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Vestirsi per la vita quotidiana

Uno dei problemi principali che riscontro nell’armadio delle mie clienti è che gran parte dei vestiti che hanno non sono adatti alla loro vita quotidiana. Ogni tanto la ragione è un cambiamento improvviso a livello lavorativo o familiare, ma molto spesso è la semplice confusione che prende il nostro cervello mentre compriamo. Ma ve lo assicuro, non è colpa nostra! Riviste di moda, serie TV, immagini su Pinterest e foto di fashion blogger ci propongono outfit che non sono reali, non sono adatti alla vita e sono un esercizio di stile fine a se stesso. Non ci credete? Proviamo:

  • Quante poliziotte girano sui tacchi come Kate Beckett in Castle?
  • Quanti medici vanno al lavoro con i ciuffi fluenti davanti agli occhi come Meredith Grey in Grey’s Anatomy?
  • Quante adolescenti vanno a scuola coi tacchi come Serena Van Der Woodsen in Gossip Girl?
  • Quante mamme sconfiggono i fantasmi con un tubino indosso come Melinda Gordon in Ghost Whisperer?
  • Maria Stuarda davvero girava per la Francia del 1500 senza nulla che le coprisse le braccia e la scollatura?
  • E quante donne indossano la gonna senza calze in inverno e il cappotto senza il maglione quando nevica (e lo tengono pure aperto perché così la linea cade meglio)?

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Questo succede quando i vestiti sono al primo posto, quando non sto raccontando una storia o vivendo la mia vita ma sto parlando anche e molto di quello che indosso. Nessun dramma in costume mette al primo posto i vestiti, sono costumi di scena, nessun film impegnato né racconto che vada oltre le apparenze lo fa. Nemmeno Guinevere Beck si mette scappare da quel pazzo di Dan Humphrey (mi rifiuto di chiamarlo Joe) in You (non è uno spoiler, è praticamente il trailer) in abito di strass ma indossa sempre una camicia larga e un paio di pantaloni, invece le Pretty Little Liars indossavano sempre un vestitino scollato nelle loro fughe da A.

Bombardate da questa incoerenza totale di immagini iniziamo a comprare quello che ci piace, quello che sembra carino sugli altri, iniziamo a ispirarci ai personaggi famosi (tutti i libri dicono di fare così no?) e ai loro look più accattivanti, riempiendo un armadio di cose che molto spesso non sono adatte alla nostra vita. Così la mattina guardiamo il termometro, il meteo, osserviamo l’agenda e ci diciamo: “Danno pioggia, ci sono 8 gradi e oggi ho una riunione importante, come mi vesto?”. E il tubino color pesca con il tacco 12 che indossa Meghan in Suits non è una bella idea, perchè rischiate di arrivare in ufficio con le gambe blu e le caviglie slogate. Allora vi dite: “Vabbè lo metterò con le calze nere, gli stivali da pioggia e il piumino che indosso sempre coi jeans, non sarò poi tanto male” e invece sbarrate gli occhi quando lo specchio vi rimanda l’immagine di un outfit schizofrenico.

Se volete un armadio funzionale, anche se non siete ancora pronte per un armadio matematico, è importante riflettere su di voi e sulla vostra quotidianità prima di acquistare. Dovete essere molto oneste con coi voi stesse, il vostro stile dei sogni può essere anche il Bon Ton, ma se fate l’infermiera e andate al lavoro in bici forse è il caso di adattarlo. Potete anche amare i tacchi alla follia ma se al lavoro non potete indossarli forse è meglio non riempirsene la scarpiera. Ecco gli aspetti da considerare:

  • La vostra termicità. Parto sempre da questo punto perché molto spesso è il più trascurato: se soffrite molto il freddo e una blusa da sola non vi basta nei luoghi chiusi, evitate di comprarne molte perché non funzionano mai bene sotto al maglione. Se i piedi vi congelano serviranno calze molto pesanti e calzature ben isolate, e questo spesso influenzerà ciò che mettete sopra. Quindi cercate di capire quali capi non utilizzate perché non funzionano con la vostra termicità e perché. Se uno di questi vi piace tanto potrete sempre cercarlo di un materiale diverso, per esempio un abito svasato maniche lunghe in misto lana se soffrite il freddo alle braccia, o un maglione con le trecce ma di cotone se vi piace lo stile preppy ma la lana vi fa soffocare.
  • Pensate ai vostri piedi. Partite dalle loro patologie e ricordate quanto camminate, che mezzi utilizzate e cosa vi fa sentire più comoda. Poi, partendo da quello, cercate di capire se vi potete spostare leggermente verso il meno comodo e come. Per esempio, sicuramente la sneakers alta da running sarà la preferita dai vostri piedi ma magari una oxford morbida in pelle con suola in gomma si potrà lo stesso adattare bene. I piedi sono importanti, ci permettono di camminare alla velocità con cui va la nostra testa e andare incontro alla nostra vita in serenità, quindi non trascurateli mai.
  • Veniamo poi al contesto e al tipo di vestiti che dovete utilizzare per lavoro. Ricordate che siamo sempre un po’ rigide in questo caso, siamo bloccate dall’idea che ci facciamo di noi e del nostro ruolo lavorativo, per questo una delle domande che faccio prima di ogni consulenza è “Ti vesti come le tue colleghe/amiche? Che differenza c’è?” perché alcuni limiti sono nostri e basta. Una maestra d’asilo può andare al lavoro con un vestito, magari sarà facilmente lavabile e lo indosserà sui leggings; un’avvocata non deve per forza indossare un tailleur ma anche una gonna a ruota e una blusa sono indicate, magari sceglierà colori più business come blu, grigio e altri colori poco accesi.
  • E ora passate alla testa. No, non sto parlando di cappelli ma della vostra acconciatura: alzi la mano chi non è mai andata dal parrucchiere con una foto dicendo “Li voglio così” senza rendersi conto di quanta piega e prodotti servivano per far restare i capelli in quella posizione. È inutile avere il ciuffo se poi lo fissate sempre con una forcina, tenere i capelli lunghi perchè ci piacciono i boccoli e poi farseli solo due volte l’anno. Ci vuole un taglio di capelli che vi piaccia ma che vi consenta di una buona manutenzione, che vi permetta di essere pronte in davvero poco tempo e soddisfatte del risultato.

Com’è andata questa analisi del vostro armadio? Rispecchia bene la vostra vita quotidiana? Fatemelo sapere nei commenti.