Scritto da voi: Ero dimagrita, ma non ero felice

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Chi: Cinzia
Segni particolari: sognatrice ricciolina
Odi: chi mi dice"perché non parli?"
Amici: ne vorrei di più
Forma: clessidra(ancora stupita!)
Odio: le attese e dovermi tagliare i capelli
Amo: i cani, i libri, i film sud coreani, la pioggia, gli abbracci, gli aperitivi
Amerei: avere più certezze sul futuro e avere il mio ragazzo vicino e non a 200 km di distanza

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thatkindofwoman

Ho attraversato un periodo triste, e mai avrei detto che a causarmi un subdolo malessere sarebbe stato proprio quel dimagrimento a cui avevo sempre aspirato.

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convolutedstateofmind

Ho iniziato a dimagrire facendo attività fisica regolare, senza grosse rinunce alimentari, e senza dirlo a nessuno (neanche al mio fidanzato): era una cosa solo mia.
L'ho fatto per piacermi di più, per smettere di guardarmi allo specchio coprendo le maniglie con le mani, e anche perché colpita da alcuni commenti poco delicati sulla mia pancia sporgente e sul mio fisico lievemente appesantito dalla sedentarietà.

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dailydoseofstuf

Pur non partendo da un eccessivo sovrappeso (63.5 chili per 1.65) ho perso in cinque mesi poco più di sette chili (complici anche problemi di salute), ma, guardandomi allo specchio, più che la soddisfazione per le maniglie ridotte, il pancino diminuito,le cosce che finalmente si separavano, notavo tristemente il seno perso e il mio viso dimezzato, ma più in generale, non mi riconoscevo più. Le mie forme, da sempre morbide, burrose e rassicuranti, avevano lasciato il posto ad un fisico asciutto, e spigoloso, che non mi apparteneva. Io avrei voluto solo perdere le maniglie e la pancia sporgente, non diventare un'altra!

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centripetal

Ho scoperto che il dimagrimento localizzato non esiste: sì perché dimagrire, così come ingrassare, significa cambiare integralmente, e non è detto che il cambiamento sia il benvenuto, o che, laddove programmato, si accosti a quanto immaginavamo, o che ci aiuti nell'accettazione del nostro corpo: se io non ci ero riuscita per 27 anni ad accettare il mio corpo, senza poi alcun sovrappeso o problema particolare, come potevo pensare che in pochi mesi avrei risolto il mio rapporto con lo specchio semplicemente vedendo l'ago della bilancia assestarsi ad un peso leggermente inferiore?

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sincerelykinsey

Le persone accanto a me poi hanno contribuito ad acuire questo mio malessere: "Sembri malata", "Stavi meglio prima", "Sei dimagrita soprattutto in faccia", "Mangia che non stai in piedi", "Hai le ossa di fuori", ecco un piccolo assaggio del body shaming vero e proprio che gentilmente la gente mi offriva, beninteso nel mio interesse. E dunque 63 o 56 chili, poco importava: non andavo bene lo stesso, ero sempre oggetto di commenti non richiesti, che mi imbarazzavano, e incrementavano il mio senso di smarrimento.

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hisaemi

Così non ho accettato il mio cambiamento, anzi, l'ho vissuto male, tentando di nascondermi dietro vestiti informi e larghi, temendo realmente di essere dimagrita troppo, quando ero, e sono, perfettamente normopeso.
Avevo sempre pensato che la magrezza fosse una comoda armatura, ma mi sbagliavo. Mi scoprivo ancora a guardarmi con disprezzo allo specchio, a coprirmi le maniglie con le mani e a pensare: "Mah, forse con altri due chili in meno..."

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endless-shadow

Quanto mi ero fatta condizionare inconsciamente da tutte le cavolate che la pubblicità ci propina, nell'intento di standardizzarci, farci sentire sbagliate e in colpa per quello che siamo, al fine di venderci qualsiasi cosa!
Ero dimagrita, ma non ero felice.
Ero dimagrita, ma ancora non mi piacevo. Poi ho capito, che per piacermi non sarei mai dimagrita abbastanza. Il mio nemico non era il mio corpo, come svuotato, e segnato dalle smagliature, ma con ancora quell'odioso scalino sul punto vita.
Il mio nemico era nei miei occhi, che non mi vedevano bella, e nella convinzione che necessariamente valesse per tutti la formula magica magro = bello = felice, quando non erano i chili in più ad impedirmi di valorizzarmi, ma ero io che vi rinunciavo per colpa dei chili in più, delle bracciotte, delle cosce, delle maniglie, della pancia... Per colpa del mio corpo, insomma per colpa di me stessa.

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goodmenproject

Poi, per caso, ho scoperto il blog di Anna, che mi ha anche permesso di conoscere il blog di Sara, che a sua volta mi ha fatto scoprire il blog di Lara, e poi ancora il blog di Veronica, quello di Cristina l'Estetista Cinica, di Alessandra, di Federica.
Ecco, comprendere che non ero sbagliata, che non tutti gli abiti erano adatti al mio fisico , che se qualche giorno sembravo malata non lo ero sul serio, ma era solo colpa di un colore che non mi valorizzava, o che un cappotto ad uovo non dona proprio a nessuna, o che c'era un motivo se con i tacchi camminavo come un piccione, o che ci si può mettere in gioco pubblicamente con il sorriso e tanta voglia di dare, o che quella che volgarmente chiamiamo cellulite non è un inestetismo della pelle figlio della sola sfortuna, mi ha aiutato e mi aiuta davvero, a conoscermi e ad accettarmi così come sono, a volte anche solo a prendere me stessa e le mie paturnie più alla leggera, e mi ha insegnato che valorizzarsi è possibile sempre, basta conoscersi e volersi bene. E che il miglior accessorio è il sorriso.

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thehouseofhendrix

Ho capito che ogni donna è diversa e unicamente bella. Che non è la taglia o il nostro corpo il problema, ma i nostri occhi che non si stancano mai di giudicarci, o di paragonarci ai modelli che ovunque ci propinano di eteree donne che non ci rappresentano, che fanno bella mostra di se, ma non hanno niente da dire, da insegnare, da condividere.

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alyssajfreitas

Tutto quello che ho imparato grazie a voi avrei voluto saperlo prima, molto prima, anche se credo che la consapevolezza faccia sempre un bene enorme, a qualsiasi età. Anche se adesso, tra armocromia e forma del corpo dovrò buttare metà del mio guardaroba, e anche se non faccio altro che pensare, quando vedo una donna "Pera? Mela? Estate? Autunno? Stadio di cellulite? Forme del piede?", mi avete aiutato tantissimo.
Insomma... Grazie.

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