lanci nella piscina giusta.
Consigliato: sì sì!

 

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