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Il corpo delle Donne

Dopo aver parlato tanto del rapporto con il nostro corpo, della sua forma, e della rimozione di tutti gli ostacoli che non ci permettono di accettarla, non potevo non citare il documentario Il Corpo delle Donne di Lorella Zanardo, Marco Malfi Chindemi e Cesare Cantù.

 

 

L’avevo visto a suo tempo e avevo detto: “Ecco, è proprio questo quello che mi infastidisce, e non sono in televisione, ma tutti intorno a me. E’ come se dovessi sempre dimostrare qualcosa, e lottare contro i mulini a vento.”

 

 

Premetto che io “non guardo televisione”, guardo solo film e serie tv, tendenzialmente straniere, dopo cena. Guardo la telenovela mentre ceno (Tempesta d’amore, ognuno deve avere qualche vizio e qualcosa che gli faccia staccare il cervello appena tornato dal lavoro, e chi l’ha vista sa che non è la classica telenovela stile Beautifull), e qualche sprazzo di telegiornale che trovo sempre più squallido. Non guardo quiz, non guardo programmi di intrattenimento, non guardo striscia la notizia, non guardo nemmeno Zelig. Questo perchè non mi piacciono, mi annoiano, non mi coinvolgono e anche perchè provo irritazione nel vedere il Papi di turno sbavare sulle mutandine della velina. Ormai è tutto un grosso Cinepanettone e cambio canale anche quando vedo De Sica che sbava su Belen che interpreta la prof di Latino del figlio (e fa intendere che ci sta con il papi provolone, perchè poi?). Questo quindi non è proprio l’equivalente di spegnere la tv, che Lorella indica come inutile e dannoso perchè è come infilare la testa nella sabbia.
Ho notato che da quando è uscito il documentario le cose sono un minimo cambiate, mi ricordo che una volta cambiando canale ho visto le “veline” dell’eredità che indossavano i pantaloni ed ho esclamato “Ma sono vestite!! ” con un moto di sollievo e sorpresa insieme.
Poi una sera a cena da amici mentre mi dirigevo in bagno mi sono fermata a studiare la libreria (è una cosa che adoro) e ho trovato il libro del documentario Lorella Zanardo Il Corpo delle Donne. Ho iniziato a leggere e non sono più tornata di là! E’ un libro molto bello, che va al di là del solo documentario e spiega il problema a tutto tondo. Non si tratta solo di autostima, di porre un modello sbagliato e indicarlo come ideale convincendo uomini e donne che ogni variazione è brutta è sbagliata, che aver la cellulite è peccato ed essere una taglia 44 un abominio. Non è solo questo, il problema è più profondo, si tratta di umiliare e svilire la donna. Non sto dicendo che trattarla come un corpo senz’anima sia umiliarla, lo è, ma in televisione si va ben oltre. Ci sono presentatori brutti, grassi, volgari, ignoranti che per mettersi in risalto danno delle sceme a veline, letterine ed ospiti, e se una donna è intelligente e preparata cercano sempre di trovare una pecca fisica. Questo è quello che succede e che si riflette anche fuori della televisione, sul lavoro, per la strada e nella mentalità di un ragazzino di 11 anni che sogna da grande di avere la villa con le pupe. Mi ricordo che all’università andavamo a fare revisione nello studio privato dei professori, che lavoravano fuori dall’università. In uno di questi siamo stati nella stanza dell’assistente del prof, un ragazzo sui 33 anni, rasato con jeans attillati scarpe a punta e sciarpa fucsia, davanti alla sua scrivania erano appesi 7 o 8 tra calendari e immagini porno. In un luogo di lavoro, dove saltuariamente si presentano clienti, un ufficio importante diretto da un uomo che lavora in tutta europa, alla scrivania di un laureato. Dopo la laurea alcuni miei compagni sono andati a lavorare in quell’ufficio, nessuna donna ci lavora, nemmeno una segretaria. Ma perchè nessuna vuole o è il capo che non le assume? Io personalmente non avrei mai lavorato in un posto così, come avrei potuto far si che il capo mi considerasse intelligente e capace se permetteva a uno dei dipendenti di appendere calendari “con mie simili” nude e in pose lascive?
Navigando ho trovato un’altra iniziativa che mi è piaciuta tanto e trovo molto importante. Sul blog Totem Girl mostra foto di tutti  cartelloni pubblicitari considerati lesivi, volgari e gratuiti, è nata l’idea Stampa Attacca Propaga che trovate anche su facebook. Questo significa stampare volantini che indicano le seguenti frasi:

 

 

 

Purtroppo l’iniziativa era proposto dal giugno al 30 giugno, ma io credo che non vada interrotta. Ogni ragazza che guaderà l’immagine di una donna seminuda che promuove un telefono e leggerà “La visione di questa immagine causa insoddisfazione per il tuo corpo” penserà che è vero, e proseguirà più arrabbiata e consapevole che depressa e insoddisfatta.

 

 

Come possiamo piacerci e accettare il nostro corpo se ci dicono in continuazione che è sbagliato?

 

Oltre a questo video ne ho trovato un altro molto bello e molto shoccante:

La vie en Rose Donne Pensanti

 

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