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Come riconoscere la qualità di un capo

Come vi avevo anticipato ho studiato molto durante le vacanze di Natale e ho avuto la fortuna di imbattermi in un video che risponde alla domanda che mi fate da tanto tempo: come posso riconoscere se un capo è di qualità? Ok, a vedere la differenza tra il maglione di “cartone” che costa 12 € e quello di cachemire da 120 € siamo in grado da sole, però a volte non è solo il prezzo o il tessuto a fare la qualità ma tutto un insieme di cose che ci fanno rendere conto che il capo, indipendentemente dal prezzo, è destinato a durare ed è fatto con materiali e manodopera di qualità.

Purtroppo non avendo esperienza in sartoria o in confezionamento che vada al di là della semplice gonna a ruota, non potevo da sola mettere insieme delle linee guida che andassero oltre il “prendilo in mano, guarda se i bottoni sono ben attaccati, controlla la composizione”. Per questa ragione ho rimandato il post fino a che non ho incontrato i video di Justine Laconte, Youtuber e fashion designer, che si è posta lo scopo di insegnare alle persone a comprare poco. Certo tutto questo va anche anche a suo vantaggio dato che ha lanciato da poco la sua collezione di moda, ma direi che è comunque una bella filosofia. I video da guardare su questo argomento sono più di uno e vi invito a vederli tutti, ma dato che sono in inglese e che la condivisione del sapere è sempre ottima vi riporto qui le cose principali da osservare in un capo, borsa o scarpa se volete spendere i vostri soldi con estremo giudizio.

Vestiti:

  • La prima cosa da controllare è come un capo calza, se è insomma fatto bene per calzare su un corpo o no. Non solo sul vostro (ovviamente se non calza sul vostro, addio) ma su un corpo femminile in generale. Non so se vi sono mai capitate quelle maglie dritte senza il taglio del seno, oppure troppo legate sotto l’ascella o ancora (e sì, lo so che li avete trovati) quei jeans dritti anche sul sedere che lo schiacciano e sotto sono molli e sopra larghi. Quello è un capo di scarsa qualità, perché non hanno investito il tempo necessario e usato il tessuto giusto per crearlo correttamente.
  • La seconda è il taglio: avete presente quelle magliette che, una volta lavate, quando le piegate sono storte, con le cuciture laterali che sono una davanti e una dietro? Quello succede perché il taglio non è stato fatto rispettando il verso delle fibre, per fare economia.
  • Colore: quando un capo è low cost il colore sbiadisce con i lavaggi oppure perde perché non è stato ben trattato prima, e spesso perdono anche capi a righe bianchi e neri diventando bianchi e grigi. Notate anche come i colori nei casi molto low cost sono un po’ spenti, un po’ scuri e tendenti verso il grigio, i rossi non sono brillantissimi e i beige soprattutto sono sempre greige.
  • Stampe e fantasie: è importante differenziare le trame dalle stampe, le prime sono più costose perché il lavoro si fa a livello di tessuto (il tartan è una trama per esempio) mentre le seconde sono molto più economiche, ma possono tendere a sbiadire o a perdere i colori. Anche il processo di stampa è costoso, quindi se una fantasia è molto low cost è facile che sia di bassissima qualità.
  • Tessuti: per vedere la qualità del tessuto basta cercare di muoverlo con le dita, strecciarlo insomma. Quando è molto mollo ed è molto facile allargarlo con le dita il tessuto è di bassa qualità perchè è tessuto in modo troppo lento, indipendentemente dalla quantità di elastan che c’è dentro.
  • Materiali: sembra che cotone, lana, seta e tutti i materiali naturali siano la cosa migliore ma in realtà si trova moltissimo cotone anche low cost che ha una pessima resa quindi in realtà i capi che sono mix di fibre naturali e artificiali non sono affatto male. Ovviamente se un capo è 100% sintetico la qualità non è alta (come sapete i capi sintetici hanno il difetto di far sudare molto) e quindi non dovrebbe esserlo nemmeno il prezzo.
  • Controllate le cuciture: imparando a farle è più facile accorgersi di quando sono fatte bene. Controllate l’interno della gonna e come è cucito l’orlo, i suoi lati e le tasche. Controllate però anche i bottoni e le asole, in particolar modo queste ultime, se non sono rifinite e vedete uscire del tessuto dalla cucitura tondeggiante, sono di bassa qualità. Io ho un vestito da ben 80 € in viscosa con le asole così.

Scarpe: una scarpa può essere in tessuto, suede, pelle o plastica. L’eco-pelle è plastica, salvo in rari casi in cui è fatta con fagioli o altri nuovi materiali. In sostanza si tratta di risparmiare gli animali e inquinare il pianeta oppure il contrario. L’unica scelta davvero etica è avere freddo ai piedi se scegliete il solo tessuto (come le espadrillas).

  • Ovviamente pelle e suede sono più costose come materiali e sono più confortevoli per il piede, invece la plastica è più economica ma impedisce la traspirazione e spesso è meno elastica. Se la scarpa è in plastica sicuramente è un indice di bassa qualità.
  • Controllate poi i bordi della scarpa per vedere se ci sono difetti come colla che spunta leggermente, e se i bordi della suola sono colorati fatte attenzione che siano ben colorati senza errori da nessuna parte
  • Posizione del tacco: deve essere centrato perchè, se è troppo arretrato, non fa perno esattamente sul tallone e fa malissimo, attenzione anche che il tacco sia verticale e non storto sui lati perchè molte scarpe low cost lo hanno storto.
  • La soletta interna deve essere un unico pezzo dal tallone fino alla punta oppure non sarete sufficientemente ammortizzate, meglio ancora se è anche morbida.

Borse: forse ancora più delle scarpe siamo invasi da borse low cost o mal fatte che però costano anche una certa cifra, ecco i dettagli a cui prestare attenzione:

  • Materiali: ovviamente le borse in tessuto sono molto delicate, quelle in plastica sono più resistenti ma spesso finiscono per rompersi dove ci sono le cuciture e se si macchiano o graffiano non c’è speranza di recuperarle. Molto spesso i bordi o gli angoli perdono colore oppure si rompono, ma in alcuni casi le trovate già così rovinate in negozio. Con la pelle non è che vada meglio, io stessa ho comprato borse in pelle che dopo pochi utilizzi si sono “spelate” in alcuni punti, questo perché era pelle di bassa qualità molto sottile.
  • Outlet: Justine ci svela una cosa divertente, molti brand fanno due collezioni di due qualità differenti, una più costosa e di qualità migliore per i negozi e una più low cost per gli outlet. Quindi molto spesso negli outlet non si fanno grossi affari, ma si compra a un prezzo più basso un prodotto più scadente
  • Controllate molto bene anche le cuciture, soprattutto quelle interne vicino alla cerniera perchè se i punti non sono regolari significa che la qualità è bassa. Controllate poi anche se il fondo della fodera è attaccato alla borsa, se non lo è la borsa diventa un gran buco nero inghiotti-cose e la qualità sarà scadente.
  • Cerniere, moschettoni, catene e chiusure: riuscite a capire se si tratta di un prodotto low cost o meno da quanto sottili e leggeri sono i pezzi di metallo che la costruiscono. Anche i piedini in metallo sotto la borsa sono un buon indicatore di qualità. Controllate anche come scorre le zip e se si attacca alla stoffa o meno.
  • Un’altro indicatore sono le tinte che trovate applicate sui bordi, avete presente quelle parti un po’ gommose o di colore diverso che chiudono gli angoli o i manici e le tracolle? Se sono “sbavati” verso l’interno o sono troppo spessi sono indice di pessima qualità.

A questo punto dovremmo essere tutte un po’ più esperte dell’argomento per riuscire a capire se abbiamo comprato un capo di qualità molto scarsa e se quello sarà un marchio da cui stare alla larga. Io le “sole” più costose le ho prese da MAX&Co., ricordo un paio di jeans che continuavano a scucirsi in mezzo al sedere, un paio di pinocchietto che cadevano perchè tagliati troppo larghi in vita, un pantalone a palazzo di tessuto molto scadente che faceva le pieghe sul lato b. Alla lunga l’ho capito e da allora non acquisto più pantaloni lì. Quali sono le fregature più costose che avete preso voi invece?

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