Cosa fa e cosa non fa una Consulente d'immagine: la mia settimana a Milano

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Qualche mese fa in un corso on line che seguo ho visto scritto che il compito più difficile per i liberi professionisti è descrivere il nostro lavoro a chi non lo conosce e magari ha realmente bisogno di noi ma ancora non lo sa. Dopo la mia settimana milanese nella quale ho fatto full time la consulenza d'immagine riuscendo a aiutare 347 persone (puntavo a 400 ma il sabato è stato fiacco) posso sicuramente affermare che è realmente così.

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Durante tutta la settimana sono stata dalle 8 alle 9 ore al giorno nella stazione di Milano Garibaldi, in un bellissimo stand che Vernel aveva allestito per l'occasione a disposizione gratuitamente per dare consigli e indivuduare la forma del corpo. Ho avuto anche la fortuna di avere tre efficientissime hostess che, con indosso i loro bellissimi abiti anni 50, oltre a promuovere i prodotto regalando campioni e buoni sconto, invitavano tutte le donne di passaggio ad approfittare della mia consulenza.

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Eppure, nonostante tale consulenza fosse gratuita alla parola "consulenza d'immagine" sui loro volti si leggeva il panico.

In 6 giorni abbiamo sentito tutte le possibili scuse dalla classica "Ho il treno!" alle più sbagliate "Ma oggi sono vestita male!" "No, tanto io compro solo i vestiti al mercato" "Sono fuori forma" "Sono a dieta" "Tanto ormai ho superato i 60." Nessuna di queste donne sapeva cosa fosse la consulenza d'immagine, anzi, tutte se ne erano fatte un idea sbagliata, a quel punto io mi avvicinavo sorridendo e affermando che la forma del corpo dipende dall'ossatura, e quindi peso in più o in meno non importa, che sono informazioni utili da conosce, poi ci si può vestire come più ci piace e comprare i vestiti sia al mercato che da Valentino.  

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Dopo il primo giorno abbiamo capito che tutte le persone si rasserenavano se dicevi loro: "Non è come in tv, dove bruciano gli armadi e insultano le persone. La consulente d'immagine è qui per aiutare chi ha delle difficoltà, perché mai dovrebbe insultare l'aspetto o l'abbigliamento di una sua cliente, già noi donne ci diciamo abbastanza cose negative da sole" Bastava un semplice "Non pensare a quello che hai visto in televisione" e le persone si rasserenavano.

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Questo mi ha portato a pensare a due cose fondamentali. Per prima cosa trovo pazzesco come noi crediamo a tutto quello che vediamo in tv, quello ci sembra la realtà e se una consulente d'immagine in tv per fare spettacolo e far ridere (almeno credo che qualcuno rida, io no) chi guarda il programma si mette a insultare chi non si veste secondo il suo gusto allora tutte le consulenti d'immagine hanno come scopo mortificare l'autostima e azzerare la personalità di chi aiutano.

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In secondo luogo penso a come sia difficile avvicinare le persone a chi fa questo lavoro dato che se ne ha un'idea completamente diversa, si pensa che costi una follia, che è alla portata solo di chi spende tanti soldi in vestiti e che si vuole vestire alla moda, e sempre elegante coi tacchi. Devo dire che per questa ragione è stato molto bello veder cambiare idea a tutte le persone che si sono avvicinate, mandandole via con un pizzico di autostima in più, un consiglio banale come quello di enfatizzare le spalle o fare gli spachetti alla maglietta che però può rivoluzionare il loro aspetto, analizzando la forma del corpo di tutte in pochi minuti e mandandole sul treno con biglietto da visita e questionario con scritta la loro forma per scoprire nel dettaglio cosa dona loro.

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È stata per me una bellissima occasione di analizzare le resistenze di chi ancora non mi conosce, non sa che io parlo più di vetiti che di moda, che non credo nell'obbligo dei tacchi ma promuovo la comodità prima dell'eleganza. Dover vincere tutti i loro pregiudizi in pochissimo tempo, di modo che non perdessero il treno ma che potessero approfittare del vantaggio gratuito è stata una sfida che posso dire di aver vinto e che mi ha fatto capire molto di più come il mio lavoro possa essere utile e soprattutto alla portata di tutti.

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Un grazie particolare voglio spenderlo però per tutte quelle ragazze che sono venute a trovarmi apposta, mi hanno portato il libro da autografare, mi hanno fatto regali o portato dolci, o anche solo un abbraccio, a quelle che non mi conoscevano ma dopo la consulenza con me hanno portato amiche, figlie, sorelle e colleghe apposta di modo che potessero anche loro approfittare della consulenza gratuita. Il grazie più grande, oltre che al team Vernel e alle mie compagne di lavoro va ad una ragazza nello specifico che alle 10 del primo giorno era già in prima fila con il mio libro in mano per farsi analizzare e chiedermi consiglio, facendomi iniziare questa esperienza nel migliore dei modi.

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Ho tante idee in testa per il 2018, spero di poter dedicare part dell'estate a questi cambiamenti e questi progetti, nel fratempo però mi raccomando non credete a quello che vedete in tv, le poliziotte non indossano i tacchi, i medici legali non stanno in laboratorio coi capelli sciolti e le consulenti di immagine non insultano l'abbigliamento delle loro clienti.

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