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Io e gli skinny: accettazione del proprio sederone

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La via che ci porta verso l’accettazione del nostro corpo è spesso lunga e tortuosa, durante il percorso possono capitarti esperienzea che pensavi non avresti mai fatto e potresti trovare aiuto da cose inaspettate.

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La mia, e quella che vi suggerisco anche se non è uguale per tutte, è stata preceduta da  dimagrire un po’ e poi ingrassare di nuovo, scoprire la mia forma del corpo e iniziare ad indossare gli abiti che più mi donano. A quel punto, vestita solo con gli abiti che più mi donano, gonne a ruota, abitini anni 50, jeans a zampa, pantaloni a palazzo, mi sentivo forte e bella, mi sentivo io, e sicura di me stessa.

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Ma questa è una strada che non finisce mai, continuerà per il corso della nostra vita e ci aiuta a cambiare perché non si può restare bloccati con lo stesso outfit e la stessa opinione di sé troppo a lungo.

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Vi ho sempre detto che non dovete indossare solo gli abiti che donano di più alla vostra forma, l’importante è sapere che ci sono abiti che donano di più e altri di meno e che si vi vedete peggio con l’outfit “sbagliato” è colpa del vestito, non vostra che nella notte avete messo su 5 chili.

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Io non voglio vedere ragazzine intrappolate negli skinny, convinte che sia l’unico pantalone che possono indossare perché va di moda e lo hanno tutte le amiche e sentirsi orribili perché allarga le loro cosce da pera. Voglio che sappiano che non sono sbagliate perché a loro non stanno bene gli skinny, c’è un’alternativa, ci sono altri modelli di pantaloni che alle loro amiche non donano bene come a loro.

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Però se gli skinny vogliono metterseli, si piacciono con gli skinny e non si sentono sbagliate o a disagio, che li indossino senza remore, anche se sono delle pere, anche se allargano i fianchi.

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Se una donna è sicura di se stessa e si piace può indossare quello che desidera. Infatti non è la donna magra che può indossare quello che vuole, è la donna che ha accettato il suo corpo, lo conosce lo rispetta e lo ama, conscia che certi capi le stanno meglio di altri, che sceglierà di indossare quello che desidera e sarà bella lo stesso perché così si sente.

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Io però appunto indossavo solo i capi che mi donavano di più e quando mi capitava di dover indossare gli altri, per esigenze di lavoro magari, mi sentivo brutta sgraziata e a disagio. All’inizio di quest’anno però ho iniziato ad aver voglia di cambiare look, è proprio vero che i cambiamenti che partono dall’esterno si riflettono nell’interno.
Come vi ho raccontato all’inizio non sapevo come volevo cambiare, ma volevo cambiare, volevo sentirmi più forte più grintosa e più sicura di me stessa.

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Questo cambiamento mi ha portato verso gli skinny, capo che non mi dona, ma di cui prima avevo paura, ora non più.

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Ho iniziato con un modello rigorosamente nero che già avevo, comprato da Diffusione Tessile l’anno prima ed usato dentro gli stivali da pioggia e di cuoio dello stesso colore. Sopra mettevo il cappotto perché il culone (affettuosamente chiamato così) andava nascosto, non me la sentivo ancora di esporlo così. Poi ho acquistato un paio di skinny jeans molto comodi da Calzedonia, scuri, con qualche scucitura e a vita alta. Nel camerino li guardavo chiedendomi se avrei mai avuto il coraggio di indossarli senza stivali e li ho scelti apposta economici per non investire in un capo che non sapevo se avrei messo. Invece complice una bella giornata di sole, le ballerine blu nuove e un maglione a righe orizzontali li ho messi e i fianchi sembravano ancora più larghi, ma io mi sentivo carina lo stesso.

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Il punto è proprio questo: ora non ho più paura, non ho più paura di esporre il mio peggior difetto (ovviamente secondo me), la parte di me più grossa e sproporzionata, agli occhi di chiunque. Dopo un po’ di tempo indossandoli con il trench infatti oggi li indosso con la corta giacca di pelle e non ho paura di mostrare a tutti il mio bel sederotto.

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  • patlau

    Una sola parola….GRAZIE <3

  • Davvero bello questo post. Quanto hai ragione! Io ho dichiarato guerra totale ai pantaloni (pera culona), solo gonne a ruota, vestitini che esaltano il mio punto vita (che a sua volta esalta le chiappone). Ho imparato a portare vestiti anche in situazioni di disagio, come il freddo e la neve. Solo che ci sono momenti in cui sento il bisogno di un paio di pantaloni. So che gli Skinny mi stanno malissimo, così come i fuseaux (quelli veri, non leggins che mostrano cellulite e mutandine). Poi una volta ne ho trovati un paio ed alla fine mi son detta “a me piacciono” mi sento carina ed elegante. Ho scelto una blusa un po’ lunga (ho il terrore dei leggins che rivelano tutto) ma tutto sommato mi piaccio. Vorrei acquistarne un paio che non sia nero, giusto perché stiamo guardando verso l’estate.

    Quasi aspetto il body shaming che mia madre mi serba con tanta premura quando vado a passare l’estate da lei. Ma quest’anno ho deciso che non mi faccio buttare giù, io sono bella anche in costume da bagno con il mio culone 46 per i miei 1.55 di altezza. U_U

    • Cristina Quattrone

      Mamma+ bodyshaming…….che brutta coppia e quanto ti capisco! Mia madre lo fa quotidianamente (perchè purtroppo vivo ancora coi miei), perchè secondo lei ho la faccia paffuta, perchè ho la pancetta, perchè mi piace il pane (solo la buccia) e lo mangio volentieri (anche se per via della schiena m’impongo di fare una camminata di mezz’ora al giorno). Però,come dice Anna, anch’io sento la necessità di cambiare esteriormente, a prescindere da ogni cosa e anche se questo significa indossare un capo che non mi dona o col quale mi ci vedo poco (nel mio caso, i vestitini, che amo vedere addosso ad altre, ma che su di me non vedo, o i bermuda di jeans che quest’anno desidero indossare con una blusa bianca, model “simil camicia di seta”). Desidero vedermi diversa, bella e sicura di me. Non so quanto mi durerà questa presa di coscienza,ma spero di portarla avanti ancora (nonostante le mie finanze languano al momento). (Cristina la traduttrice)

    • Paper Plane

      Anna, mi hai proprio letto nel pensiero! Io indosso solo jeans a zampa e cardigan, seguendo i tuoi consigli…ma inizio a sentirmi noiosa e démodé! Vorrei tanto un paio di jeans alla caviglia da indossare con le Stan Smith…e sono una mela a otto. Voglio almeno provarli e vedere come mi sento 🙂

  • valeria

    Condivido ogni parola, gli skinny accentuano le mie cosce (che diciamolo non sono proprio filiformi…), ma io mi sento bene , mi piaccio allo specchio e quindi chissene!!!!!

  • giovanna

    vale anche per le ultra 40enni che mettono la minigonna perché si strapiacciono? Perché guarda che la stessa benevolenza non si ritrova verso di noi “tardone” che invece abbiamo imparato ad amarci e a giocare con il nostro corpo.

    • Io penso che chi si piace davvero indossa quello che vuole (anche la minigonna dopo i 40) e sa farlo in modo fine in ogni caso o sa che contesto si adatta a che abito.

      • Ale

        ehm, io ne ho 45 con la maglia, gli short (non girochiappa ma comunque corti) e le all star alte ci vado in laboratorio. I capelli, pure quelli oltre il limite di età e di lunghezza e non ancora grigi, li tengo legati in una treccia di lato. Credo però che quando imbiancherò non me li taglierò e li sfoggerò con orgoglio, come fanno le svedesi.
        Non mi trucco e se ho un brufolo me ne frego. Il brufolo, se non lo trucco, va via in una giornata.
        Ci credete che mi danno sempre molti meno anni di quelli che ho?
        Io veramente la mia età me la vedo (e la sento) però credo che lo stile ‘giusto’ e i capelli parrucchierati invecchino più del look rilassato. E poi pensa a quanto stai comoda e cammini più sicura con la converse (o simili).
        Indi per cui indossa tutte le minigonne che vuoi Giovanna! 🙂

    • io appartengo alla classe delle “tardone” io e le gonne corte me le metto lo stesso. ho abbandonato solo una gonnellina cortissima in jeans ma non per il fatto della misura in sè, ma perchè essendo così corta mi obbligava a posture che mi erano poco congeniali, e quindi non era pratica. gonne e vestitini svasati invece sono molto più pratici e li metto tranquillamente. poi i tacchi non li porto, e quindi la misura sopra il ginocchio è molto più adeguata. e sebbene non sia tanto filiforme le gonne corte stanno meglio a me che a certe ventenni. la cosa buffa è che a vent’anni complessata com’ero, una gonna corta non avrei mai avuto il coraggio di metterla.

      che minigonne e miniabiti non si addicano a una “donna della mia età” è tutto da vedere. sulle riviste da femmina spesso mi capita di leggere articoli sull’argomento che mi fanno un po’ sorridere. a sentir loro dopo i quarant’anni bisognerebbe scordarsi oltre alle gonne sopra il ginocchio anche jeans, scarpe da ginnastica, felpe, calzoncini corti e addirittura le ballerine! in pratica il 90% del mio guardaroba sarebbe da buttare. io nel ruolo della “signora”, o per meglio dire di questo particolare tipo di “signora” in tailleur, camicette di seta, gonne al ginocchio e mezzo tacco e simili, mi sento decisamente poco a mio agio.

      • giovanna

        che poi a voler essere sincere fino a non poco tempo fa si diceva: niente minigonna sopra i 35.

        • Ale

          davvero… tremendo!
          Io, allora, sono una tardonissima – ahahah

  • Espérer

    Ciao Anna!
    Spero tanto che pubblicherai delle foto in cui indossi gli Skinny.
    Un bacio grande

  • Blu

    Io sono una clessidra poco formosa, nel senso che ho poco seno, ma il sederone c’è. Oddio sederone, forse una donna più sicura di me lo apprezzerebbe, diciamo che si nota ma non è brutto da guardare. Per me il problema con gli skinny non è tanto che evidenziano il sedere, ma che mi stringono le gambe e, soprattutto se sto tanto seduta durante la giornata, la circolazione ne risente. Il risultato è che alla sera ho le gambe gonfie, perciò cerco di evitarli e dato che nei negozi fino a poco tempo fa non si trovava altro ho finito per odiali.

  • Marisa

    Davvero un gran bel post!! Dobbiamo imparare ad accettarci e a volerci bene un po’ di più!!!

  • Lulli

    Questo post è veramente bello, l’ho letto e poi l’ho riletto… Hai proprio ragione, i vestiti ch eci stanno bene sono quelli che ci fanno sentire bene. Grazie!

  • Paper Plane

    Per sbaglio avevo cliccato su “rispondi” al commento di Flavia ^^’
    Anna, mi hai proprio letto nel pensiero! Io indosso solo jeans a zampa e cardigan, seguendo i tuoi consigli…ma inizio a sentirmi noiosa e démodé! Vorrei tanto un paio di jeans alla caviglia da indossare con le Stan Smith…e sono una mela a otto. Voglio almeno provarli e vedere come mi sento 🙂

  • Princifessa

    Princifessa per cercare avere un bel sedere consistente e ritto fa squat con i pesi, iperestensioni, step come se non ci fosse un domani. Pensatele quando fate automacellazione professionale davanti allo specchio.

    Detto questo, io credo che le cose aderenti (quali uno skinny con una tee elasticizzata, ad esempio), non stiano né bene né male (ovviamente nei limiti della scelta di colori e fantasie ecosostenibili): ti presentano come sei. Senza nascondere i difetti, ma nemmeno i pregi.

    E lo skinny è na roba troppo comoda per rinunciarci. E’ come se io non dovessi più farmi la coda perché ho un naso schifoso.

    • Blu

      Io invece vorrei un sedere inconsistente, penso che se ce l’avessi smetterei di fare automacellazione professionale davanti allo specchio almeno per … 10 minuti (no, ok, forse 5), poi inizierei a prendermela con qualche altro mio difetto. Gli skinny, secondo me, non sono comodi, stringono (per come sono fatta io , non perché prendo la taglia sbagliata) e non vedo l’ora di toglierli. Le volte che li devo mettere perché la giornata richiede i tacchi bassi, li metto senza farmi troppe paturnie.

      • Princifessa

        Io ne ho di morbidi come fuseaux, ma immagino che forse quando si è “di più” certi modelli siano poco “modellanti”..

        Però ti assicuro che avere poco sedere non è sta gioia, ti senti un po’ “donna a metà”… Ma io ce la metto tutta e lo avrò, di muscoli, ma lo avrò! 😀

  • Jelly-fish

    voi “sederone” siete un pò (ma non troppo) avvantaggiate dal fatto che il sedere grosso è stato un pò sdoganato dalla moda grazie alle varie jLo, kim kardashian, nicky minaj. invece la pancia ancora è un tabù.. io faccio veramente fatica a mettere magliette aderenti nonostante sappia razionalmente che: A non ho la pancia poi così ciccia, solo è priva di addominali B di sicuro non è la prima cosa di me che si nota. è più forte di me, forse perchè soffro spesso di gonfiori addominali e la pancia me la sento grossa io in primis 🙁

    • Cristina Quattrone

      mi hai proprio letta nel pensiero; nel mio caso, si “mimetizza”, perchè c’è il “davanzale” che è sporgente e cattura per primo l’attenzione (Cristina la traduttrice)

    • Blu

      Ehm, non hai nominato esattamente quelle che per me sono delle donne eleganti perciò non mi sento troppo avvantaggiata. Va bene non nascondere il mio sedere anche se è grosso, ma sbatterlo in faccia alla gente come fanno loro proprio no.
      Per quanto riguarda la pancia gli addominali sono muscoli facili da allenare, in 15 giorni e te li costruisci, certo poi devi continuare con gli esercizi due volte la settimana perché si allentano subito. Se vuoi tentare basta che fai un corso di ginnastica generale con un buon istruttore, impari gli esercizi e poi li fai a casa. E’ una noia, ma funziona e ti aiuterà per i tuoi gonfiori addominali perché l’esercizio fa un massaggio agli organi interni che aiuta prevenirli. I gonfiori in sé sono sintomo di nervosismo o di errata alimentazione, perciò curarli sarebbe utili anche per la salute, oltre che per l’estetica. La mia non è una predica, solo un suggerimento, ne ho sofferto e ne soffro anche io e sono una cosa fastidiosa.

      • Jelly-fish

        Faccio due volte a settimana gag e tono per tutti i muscoli, addominali compresi più cardio per bruciare. Sto anche cercando di capire il motivo dei gonfiori, ma visti i tempi biblici di attesa per una visita allergologica sono un po’ indietro 🙁 comunque da quando faccio esercizio mi sembra già di stare meglio, o almeno, non mi sento a disagio con la pancia spesso come prima 🙂

  • cinzia

    Che bel post, Anna! Hai proprio ragione, l’importante è accettarsi, l’abbigliamento poi lo riflette… Io sono una mela a vaso, e per quanto adori gli skinny, ogni tanto indosso anche dei bellissimi pantaloni a zampa verde oliva con una mare di fiorellini applicati, aderenti sulle cosce, che non mi fanno sentire una colonna(come probabilmente invece appare effettivamente) ma al contrario così fine ed elegante come nessun skinny può farlo! E in questo accettarsi, tu hai un grande merito, almeno per me! Cinzia- mela a vaso

  • Vera Gatti

    Il più bel post che tu abbia mai scritto!!
    Un GRAZIE di cuore per averlo scritto, per aver condiviso questi tuoi pensieri…. un grandissimo abbraccio
    Grande Anna!!

  • Eleonora Pizzicottina

    anch io da pera ho sempre avuto difficolta con i jeans tanto che devo sempre mettere una cintura xke in vita mi cadono mentre nella coscia ci sto a pelo…e non è una questione di taglia ma proprio di forma a pera. Ho provato a prenderne un paio a vita alta ma anche cosi niente, nella vita sn larghi di 4 dita mentre di coscia sono giusti. Con gli skinny questo problema è ancora piu odioso.

    • non sono una pera ma lo stesso problema ce l’ho anche io. è da quando andavo alle medie che non metto un paio di jeans senza la cintura, a prescindere dalla taglia. per me il jeans senza cintura non può esistere. i pochi pantaloni privi dei passanti mi danno un sacco di problemi e li metto malvolentieri.

      • Blu

        Io sono una pera/clessidra e anche a me i pantaloni stanno sempre troppo larghi in vita e giusti sulle cosce, ma odio portare la cintura perciò li faccio stringere dalla sarta e se scendono un po’ pazienza.

  • Cristiana Atzeni

    Cara Anna, grazie per questo post! Bellissimo! Io sono una clessidra poco formosa e il mio problema con gli skinny è che mettono in risalto quello che io vedo come ginocchione. Quando mi vedo allo specchio il mio sguardo si posa li sulle ginocchia che vedo sempre più enormi. Credo che dipenda anche dal fatto che mia madre ha sempre criticato le mie ginocchia. Ora però voglio provare anche io a superare questo complesso. Ho provato un paio di skinny neri da Motivi che mi stanno giusti anche in vita e non larghi come solitamente succede. Adesso prendo coraggio e li compro! Non vedo l’ora di sfoggiarli! Ancora e sempre grazie!

  • Gisella

    Cara Anna faccio presente che la moda sta cambiando, non va piu’ di moda la donna anoressica stile “heroin chic” anni ´90, bensi’ sta tornando di moda “il culone” (vedi JLo, il twerking, etc..). Di conseguenza cambia, volenti o nolenti, anche la nostra percezione di cio’ che é bello/siamo fiere di mostrare…

    • maria

      sai Gisella, anch’io la penso cosi’, sta tornando di moda la donna formosa….ma allora mi chiedo come mai gli stilisti continuino a proporre modelle con la 36 di taglia.
      Non capisco come mai nel mondo della moda, o sei magrissima (quasi a livello preoccupante) o non vai bene…

      • Princifessa

        Scusatemi, ragazze, ma qui c’è una “funzione”, altrimenti si hanno pretese “politicamente corrette” irrealistiche..

        Così come una modella per le mani non potrà mai essere una donna che si mangia le unghie alla carne, una per i piedi difficilmente la prenderanno con un alluce valgo da paura e una modella di intimo difficilmente avrà una IA di reggiseno, un’indossatrice non potrà mai essere “formosa” se non in linee d’abbigliamento dedicate.

        L’indossatrice è per DEFINIZIONE alta e magra: i famosi 175 cm infatti non sono l’altezza minima delle modelle (che possono essere anche fotomodelle, e lì l’altezza va in secondo piano), ma appunto delle indossatrici.
        Un’indossatrice può avere un viso meno “perfetto” (anzi, viene ricercata una certa particolarità per esaltare trucchi scenografici), ma deve essere alta, magra, longilinea: la sua funzione è di esaltare l’abito che indossa, non esibire il proprio corpo.

        Infatti spesso per scelte artistiche (magari per esaltare un pantalone particolare) alcune sono molto “nude”: vi immaginate una quinta trattenuta da un pezzettino di scotch? Oppure un sedere con un girofianchi 130 strizzato dentro uno short inguinale? Alcuni abiti, messi non dico su una donna sovrappeso, ma molto formosa passerebbero da essere “d’avanguardia” a porno in 02! 😀

        Oltretutto (non so se è una leggenda) si usa dire che inizialmente l’uso della modella magrissima è nato nel 700/800, quando le donne, specie se ricche e di un certo rango, non giravano da sole, ma sempre accompagnate dal marito: all’interno delle botique usavano quindi ragazze magre anche perché queste signore non avessero di che essere gelose (una ragazza molto magra era considerata all’epoca poco attraente e fertile).

        Ne possiamo dedurre due cose: la prima è che il modello di bellezza ha a che vedere con un “chi se lo può permettere” ergo è di elitè.. cento o anche solo 50/60 anni fa una donna “perfetta” era in carne perché di gente in carne ce n’era poca (c’era poco cibo, difficile essere in carne senza mangiare!) e simboleggiava alla fine “benessere”.. adesso, dagli anni 70/80 (post boom economico, guarda caso) che mangiamo fin troppo e facciamo quasi tutti lavori molto sedentari (quindi essere molto magri è diventata una caratteristica di “pochi” dotati di un buon metabolismo o una particolare dedizione) i corpi “modello” sono più magri e longilinei..
        (La moda del booty è nata alla fine da una rivendicazione “etnica”: artiste e donne dello spettacolo latine e afro che rivendicano la loro bellezza, il loro modo di ballare e di essere sensuali!)

        Mi viene in mente sempre l’esempio dell’abbronzatura: nell’800 giravano con l’ombrellino, perché essere abbronzati era proprio dei contadini e di chi faceva lavori di fatica, mentre ora simboleggia chi si può permettere lunghe vacanze o sedute infinite dall’estetista..

        Insomma, io sono per l’accettazione del corpo, ma bisogna anche smettere di avere pretese assurde..

        Armani e Chanél non manderanno mai su una passerella, tolto che non decidano di fare una linea plus size (che non è da escludere), una donna che non esalta al massimo i loro abiti e, dico io, GIUSTAMENTE! Sono aziende multinazionali, non onlus.

        Dobbiamo essere noi a imparare a non volerci conformare, né uccidendoci per raggiungere modelli impossibili né avendo la pretesa di essere “universalmente rappresentate”.
        Se Bianca Balti è una superfica non so a te, ma a me non toglie nulla!

        • maria

          guarda io la vedo molto diversamente, ossia per me (ma credo per la gran parte della gente) una donna, o in generale una persona (quindi anche uomo) è bella quando ha forme armoniche, proporzioni ben distribuite, ma anche quando ha un aspetto sano.
          ossia bellezza fa rima anche con “essere in forma”, e per il 99% della gente essere in forma significa apparire in salute.
          il che non significa necessariamente avere la 44 di taglia, ma un corpo non evidentemente “portato allo stremo”.
          quindi il fatto che ad oggi venga considerato “bello” un modello di donna cosi’ scavato ed esile (al limite della anoressia nervosa) nn credo sia vero.
          Infatti se chiedi a un campione di uomini anche di giovane età, senza parlare di quelli un po’ piu’ maturi, che amano forme ancora piu’ morbide in genere, nella gran parte dei casi preferiscono la soubrette con seno e sedere piuttosto che la modella priva di qualunque forma.
          E personalmente credo che anche la gran parte delle donne aspiri ad essere come la Canalis o la ZJones per dire, ma non come le modelle che vediamo sfilare in passerella.
          e non stiamo parlando di donne in carne eh! stiamo parlando di donne magre e in forma, non di “manichini” su cui vengono appesi i vestiti….mi spiace essere cosi’ diretta, ma si sa benissimo che quei livelli di magrezza vengono spesso ottenuti tramite digiuni forzati, pastiglie per quietare il senso di fame e quant’altro….e alcune modelle hanno anche denunciato questa situazione “malata”.
          quindi non condivido la tua personale vsione di bellezza, perchè bellezza non è quella.
          e poi credo che gli stilisti potrebbero segliere le stesse identiche indossatrici con 5-6 Kg in piu’, non ci sarebbe nulla di scandaloso o volgare in passerella….perchè non si puo’ essere alte 1,80 e pesare 50 Kg.
          O meglio, si puo’ perchè ad oggi è cosi’, ma non è essere in salute.
          se anzichè la taglia 36 sfilasse la taglia 40 (con una seconda di seno anzichè la zero) che male ci sarebbe? dove sarebbe questo “eccesso di forme in evidenza”?

          • Princifessa

            Ma io infatti ne ho fatto in primis un discorso professionale, non di ideale di bellezza (che comunque la Canalis è molto magra così come l’80% delle donne del mondo dello spettacolo.. semplicemente tendono ad avere il seno grosso, CZJ credo lo abbia rifatto addirittura).. L’indossatrice INDOSSA gli
            abiti, non è la figa della situazione come magari Belén (che non è molto amata –ma perché, poi, poveretta..- fra le donne, ma sfido chiunque a dire che è un modello “tisico” o insano, ma non ha sicuramente una 44).

            Innanzitutto la famosa “taglia 36” che leggi spesso e volentieri E’ una taglia 40, solo in “lingua” europea invece che italiana (come le taglie di Zara).. E tantissime ragazze sono “naturalmente” taglie 36, anche 32, perché hanno metabolismi più efficienti, perché hanno fisici androgeni,
            perché dedicano al loro corpo la loro vita –ti assicuro che moltissime qua riuscirebbero ad entrare dentro anche una 38 con 3 ore al giorno di palestra&cardio fitness- (e, perché no, magari abbracciano filosofie nutrizioniste come quella di Veronesi –che è un oncologo, non il cugino di Karl
            Lagerfield) quindi quando dici che la bellezza non è lì, che sono o appaiono malate.. non stai forse facendo body shaming quanto chi se ne va in giro a dire che chi ha 10 (per non dire 25) kg in più è in realtà “malato”?

            Questo per farti capire che il discorso è perfettamente “rigirabile”..

            Io non amo la “dittatura dei negozi”, cioè trovo vomitevoleche una ragazzina con una 48 e magari le braccia più “tonde” non possa comprarsi un vestitino da Zara, ma debba mettersi la roba “da vecchia”..

            Cioè, dobbiamo fare un distinguo: quella che alla fine è un’espressione
            commerciale/artistica con tutte le conseguenze del caso (così come non mi tange se la Bianca Balti è magrissima e superfiga in passerella, non andrei in giro in mutande perché lo faceva Pamela Prati ai tempi del Bagaglino) e quello che invece è pensato e diretto a NOI, i consumatori e persone comuni. Ergo a me fa incazzare la Zara/Stradivarius del caso, dove basta essere un po’ in sovrappeso per non riuscirsi a infilare nemmeno un vestitino, non certo il fatto che Chloé sceglie la donna migliore per magnificare il suo abito (e, diciamocelo, spendere anche un po’ meno, perché sulle passerelle non è raro vedere vestiti fatti totalmente di perle o tempestati di Swarovski.. ti immagini quante perle ci vogliono per coprire totalmente Beth Ditto?! 😀 ).

            E per rispondere alla tua ultima “domanda” io sono proprio una taglia 40 con una II( coppa C, ma tant’è): ovviamente mi vesto tranquillamente anche da Abercrombie (brand “body shamer” per definizione), ma ci sono modelli che mi stanno male A PRESCINDERE (ogni forma di vestito “dritto” ad esempio, visto che le tette, per quanto non grosse :’(, mi fanno la tenda ed essendo una clessidra
            ho un discreto dislivello fra girovita e giro fianchi) o un milione di cose che non mi tornano.. Se fossi una rettangolina taglia 38 tutta piallata mi penderebbe perfettamente pure un copri divano! :’D

            In sintesi io trovo sacrosanta la Gisele Budchen della situazione e trovo che chi è “ferito” e influenzato così tanto dal modello estetico abbia bisogno di aiuto psicologico (seriamente: significa che c’hai l’autostima di un granciporro e non è stata sicuramente una realtà così lontana da te a fartela venire, così come non è colpa di Kate Moss se io ho sofferto di DCA! ..è più facile sia stata una mamma come quelle di cui parlano due ragazze sopra, no?), ma trovo deprecabile che il mercato non venga in contro ad un consumatore che, a differenza dell’indossatore, non è selezionato su un metro, ed è quindi variabile!

            La lotta non dovrebbe essere per avere una modella 44 sulla passerella “standard” di Marc Jacobs, ma perché nei negozi ad esempio si trovino agevolmente linee curvy e plus size (due cose diverse: le prime che siano pensate per vestire chi è più formoso e le seconde chi è semplicemente più grosso!), ma anche Petite e Tall (perché ho amiche che non si possono comprare un maxi dress perché facendoci l’orlo ne castigherebbero la fantasia o la piombatura, così come a me capita spesso di ritrovarmi con pantaloni involontariamente all’”acqua in casa” o con gonne dove sono a rischio smutandatura matematico). Per la serie: ok, voi siete l’elitè di angeli, ma qui fra i peccatori predomina la varietà!

            In sintesi io apprezzo molto le iniziative di accettazione, non mi piacciono quelle di demonizzazione.. mi fece specie l’aggressione, per fare un esempio, alla modella che Stella McCartney postò qualche mese fa sul suo account instagram: una ragazza magrissima, ok, ma di palese origine asiatica, un’etnia dove ragazze piccole, androgine ed estremamente magre non sono certo “rare” o necessariamente malate!

            Eppure si sprecarono commenti del tipo “ANORESSICA”, “MALATA”, con tanto di testate di giornalistiche che scattarono sull’attenti e rimozione dello scatto incriminato, senza contare il danno professionale che questa ragazza avrà subito! ..La domanda è: questo non è body shaming? Oppure finché è contro una ragazza troppo esile va bene, mentre l’eccesso dall’altra parte “deve” essere perdonato?

            Scusami, Maria, sono logorroica!!

            • maria

              dunque, gli argomenti sono tanti e ci sarebbe da parlare per ore, ma tento di essere schematica (cosa che mi risulta difficile).
              posso riassumere brevemente il tuo punto di vista in questo modo:
              1- moltissime donne molto molto magre lo sono per costituzione o perchè seguono diete particolari, ma sono ugualmente “in forma” (ovvero in salute).
              2- la 36 che vediamo sfilare sulle passerelle è una 40 perchè è una taglia americana (non italiana comunque)
              3- cosi’ come “si condanna” l’eccessiva magrezza, và condannato anche il sovrappeso eccessivo
              4- anoressia o DCA non sono dovuti a quello che le ragazzine vedono sfilare in passerella
              5- il problema piu’ grosso è che molte aziende (vedi zara stradivarius etc etc) non diversificano il loro abbigliamento in base alle varie tipologie di donne ma considerano solo quelle filiformi e alte.
              dunque per il punto 1 e 2 ti dico che so di per certo che le taglie 36 che sfilano in passerella, sono 36 ITALIANE, ossia una vera 36.
              e direi che non c’è nemmeno bisogno di verificare, perchè basta trovarsi faccia a faccia con le indossatrici in questione per capire che dagli anni ’80 ad oggi il girovita e girofianchi delle stesse è sceso notevolmente e il seno è scomparso (come si diceva sopra, la shiffer oggi sarebbe troppo “in carne” per sfilare).
              e ripeto quanto detto sopra, a parte casi molto rari di ragazze con metabolismi acceleratissimi (e forse anche problemi di tiroide), questi fisici portati allo stremo sono frutto non di dieta sana o di tanta palestra….ma di comportamenti del tutto assimilabili ad anoressia e bulimia (tralasciando anfetamine taglia fame e quant’altro….).
              queste sono cose risapute, che spesso si nascondono per non “sporcare” il mondo etereo della moda.
              ma essere alte 1,80 e pesare 50Kg non è un fatto “naturale”. Tant’è che molte modelle, cosi’ come molte ballerine, non hanno piu’ il ciclo (solo per fare un esempio), e questo è il primo segnale di un peso non conforme a madre natura.
              per il punto 2, sono daccordo con te, personalmente sono una persona molto sportiva, cerco di mangiare bene e mantenere il peso forma, ovvero con un BMI Body Max Index intorno a 20-21, non intorno a 16 come la gran parte delle indossatrici.
              Quindi anche il sovrappeso eccessivo, come la magrezza eccessiva, è fonte di problemi di salute.
              non faccio nessuna differenza in questo senso.
              Punto 3: Anoressia o DCA non sono dovute all’immagine della varie Kate Moss.
              In parte è vero, sono problemi che nascono dal profondo e dalla mancata accettazione di sè, ma la moda e cio’ che viene proposto oggi ha grande influenza sulla immagine che molte ragazzine si fanno di sè stessa.
              quindi bisogna fare molta attenzione ai messaggi subliminari del tipo “magro è bello, ancora piu’ magro è ancora piu’ bello! la magrezza eccessiva non è problematica come l’obesità! se sei magrissima puoi stare con un super strafigo come quello che vedi sul cartellone accanto alla modella secca secca” etc etc etc.
              sono messaggi subliminari che a noi adulti forse non toccano, ma molte ragazzine si lasciano facilmente condizionare.
              sul punto 5, sono daccordo con te, trovo stupido e anche contro producente dal lato economico, non diversificare l’abbigliamento proposto dalle varie catene in base alle varie tipologie di donna.
              per cui ci andrebbero piu’ capi per donne curvy (ma per davvero curvy, non la 42!), e anche capi per donne Small : perchè se sei alta 1,60cm i jeans sono talmente lunghi che per fare l’orlo perdi la forma del pantalone.
              quindi dico SI a negozi che propongano taglie dalla 38 alla 48 (vere e non in versione ridotta) con modelli giovani e freschi, per chi ha taglie maggiori (50-52) penso che ci sia una questione di domanda-offerta.
              è ovvio che una catena non puo’ proporre molti capi in quella taglia perchè non venderebbe.

        • è vero che le indossatrici essendo degli “appendiabiti umani” devono essere magre perchè i vestiti devono cadere in un certo modo. però mi ricordo che negli anni 80 (mica secoli fa) erano considerate adeguatamente magre per sfilare quelle che avevano la taglia 40/42, mentre oggi siamo sulla 36/38. la Campbell, la Crawford, la Schiffer, che a quel tempo mi sembravano scheletriche, oggi sarebbero considerate addirittura “moderatamente formose”!

  • maria

    ciao bellissima Anna! in questo post hai riassunto molto bene lo scopo del blog, ossia farci sentire bene e a nostro agio nel nostro corpo.
    Il che non vuol soltanto dire scegliere i capi di abbigliamento piu’ adatti per la nostra forma del corpo, ma anche accettarci cosi’ come siamo, e “osare” nella scelta dei capi se ne abbiamo voglia, senza fissarci su questo o quel difetto.
    Anch’io come te ho odiato gli skinny per un lungo periodo (si puo’ dire dalla loro comparsa fino all’altro ieri…o quasi….).
    Da clessidra quale sono ero certa che gli skinny mi regalassero visivamente un paio di taglie su gambe e glutei! :-(((
    per carità, li evitavo totalmente!
    Pero’ d’altra parte i negozi erano affolatissimi di skinny, fino a poco tempo fa si trovavano quasi solo quelli in giro.
    cosi’ mi sono lanciata, proprio dopo aver iniziato a seguire il tuo blog.
    abbinandoli sapietemente (ho copiato qualche look dal fisico a pera, che poi non è tanto lontano dalla clessidra nella parte inferiore del corpo, giusto?), alla fine riesco a indossarli.
    Non mi sento ancora cosi’ sicura di me stessa da metterli senza tacco, ma chissà che prima o poi “osi” anche con qualche ballerina….

  • Elisa Fazio

    Ciao Anna, seguo il blog già da più di un anno anche se è la prima volta che ti lascio un commento.
    Trovo che il tuo blog sia fantastico, tra tutti quelli che si trovano in giro questo è l’unico che insegna davvero qualcosa! Ho imparato moltissimo e cerco sempre di seguire i tuoi consigli (ormai metto il vestito almeno due volte a settimana per la vita di tutti i giorni da che lo mettevo a malapena il sabato sera), sto anche consigliando di leggerti anche a tutte le mie amiche, che apprezzano altrettanto, quindi continua così perché una persona così vera, sincera e con dei contenuti del tuo livello si trova difficilmente sul web! Spero di poterti incontrare un giorno ad uno dei tanti eventi a cui partecipi!
    Con affetto, Elisa

  • Barbara

    Alla soglia dei 40 ho finalmente imparato ad avere consapevolezza di me e mi sento molto più bella e self confident ora rispetto a quando avevo 20 anni: ho sempre pensato di essere una pera con seno e che gli unici vestiti che mi donassero fossero quelli in stile anni 50: puoi ben immaginare la mia sorpresa quando invece ho provato il da sempre osteggiato tubino nero e mi sono vista semplicemente stupenda! E anch’io, che fino a poco tempo fa coprivo il culone a ogni occasione, metto con entusiasmo gli skinny!

    • Ale

      Ma guardate che il cosiddetto ‘culone’ agli uomini piace un sacco! Vanno nei Paesi dell’America Latina apposta e là ce ne sono di veramente notevoli come dimensioni. Sai, qua si vergognano a dire che piace loro una forma più femminile delle donne sempre a dieta che ci sono da noi… Indi per cui, fregatevene e mettete quello che vi piace.

  • Ale

    Ohh, finalmente, Anna!
    Ciao e continua così, alla svedese!

  • Simo Rocker

    Secondo me arriva semplicemente il punto in cui, tartassati da anni, tutti i giorni con sti benedetti skinny, ce li si fa piacere, senza neanche rendersene conto!

    • Mmm io sono ostica eh, dopo 4 anni di viola non un capo viola era entrato nel mio guardaroba 😉

      • Simo Rocker

        🙂 grande! un po’ come me e le ballerine..
        comunque oggi ti ho pensato perchè ho visto che hanno fatto pure il “pesoforma” differenziato per le varie forme del corpo!! Mi sa che hai dato il via a un grande rivoluzione…

  • Ary

    SEI LA MIGLIORE! Concordo con ogni singola parola! Io per prima mi vedo mille difetti, penso che ogni donna dovrebbe indossare i capi che più le donano, ma cerco di fregarmene, a volte, e indossare quel particolare capo che mi piace da impazzire anche se non mi dona e non è adatto al mio fisico. Sono circondata da amiche che si mettono mille problemi per indossare un capo, perché pensano che si noti soltanto quel particolare difetto, non so proprio come far capire loro che devono METTERE QUELLO CHE VOGLIONO!