Scritto da Voi: Vita da modella

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Chi: Marzia
Segni particolari: ipercritica
Nemici: la stupidità umana
Amici: la natura e gli animali, i gatti i primis
Forma: bella domanda...o clessidra con poco seno o pera con spalle larghe
Odio: gli stupidi, categoria nella quale rientrano un po' tutti i peggiori esempi di esseri umani, svegliarmi presto e dover fare colazione in fretta e furia
Amo: i gatti, la natura, la scienza, la musica, dipingere,  la moda, le cose antiche, le cose belle e gli orecchini!
Amerei: la razza umana, se solo si rendesse conto che distruggere questo mondo è la peggiore nefandezza di cui ci possiamo macchiare.

Vivi da Modella, è la moda che te lo ordina!
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La moda, oggi, sperimenta nuove frontiere della discriminazione: ti fa sentire inadeguata non per il tuo peso, taglia, forma del corpo o colore della pelle, ma per il tipo di vita che conduci.
Sei una donna comune, presa fra il lavoro d'ufficio, i figli, l'università e una vita sociale media fatta di serate in pizzeria, tè con le amiche, gite al mare o in montagna. Ogni tanto hai anche qualche evento più mondano: matrimoni, feste di laurea, e quelle tre o quattro serate veramente eleganti all'anno (e già sento di aver esagerato con la mondanità di tutte quelle persone comprese sotto l'ottantacinquesimo percentile della popolazione).
Fin qui nulla da dire, sembrerebbe una vita tranquilla, desiderabile... dov'è il problema? Il problema lo fa la moda, lo fa il fatto che vorresti sentirti carina e ben vestita e che magari apprezzi il colore dell'anno e ti piacerebbe avere un abitino in quella tinta, ma... C'è sempre un ma... Cominci a girar per negozi all'arrivo delle nuove collezioni a marzo e già ti piglia lo sconforto perché vedi solo camicie velatissime e maglioncini traforati, che per la comunione di tua nipote ai primi di maggio ti sembrano un po' azzardati dato che il diluvio e la temperatura polare ormai sono sempre in agguato anche a fine luglio. Ti fai forza e pensi: "Ok, entro in quell'altro negozio, è un punto vendita di un brand che ha abbigliamento un po' più costoso, ma magari trovo qualcosa di più consono all'occasione, che riesco anche a sfruttare anche per le riunioni di lavoro e non indossare i soliti pantaloni e maglietta." E invece no, anche il secondo negozio ti tradisce, anche il terzo, il quarto, il quinto... anche quelli della città vicina e di quella un po' più in là...

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E allora, dopo il ventesimo paio di shorts che vedi, dopo la trentesima minigonna a ruota che provi e fa immancabilmente vedere gli slip non appena tira un refolo d'aria, dopo il quarantesimo vestito che riappendi sconsolata tra gli altri perché ti parla di nefrite e colite a prima vista dato che ha un enorme immenso buco sulla schiena che manco il cratere lasciato dal meteorite che, caduto 65 milioni di anni fa, ha causato l'estinzione dei dinosauri... Dopo tutto ciò pensi: "Ma forse faccio una vita di m.. schifosa io?? Eppure sono alta e magra, corrispondo abbastanza agli standard malati di questa moda e leggendo il blog di Anna ho imparato a scegliere i tagli di abiti migliori per la mia forma del corpo, perché non trovo nulla che possa andar bene per la comunione di mia nipote? Perché sono costretta a mettermi sempre jeans e camicetta per andare a lavoro e non trovo uno straccio di gonna che sia adeguata all'ambito lavorativo? Certo che se andassi a un bel party in spiaggia alla luce delle fiaccole, magari a Palm Beach, potrei mettermi quel meraviglioso maxi dress svolazzante senza spalline a fantasia tropicale che ho visto ieri in vetrina... si certo... ma quando mai mi capiterà? E sarà opportuno andare al matrimonio della mia migliore amica con quell'abitino meraviglioso verde acqua vagamente anni cinquanta, ma tragicamente corto e scollato sulla schiena fino all'osso sacro? Beh, magari se invece di sposarsi in chiesa al paesello e fare il pranzo in agriturismo facesse la cerimonia in Municipio a Milano e poi il ricevimento alla Terrazza Martini... peccato non avere amiche chic milanesi..."

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Ebbene con queste farneticazioni dove voglio andare a parare? 
Voglio far riflettere su questo punto: per un buon 90% del totale i capi di abbigliamento proposti dai vari brand e imitazioni hanno l'insormontabile difetto di non essere adatti a noi, ma non solo dal punto di vista del colore, della forma o della taglia, ma (che è peggio! direbbe Puffo Quattrocchi) dal punto di vista dello stile di vita. E non sto parlando di scalatrici di K2, missionarie, soldatesse o astronaute, sto parlando di noi povere comunissime mortali che fanno una vita simile a quella che ho sopra descritto, che hanno un minimo di dress code al lavoro, che vivono una vita sociale di medio profilo, per non dire medio basso, ma non per questo si devono sentire delle miserabili straccione.
Non siamo tutte veline o modelle, non abbiamo più tredici anni da poter andare in giro in ogni occasione  con gli shorts di jeans (e anche a quell'età a scuola non è decoroso indossarli, a mio avviso). Vorremmo solo poterci abbigliare in modo fresco e giovanile, senza rubare le gonne alla nonna per la disperazione.

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Tengo a precisare che la critica non è indirizzata al fatto che certi capi di abbigliamento tipo crop top, shorts,  abiti "bucati" vengano proposti, anzi, ben vengano. Mettono allegria, sono fantasiosi e e se c'è chi se li può e vuole permettere è giusto che li abbia a disposizione.

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La critica è rivolta al fatto che siano presenti  in netta prevalenza sulle altre tipologie di abiti più "portabili" per la maggioranza di noi. E quindi, come ben sappiamo, nostro malgrado, quasi tutte, già a causa di taglia, cromie e conformazione fisica abbiamo le nostre brave difficoltà a trovare qualcosa che ci doni, se riduciamo anche il numero di capi disponibili, abbigliarsi diventa una vera odissea..
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