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Come cambiare il mondo

La settimana scorsa l’ho annunciato su Facebook, io sono qui per cambiare il mondo. Non ho aperto questo blog perché ero una shop-aholic, non ho scritto un libro perché volevo che il mio nome comparisse sulle riviste, non ho iniziato a fare video su youtube per avere prodotti gratis. Io nel lontano 18 giugno 2010 ho aperto un blog perché volevo aiutare le donne a scegliere i vestiti che più le valorizzassero senza passare per gli anni di frustrazione che avevo vissuto io, volevo aiutare chiunque vi arrivava a liberarsi da un peso, a trovare più sicurezza, in se stessa e nelle sue scelte.

heartmanblog

Volevo arrivare in tempo alla ragazzina di 15 anni che si vestiva come le amiche e si sentiva sbagliata con quei pantaloni così aderenti, volevo dirle semplicemente: “Non c’è nulla che non va in te, solo i pantaloni sono sbagliati!” Si può con un vestito cambiare il mondo? No, non con uno solo, ma con un solo singolo vestito si può cambiare la percezione che abbiamo di noi stesse. Lo vedo succedere in continuazione, durante le mie consulenze, lo stupore di vedersi diverse appena uscite dal camerino e la sorpresa di piacersi con un capo che si è sempre temuto.

alyoverlays

Ad una ad una, le donne possono diventare più forti, capire che non c’è nulla di sbagliato in loro, che anche se non hanno il fisico di Belen possono essere belle, felici e sicure di se stesse. E quando togli questa sensazione di impotenza e contrizione finalmente quella donna è libera, libera di concentrarsi su altro, libera di crescere dei figli senza “paturnie”, libera di rispondere a chi ancora la giudica per cercare di “rimetterla al suo posto”.

femmefurreal

Ma questo non mi basta, non credo che sia sufficiente salvare noi stesse dal pregiudizio che la società ci impone. Voglio certo dare a ciascuna donna, e anche a me stessa, gli strumenti per combattere la visione del mondo e di come la vuole. Voglio che quando guarda un telefilm con una poliziotta magra con tacco e capello fluente pensi:” Seh, vabbè, rincorrere i criminali con gli stivali con tacco, ma dai!!” che quando una sua amica le confida che sta pensando di prendere prodotti dimagranti perché il peso che deve perdere non se ne va (e magari perché non c’è bisogno che se ne vada) la abbracci e le dica che sta benissimo così, voglio che quando trova sua figlia che confronta il suo corpo con quello delle modelle si sieda vicino a lei e le mostri tutte le altre tipologie di fisico che esistono e le spieghi che è giusto e normale non essere tutti uguali.

roaringsoftly

Ma questo non è abbastanza, questo è curare una malattia, quando sarebbe possibile prevenirla. Sarebbe possibile denunciare chi vende prodotti dimagranti, sarebbe possibile vestire le protagoniste delle serie tv privilegiando l’attinenza al ruolo non l’estetica, sarebbe possibile mostrare immagini di donne diverse nei media e sulle riviste, di diverse altezze, di di verse taglie e forme del corpo, more e bionde, con pelle lentigginosa o super pallida, occhi azzurri e castani, gambe storte o polpacci marcati.

Sarebbe possibile mostrare la donna in modo diverso, come è nella realtà, ma non lo fanno. Magari qualcuna di voi mi dice che quando guarda la tv o sfoglia una rivista le piace sognare, e pensare a un mondo perfetto. Quando un mondo perfetto è solo esteticamente perfetto? Se voglio vedere una storia perfetta, allora voglio il libro Cuore, dove tutti sono buoni e amano la loro patria, ma nessuno mi parla di quanto sia bella e ben vestita la mamma di Enrico. Mi potrete anche dire, se la vostra vita è stata condotta in buona parte da una buona autostima, che tanto sono solo pubblicità, tanto è un film, lo sai che non è vero.

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No, non lo so, io razionalmente lo so, ma poi il mio inconscio mi dice che vorrebbe avere il vitino di vespa di Maria Stuarda nella serie Reign, mentre non mi pongo domande e giudizi estetici su Nancy di Stranger Thing che con capelli spettinati e occhiaie, un maglione informe e pantaloni larghi cerca di salvare suo fratello. Lo sa ancora meno la bambina che frequenta le elementari, la ragazzina che alle medie già si dice che è brutta perché sembra giusto farlo, o che al liceo si veste di nero per cercare di nascondersi.

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Come si fa a cambiare il mondo quindi? Lo si fa insieme, insieme a persone forti che hanno messo la loro vita e anche le loro sofferenze a servizio di questa causa, persone come Lizzie VelasquezWhitney Way Thorne e tante altre donne che usano la loro faccia e la loro voce per cambiare il mondo.

brit

Perché se non lo facciamo andrà sempre peggio, se non ci arrabbiamo perché la parola “prova costume” riecheggia da aprile a giugno su ogni tipo di canale potrebbero fare davvero spiagge con la selezione all’ingresso. Se non ci infuriamo perché le letterine sono in costume a fianco a un uomo in giacca e cravatta la prossima volta le trasformeranno in oggetti di arredamento viventi (Lorella Zanardo, il corpo delle donne). E anche se alcune cose le abbiamo viste migliorare (le letterine non esistono più, le veline sono semi vestite, la Special K ha abbandonato la ragazza in costume per la sua pubblicità) non è ancora abbastanza. Non è abbastanza perché oltre ad essere paragonato a standard irreali che ci fanno perdere tempo e denaro inutilmente il nostro corpo viene oggettificato e sessualizzato in ogni contesto.

Cito le parole di Veronica nel Ted Talk che vi pubblico qui sotto e che vi invito a guardare: “Qual è la differenza tra una persona e un oggetto?” Non c’è tanto bisogno che si dia una risposta a questa domanda, anche se voi siete state fortunate, se vi bastano le lotte che hanno fatto le nostre nonne e pensate che ora la donna sia apprezzata e rispettata al pari di un uomo come potete non offendervi guardando la pubblicità di intimissimi dove una bella ragazza è stesa sul pavimento pronta per girare un film porno, mentre l’uomo vi mostra solo il suo addominale? Come potete non arrabbiarvi se per pubblicizzare un’auto, un profumo, una vernice anti ruggine(!!!) viene utilizzato un corpo semi nudo femminile in un contesto sessuale? Cosa pensate che arrivi alle nostre figlie di tutto questo, e come sia possibile insegnare a un uomo a rispettare una donna se per anni l’ha vista paragonata a un oggetto?

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Veronica dice che le rivoluzioni da tastiera si possono fare eccome e hanno un risultato, io vi aggiungo che si possono fare anche le rivoluzioni tutti i giorni, non abbiate paura di diventare noiose, pesanti o “senza senso dell’umorismo” se è per difendere un ideale, se è per creare un mondo migliore. Sta a noi cambiarlo, sta a noi far notare alla collega un po’ pettegola che se non parla male dell’abbigliamento di tutto l’ufficio forse ci guadagna in serenità, sta a voi scandalizzarsi quando in tv sviliscono un essere umano per il suo peso, per il suo aspetto così come lo fareste se lo svilissero per la sua etnia o il suo credo o il suo orientamento sessuale. Io penso che il bene e il male esistano davvero, e che non sia tanto difficile distinguerli, tutto ciò che incita all’odio alla violenza, che ferisce un’altra persona è il male, con questo non possiamo certamente pretendere di essere perfetti, ma ricordiamoci ogni giorno cosa è giusto e cosa è sbagliato, e lottiamo per quello che è giusto.

heartmanblog

E quindi con questo post pesante e visionario vi chiedo, cosa vedete in questo mondo che vorreste cambiare? Come potete iniziare a farlo?

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  • monica

    Bellissimo articolo. Chissà se possiamo cambiare il mondo, intanto tutte nel ns piccolo possiamo dare il buon esempio a figlie,sorelle,amiche. E poi ci sono le persone come te, che fanno ancora di più e su più grande scala,e,spero tanto che le giovanissime ti leggano. Su una cosa non sono d’accordo con te: La differenza uomo -donna. Purtroppo anche l’uomo (mi riferisco ai giovanissimi soprattutto) é ormai oggetto, insicuro, angosciato dalla prova costume e da “cosa mi metto stasera” e da come vengono in foto. Il marketing ha fregato anche loro. Quindi io farei un discorso più ampio sugli “umani” ormai, e non solo sulle donne.

    • flafla

      Vero fino ad un certo punto. Ormai la moda è più presente nel mondo maschile e l’estetica conta di più per i ragazzi giovani rispetto ad un tempo, ma alla fine l’uomo “brutto” non viene mai demonizzato come la donna “brutta”, anzi spesso piace. Stessa cosa per un uomo con qualche kg in più rispetto ad una donna, che viene sempre vista mooooooolto peggio. Anche per i vestiti: ad un uomo la sciatteria si perdona, ad una donna no.
      Non facciamo finta che si sia raggiunta una parità inesistente, su queste cose la differenza è ancora molta.
      Grazie Anna per i tuoi post.

  • *fra*v*

    Condivido in pieno, Anna. Un po’ di sano femminismo non ci renderà certo noiose! 😉