Scritto da Voi: La Donna a Mela nell'Arte

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Chi: Francesca, una sognatrice
Segni particolari: tenera fuori, tosta dentro
Nemici: la disillusione
Amici: chi sa amarmi con tutti i miei… libri
Forma: mela a otto
Odio: certi commenti maschilisti; portare il 42 di scarpe
Amo: i giorni di sole e la luna piena; essere alta 1,72
Amerei: avere molto coraggio.

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cjwriter

 

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etsy

 

Care amiche mele, vi scrive una mela che, dopo tante lotte contro sé stessa, è finalmente arrivata ad apprezzare la propria forma. 
Non è facile essere una mela: vittimismi a parte, è la forma più trascurata e svilita dalla moda, la più ferocemente ammonita dalla medicina e dal fitness. A dar retta a certi siti di fashion e di “benessere”, dovremmo aspettarci di crepare di infarto o di ritrovarci diabetiche da un momento all’altro, nonché fustigarci per la nostra pancia tonda e rassegnarci a ingrassare a dismisura, se solo oseremo non passare tutti i nostri pomeriggi a sfiancarci in palestra e tutti i nostri pasti a mortificare l’appetito con insalatine e fettine ai ferri!

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Botticelli Nascita di Venere

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Giorgione Festa campestre
Googlare per credere: in molti siti la mela è distinta dalle altre forme non per la… forma, ma per l’essere Grassa, con la G maiuscola, l’unica forma Grassa, che raggruppa in sé le varianti Grasse di tutte le altre forme. Come se una mela in sovrappeso fosse la stessa cosa di una pera. E come se una mela non potesse essere anche magra e una clessidra non potesse essere anche grassa. Colpevoli di Grasso e rinchiuse tutte nel Girone dei Golosi e Incontinenti.

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Guercino Venere, Marte e cupido

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Tintoretto La tentazione di Adamo
Fortunatamente c’è anche chi, come la nostra Anna, descrive le cose in modo molto più oggettivo e incoraggiante, mettendo tutte le forme sullo stesso piano. Questo già riesce a farci finalmente riappacificare con lo specchio e con il vestire, eppure rimane un ostacolo: i “canoni” estetici. 
Per i criteri oggi più comuni, quali sono le forme che possiamo chiamare “belle”? Clessidra e pera, le più “femminili”, e rettangolo, la più slanciata ed eterea. Alle mele e ai triangoli invertiti non resta che aggiustarsi per sembrare quanto più simili possibile alle tre forme ritenute più belle.
Nessuno sembra disposto a concedere alle mele la facoltà di avere un bell’aspetto in quanto mele… ma perché? 
Non avranno mica paura che la clessidra venga spodestata dalla mela?!

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Manet Colazione sull'erba

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Tiziano Venere di Urbino
E invece… se in un certo senso fosse così? In fondo, il podio del canone estetico non è sempre stato occupato dal trio clessidra-pera-rettangolo, “tante curve al posto giusto (giusto, poi, in base a cosa?)”,  “più magra, più bella (e più sana e più ricca)”. 
In molti dipinti dei secoli passati compaiono figure femminili nude o seminude, delle quali perciò possiamo indovinare la forma del corpo. Spesso è volentieri si tratta di mele, e belle in carne, pure. 
Mele o non mele, sono le curve a spadroneggiare, specialmente nei quadri di Rubens, che amava molto anche la nostra famigerata cellulite. Se siete un po’ curvy e avete osservato qualcuno dei suoi dipinti, avrete anche riflettuto che un tempo avere del grasso addosso era un pregio estetico, nonché, o meglio perché, segno di ricchezza. Oggi il contrassegno dominante di bellezza è un delicato equilibrio di “curve al posto giusto”, magrezza, giovinezza e tonicità, che si può ottenere e mantenere solo con tanta dote naturale e anche tanti soldi per pagare palestre, diete, trattamenti estetici e chirurgia plastica. Oggi bello è chi fa la bella vita, ovvero chi è ricco, e lo stesso accadeva nei secoli passati. 
Le donne raffigurate nei dipinti di epoca moderna (dal Rinascimento fino all’Ottocento) sono quasi sempre grassottelle, mentre la preferenza data ad una forma rispetto all’altra dipende dai gusti del pittore o della committenza, o dalle mode dei tempi.

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Rubens Le tre Grazie

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RUBENS Il giudizio di Paride

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Rubens La morte di Didone
Per incontrare una serie più sistematica di donne a mela dobbiamo risalire più indietro, fino all’arte greca di quasi due millenni e mezzo fa. 
Care mele, avete presente certe famose statue di Afrodite, la terribile dea dell’amore, al cui fascino nessuno può resistere? La dea amante di Ares, il dio della guerra, che lei può placare o scatenare a piacimento? La dea della prostituzione e degli inganni, come anche delle spose? Non proprio una vecchia zitella, voglio dire. Una che, in quanto a bellezza e seduzione, non era seconda a nessuna. 
Ecco, guardando le statue che la raffigurano, che tipo di corpo troviamo dietro alla grazia un po’ fredda del marmo?

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Afrodite cnidia

  • La pancia è grassottella ma uniforme, non sporge eccessivamente né in avanti né di lato. Al di sotto di essa vediamo anche le fasce muscolari.
  • I fianchi e la vita sono anche questi cicciottelli, come pure la schiena. 
  • Il punto vita è presente, ma lieve, accentuato dalla curvatura del busto (un trucco che usano ancora oggi i fotografi per creare o enfatizzare il punto vita).
  • Dal bacino in giù le rotondità diminuiscono: le cosce, esternamente, sono dritte e asciutte (coscia a mela/triangolo invertito), mentre all’interno sono più piene e si toccano fra loro.
  • Spalle e bacino hanno più o meno la stessa ampiezza.
  • Le spalle e le braccia sono… rotonde.
  • Il seno è alto e non particolarmente prosperoso. Ai suoi lati, vicino alle ascelle,  si vedono due cuscinetti adiposi. (Non so voi, care mele e mele a 8, ma io li ho sempre avuti e me ne sono crucciata per tutta l’adolescenza.)
  • Piegando il busto in avanti, la pancia forma vari rotolini di spessore crescente da sotto il seno fino a sopra il pube. 
Le caratteristiche della mela, e in particolare della mela a otto, ci sono tutte. E qui non si tratta, come nel caso dei quadri, di scelta da parte del singolo pittore. Per i Greci, infatti, la bellezza era qualcosa di piuttosto oggettivo, che si otteneva tramite una ricerca attenta della proporzione e dell’armonia. Dietro alla costruzione e alle pose delle statue e delle figure dipinte (oggi purtroppo rimangono solo quelle su ceramica) c’erano calcoli molto attenti… e delle modelle a forma di mela!
 
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Afrodite cnidia

La più famosa tra queste statue era la cosiddetta Afrodite Cnidia, scolpita da Prassitele intorno al 360 a.C. Si raccontava che i visitatori del santuario dove era collocata rimanessero così estasiati e affascinati dalla sua bellezza, che qualcuno addirittura impazziva, desiderandola come se fosse stata una donna (anzi, una dea!) vera.

L’ Afrodite Cnidia fu scolpita sul modello di una cortigiana molto famosa, combinando le sue fattezze ritenute migliori con quelle di altre donne. 
Il fotoritocco non esisteva, ma questa specie di collage funzionava ugualmente bene! Oggi le foto vengono ritoccate in modo che si avvicinino alle forme più apprezzate, ovvero la clessidra/pera e il rettangolo. Allo stesso modo, duemilatrecento e passa anni fa, le sculture incorporavano caratteristiche fisiche di varie modelle per avvicinarsi il più possibile… a quale forma? Alla mela. 
Proprio la mela veniva scelta, con una ricerca minuziosa e sistematica, per rappresentare una bellezza concepita come armonia tra le parti e seduzione irresistibile. 
Scusate se è poco!

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Venere di milo
 
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Venus de Milo Louvre
Possiamo camminare a testa alta fra tutte le altre forme, sapendo che anche la nostra può raggiungere livelli altissimi di bellezza e di femminilità, immortalati da alcune tra le più apprezzate espressioni artistiche di tutta la nostra storia. 
E forse non è un caso che molti modelli di abiti o bluse adatti alle mele somiglino al peplo e al chitone, gli abiti usati nella Grecia antica…

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Artemide cacciatrice
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