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5 Piece French Wardrobe: come funziona?

Quando ho iniziato a studiare il 5 piece french wardrobe ero convinta che fosse un procedimento per l’organizzazione dell’armadio, una teoria come il Capsule Wardrobe e il Project 333 che aiutasse a fare ordine, in testa e all’interno del guardaroba. Su questo tipo di “guardaroba” non ci sono fonti in italiano, quindi dopo lunghi post scritti in un inglese molto aulico e video di vlogger più interessate a promuovere un’app o un negozio in questione ancora non ho le idee molto chiare.

Più che altro la regola di questa filosofia sembra semplice: compra solo 10 pezzi nuovi ogni anni, 5 ogni macro stagione. A quanto pare in questi 5 pezzi non sono compresi i capi base, a meno che non costino più di quanto di solito sperdete per essi, non contano nemmeno gli accessori se sono sotto i 100€, ma le scarpe sì. L’idea quindi è quella di comprare molto meno, investendo sulla qualità e ragionando moltissimo ad ogni acquisto, senza accontentarsi e prediligendo capi poco modaioli che potranno essere utilizzati per molto tempo.

thecapsuleproject

Questa è però la teoria, come poi accade anche chi vuole spiegarvela non la mette in pratica in modo molto rigoroso. Ho visto video di persone che dopo aver spiegato la filosofia mostravano il loro armadio senza però specificare cosa fosse acquistato dopo e cosa fosse preesistente, chi invece includeva un paio di jeans (capo base per eccellenza) in questi 5 capi permessi, chi ancora decantava l’acquisto della nuova giacca in ecopelle marchio Topshop (che praticamente come etica/qualità/prezzo è ai livelli di Pimkie). Poi valanghe e valanghe di guardaroba tutti uguali, neri bianchi e grigi, pieni di camicie bianche perché “è tanto versatile”,  senza personalità e senza personalizzazione.

Pensavo quindi che la scarsità di fonti dipendesse dalla lingua, come possibile cercare in inglese un armadio francese? Così aiutata dall’efficientissimo Google tradutture ho cercato “Garde robe française 5 pièces” e non ho trovato niente. Nessun post, titolo, video che fosse inerente, ho solo trovato capsule wardrobe (anzi Garde robe Capsùle) e Project 333. Così mi è venuto il dubbio, non è che questo 5 piece french wardrobe è un ispirazione ad armadi francesi creata da un pubblico oltre oceano?

Infatti anche i capi base hanno una lista, della quale non dovete sceglierli tutti ma l’idea è di far assomigliare il vostro armadio allo stile francese, molto casual chic e appunto molto basico.

whowhatwear

Comunque sia la regola di per se non è male, ma la sua applicazione come spesso accade è un po’ fumosa. Detto questo possiamo tranquillamente utilizzarla senza farci confondere dal panorama che vediamo. Non si può applicare a tutti e non in certe fasi della vostra vita, vediamo quando:

  • siete in una fase di cambiamento, fino ad ora vi siete coperte e adesso invece vi piacerebbe vestirvi, avete bisogno di cambiare quindi tante cose del vostro armadio e 5 capi non basteranno certo a stravolgero
  • siete in una fase di cambiamento di taglia, io a seconda di quello che mangio ho un punto vita che varia da 71 cm a 74, e non è certo il momento di comprare la gonna della vita visto che potrebbe starmi larga o stretta a seconda dei casi
  • avete figli piccoli, e non c’è una balia dell’upper east side alle vostre dipendenze, eviterei di avete solo 2 magliette da 50€, meglio 10 magliette da 10 euro di modo da poterle lavare con molta facilità
  • non sapete che stile e quale abbigliamento vi piace di più, avete bisogno di sperimentare e questa regola non lo permette

Se invece siete tranquille sicure e salde con il vostro armadio, l’avete ben organizzato e sapete in che direzione state andando questa regola vi può salvare dal comprare il trench da Zara a 79 euro che si sforma dopo 6 mesi e ponderare invece gli acquisti con più intelligenza. Io al momento sto mettendo in pratica i consigli dell’armadio 333 ma adattandolo alle mie esigenze e mi è apparso così chiaro cosa mi manca, dover scegliere solo 5 acquisti mi permette di concentrare gli sforzi (economici e temporali) nella ricerca di un trench color cammello, un po’ rigido che arrivi al ginocchio, e che sia svasato con i bottoni a contrasto.

myminimalistworld

Ma ecco che anche qui questa regola si scontra con dei limiti: se io in tutta tranquillità giro per negozi cercando genericamente un trench è abbastanza probabile che trovi qualcosa che mi piace e fa al caso mio, ma se invece il trench in questione l’ho disegnato perfettamente nella mia mente, e non sono disposta ad accontentarmi, è più facile che le mie ricerche siano infruttuose. E quindi eccoci qui nel dilemma 5 piece french wardrobe sì o no? Io come ogni cosa penso che si possano trarre alcune ispirazioni, siete tentate dal provare?

north-fashion

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  • Io mi sono data un’altra regola: quella dell'”armadio entropico”. Una volta che l’armadio è considerato “abbastanza completo” la quantità di capi contenuta in essso non deve subire variazioni. Vale a dire: entra qualcosa solo se esce qualcos’altro di equivalemte. Devo dire che a volte sgarro, se il capo in questione mi piace da morire, e se uno equivalente proprio non ce l’ho. Altrimenti non compro una gonna se non per sostituire un’altra gonna che non mi piace più o che è troppo consumata (cosa che con le gonne accade davvero di rado).

    • Che bella idea, praticamente il “nulla si crea nulla si distrugge” il postulato di Lavoisier, quindi un armadio “fisico” non matematico 😉

  • Maria

    Sinceramente, già il minimalismo (inteso come 40 capi in croce nell’armadio) e il 33 capsule wardrobe non mi hanno mai ispirato, questa cosa dei 5 pezzi perfetti da inserire ogni sei mesi dell’armadio mi metterebbe in crisi! XD
    Non mi piace molto girare per negozi alla ricerca del capo perfetto, odio provarmi e riprovarmi cose in 3000 negozi diversi, se trovo una tipologia di prodotto con cui mi trovo bene tendo a ricomprarlo negli anni (ad es. i jeans Gap, o un modello particolare di sneaker Geox), quindi non comprerò capi di qualità sorprendente, ma almeno so che andranno bene e li userò spesso!

    • Sì infatti è per chi ha voglia di dedicare molto tempo (ma meno soldi) alla cosa, quindi sei più una da tanti capi molto diversi?

      • Maria

        Diciamo di sì, ricerco la qualità ma non quella eccezionale, non sono disposta a spendere più di una certa cifra per i miei vestiti; mi piace cambiare spesso look e non potrei mai accontentarmi di 10 capi l’anno a 100-200 € l’uno. Le uniche cose per cui spendo più di 100 € sono scarpe fatte bene e cappotti in pura lana, per il resto se posso aspetto gli sconti.

        • Secondo me è molto importante individuare i capi su cui investire di più, come hai fatto con scarpe e cappotti, almeno sappiamo dove il nostro corpo ha bisogno di più qualità.

  • Annarita

    Ciao Anna, molto interessante come articolo. Ci terresti aggiornate sulla ricerca del trench? Anche io ne sto cercando uno come quello che hai descritto😊

    • Certo, per ora è stata infruttuosa e farò un giro con il trech originale di burberry di mia madre, però non è del beige giusto per me, troppo chiaro e freddo.

  • Monica

    L’idea di acquistare pochi e mirati pezzi di qualità anziché decine di cianfrusaglie è interessante, e sto cercando di metterla in pratica da anni. È indubbiamente più ecologico e anti-consumista. Però per chi come me non ha occhio sartoriale, è proprio difficile giudicare la qualità di un abito. Non sempre maggior prezzo corrisponde a maggiore qualità. E non ho dei marchi di cui mi fido ciecamente. Per fortuna con le scarpe ho più occhio e più riferimenti e ormai sbaglio di rado!

    • Sì hai ragione, molto spesso infatti prezzo alto non vuol dire qualità, già stare attente a composizione delle stoffe aiuta.

      • Flafla

        Si, per le stoffe privilegio fibre naturali e non amo la roba sintetica, però capire se è tagliato bene o male mi risulta proprio difficile!
        Puoi aiutarci in tal senso?

        • Hai ragione risulta difficile, diciamo che puoi guardare bene la cuciture e vedere se sono a filo singolo, se i bordi sono ben seguiti. Non è facile da spiegare in forma scritta, ma prova ad andare da H&M e vedere nel dettaglio come è cucita e tagliata una blusa e poi vai subito dopo a guardarne una di Max Mara o un marchio fascia alta, vedrai di solito una grossa differenza. (questo se il marchio è fascia alta per la qualità)

  • Marialisa

    l’armadio composto da questi capi mi piace parecchio.