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Passion Twist: Trasformare una passione in un lavoro

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Le persone che hanno fatto della loro passione un lavoro hanno una luce diversa negli occhi, animate come da un sacro fuoco. Lo sto riscontrando adesso nella mia amica Elisa Furiglio che ha da poco trovato la sua strada applicando la sua laurea in biologia alla passione per aiutare le persone ad avere uno stile di vita e di alimentazione più sano, l’ho sempre visto nei post, nei corsi di Veronica Benini che aiuta le donne a ritrovare la propria grinta attraverso i tacchi e nel lavoro costante dell’Estetista Cinica che ci spiega che per combattere la cellulite bisogna prima capire che cosa è e perché ci fa male.

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Come sapete da qualche mese non lavoro più full time in uno studio ma dedico gran parte del mio tempo a Blog, Corsi, Consulenze e altre cose inerenti alla promozione. Ciò non significa che questo per me sia diventato un lavoro solo in questo periodo, lo era anche prima anche se gli dedicavo solo il tempo libero, perché ci sono tanti modi per trasformare il tuo hobby, la tua passione in un lavoro.

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Si può aprire cassetto che conteneva un sogno, investirci e farlo funzionare, si può scoprire che una passione che coltivavamo nel tempo libero si sta trasformando in un lavoro, ci si può ritrovare senza un’occupazione e sperimentando trovare qualcosa che ci piace tanto da farlo diventare un lavoro. Non c’è un solo modo, dipende da noi, dal nostro carattere e da quello che ci riserva la vita.

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Il mio percorso è stato uno di questi, avevo un lavoro che mi soddisfaceva solo in parte e ho iniziato a dedicarmi a questo hobby che negli anni è cresciuto diventando un lavoro, fino a che il lavoro non l’ho perso e mi sono dedicata esclusivamente a questa mia passione.

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Il mio percorso è stato perciò pieno di curve, il discrimine tra hobby e lavoro è stato molto graduale e quindi ho commesso molti sbagli, detto di no a proposte interessanti, o di sì a cose che avrei dovuto capire non avevano chance di funzionare, e questo perché non avevo una guida o un percorso tracciato davanti a me.

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Una guida in realtà ce l’avevo, Veronica Benini, quando ancora era conosciuta solo come Spora, ricordo ancora la prima volta che abbiamo potuto chiacchierare a lungo come restai ad ascoltarla con orecchie tese cercando di immagazzinare tutti i suoi consigli, tramite lei arriva a CpiuB, a Danila Saba, a Enrica Crivello a tanti consigli di marketing e business che mi hanno aiutato in questi anni.

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Certo sarebbe stato più semplice se avessi avuto il Passion Twist, avrei capito che non ho mai fatto un Business Model (che viene prima del business plan) e che bisogna farsi aiutare da capaci e valide professioniste. Il Passion Twist non è un corso che vi insegna ad avviare una start-up, no è un percorso, sia in PDF che attraverso sedute su Skype, che Veronica ha ideato per aiutare chi ha un’idea, vorrebbe mettersi in proprio ma non sa se l’idea è vincente, o come trasformarla in qualcosa che attiri l’attenzione e funzioni in questo mercato.

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Io lo sto facendo adesso, e mi sto arrovellando per eseguire gli esercizi che propone che servono a chiarire la nostra idea, ed è divertente scoprire come alcune cose mi mancano completamente, mentre altre le ho già fatte senza sapere che si chiamassero così. Per esempio la parte 1+1=11, scegliendo fashion blogger con determinata forma del corpo per esempio faccio sì che loro siano conosciute da voi mie lettrici, e che se loro apprezzano la citazione mi condividano tra le loro lettrici, senza che questo sia uno sterile scambio di favori ma che arricchisca entrambi i nostri lettori.

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Se avete una passione segreta o un’idea vi consiglio di valutare l’acquisto del Passion Twist, e potete farlo approfittando di uno sconto del 10% se utilizzate il codice sconto passionvenere. E poi venitemi a dire quali sono le vostre idee nascoste nel cassetto.

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  • Sara Ianelli

    Sei stata bravissima Anna a trasformare una passione in un lavoro e costantemente ci dimostri coraggio e tenacia nel perseguire i tuoi obiettivi. Non vedo l’ora di conoscerti al corso di Bologna di domenica 3 aprile! A proposito, puoi dirmi se inizia alle 14 o alle 14.30? Ho trovato entrambi gli orari (sul tuo blog e sulla mail di conferma di Annapaola). Grazie e a presto.

    • Grazie Sara, il corso inizia alle 14:30 ma ci vediamo alle 14 per prendere posto il materiale etc 😉

      • Sara Ianelli

        Perfetto! Non vedo l’ora! Forse è una domanda sciocca: al corso è meglio che ci vestiamo con abiti aderenti, affinchè tu possa valutare più facilmente la nostra forma, o che ci vestiamo secondo il nostro gusto in modo che tu possa dirci se ci dona o meno? Grazie. A presto.

        • Vann bene abiti normali, basta che non siano larghi e rigidi, diciamo che una maglietta aderente su jeans va benissimo o un abitino morbido. Ecco giusto l’abito a trapezio rigido è da evitare 😉

  • Elisa_Health_Coach

    Sono commossa! Più Passion Twist per tutte!

  • Cristina Quattrone

    Io ho sempre desiderato tradurre, ma vorrei farlo alle mie condizioni. Dici che chiedo troppo? (Cristina la traduttrice)

    • Dipende cosa intendi per condizioni 😉

      • Cristina Quattrone

        Essere pagata in tempi decenti e soprattutto senza che tirino sul prezzo; ma,soprattutto, che comprendano che il mio è un lavoro proprio come gli altri (Cristina la traduttrice)

        • Cristina, non per disilluderti ma io ho fatto l’ingegnere per 7 anni e non ho ricevuto nè paga in tempi decenti nè accettabile, spesso ho lavorato per 7 o anche 4 euro netti l’ora senza contratto né ferie né malattia. Il mercato è questo, o si diventa talmente bravi da essere super richiesti e alzare sul prezzo o si impara a lavorare tanto e veloce.

          • Cristina Quattrone

            Cara Anna, per lo meno tu venivi pagata, anche se poco (nel mio,se tutto va bene e non ti fanno storie, il pagamento dovrebbe essere a 60 giorni,che poi diventano 90 o 120 e se devi fare ad esempio una visita specialistica,non puoi dire al medico che pagherai a 60 o 90 giorni). Nel mio settore purtroppo (il discorso è molto complesso e articolato,per cui proverò a riassumerlo in modo semplice), non esiste un ordine professionale, come per gli architetti, i medici, i commercialisti eccetera. Il mio è il mestiere (o uno dei mestieri) più liberalizzato di tutti. In assenza di un ordine, le tariffe si giocano al super ribasso, suffragate dal fatto che la mia categoria non rivaleggia unicamente con concorrenti italiani o europei,ma con tutto il mondo,per cui, se trovi ad esempio un indiano o un cinese che parlano italiano e che dall’altra parte del mondo possono fare un lavoro decente, saranno loro ad avere la commessa. Ho esposto ai miei colleghi coetanei la mia teoria e tutti (o quasi) sono stati concordi: quando non esisteva ancora il pc con Internet e le traduzioni si facevano con la macchina da scrivere e si spedivano per posta, i traduttori cosiddetti “senior”, potevano fare il bello e il cattivo tempo, fissando le tariffe a proprio piacimento, sicuri che nessuno avrebbe avuto nulla da obiettare. Nessuno di loro, dati i tempi di vacche grasse, ha mai sentito la necessità di creare un ordine professionale in grado di tutelarli, anche perchè ai tempi non ne avevano bisogno.Con l’avvento della tecnologia, si sono accorti che i bei tempi volgevano ormai al termine e così, mentre noi ragazzi studiavamo per fare tale mestiere, loro si creavano un “paracadute”, in modo da uscire indenni dalla situazione (intendo dire insegnamento,corsi e altro) lasciandosi solo i clienti più affezionati e danarosi. Oggi, sono gli stessi che criticano noi giovani dicendo che roviniamo il mercato, applicando (non è il mio caso) tariffe da fame. Ma ovviamente, quando fai notare loro che ai tempi non hanno fatto nulla per le generazioni future, guarda un pò si scaldano tanto. Spero di aver esposto la questione con chiarezza. Se hai bisogno di sapere altro, no problem (Cristina la traduttrice)

            • no forse non hai capito, in tutti il settori il pagamento è così e io venivo pagata anche dopo 4 mesi, e al momento per esempio il mio ex studio mi deve tante mensilità arretrate e se fossi rimasta a partita iva avrei dovuto fargli causa per averli. Ti assicuro che l’ingegneria è tra i primati in non-pagamenti. Ah e ovviamente la responsabilità se succede qualcosa alla struttura ce l’hai anche se nn ti hanno pagato.

            • Ah e aggiungo che il mio ex mestiere anche se aveva un ordine (che ciucciava soldi e basta) non aveva un minimo di retribuzione, da nessuna parte, mai e nemmeno dei contratti per ingegneri, e inoltre non potevi pagarti l’inps (che va a percentuale) ma l’inarcassa che ha un contributo minimo fisso a 3000 euro annui, anche se tu quell’anno ne guadagni 6mila per dire!

              Mi spiace che tu lo vorresti ma l’ordine non protegge proprio nessuno, anzi si fa i fatti suoi e i suoi soldi!
              Basti pensare al fatto che ha legittimato le finte partite ive che sono la vergogna dello stato italiano, dopo ci sono solo gli schiavi!

              • Cristina Quattrone

                Cara Anna, ti faccio una confidenza; mi piacerebbe poter “prendere in prestito” questo tuo commento, per inserirlo nel gruppo Facebook dedicato ai traduttori al quale appartengo (magari riproponendo la questione “albo sì,albo no”). Nel mio settore, sebbene sia convinta che per le dinamiche proprie dell ostesso, un ordine sarebbe stato auspicabile, avrei voluto che AITI (l’associazione italiana interpreti e traduttori) avesse almeno fissato una tariffa minima di riferimento, al di sotto della quale si sta in pratica lavorando gratis, ma non hanno voluto fare neppure quello :-(. Grazie per aver condiviso il tuo pensiero, raccomandomi la situazione di chi, invece, l’albo ce l’ha (Cristina la traduttrice)