Il mio Corso a Venezia

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Appena tornata dal weekend a Venezia mi sono ritrovata con il doppio delle energie (complice probabilmente il tortino di pere e cioccolato che aveva concluso il pranzo) e tante idee in testa per il blog. Dopo essermi dedicata ai post in pubblicazione per la settimana e al nuovo header del blog, avevo ancora l'entusiasmo a mille per scrivere un racconto più o meno dettagliato del corso.

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Senza gesticolare non riesco proprio a parlare

Come ogni bellissimo weekend che si rispetti la legge di Murphy si è messa davvero d'impegno per non cercare di non farmi partire, lo sciopero generale impediva ogni spostamento che si avvalesse di Trenitalia, e il mio fidanzato che si era gentilmente immolato per la causa come autista/tecnico pc ha avuto una serie di disavventure familiari che quasi gli hanno impedito di partire.

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Nonostante questo Venezia ci ha accolto con un tempo primaverile, e dopo aver depositato armi e bagagli all'Antony Hotel siamo saliti sulla navetta verso Piazzale Roma. Venezia è una di quelle città che mi sono entrate nel cuore nonostante tutto, dovrebbe essere collegata a un brutto periodo come a Dublino, ma forse mi ricorda che posso essere felice per me, e se poi a fianco ho qualcuno che è felice con me, diventa ancora più bella. Abbiamo camminato a lungo per raggiungere piazza San Marco, ed addentrarci poi nei vicoletti (calle) lì dietro, l'odore e i colori della città mi ipnotizzano sempre, questi palazzi tutti mezzi scrostati mi piacciono molto di più di quelli perfetti e appena ristrutturati, cercavo anche di sbirciare dentro le finestre per vedere come queste case affascinanti potessero essere dentro. Per nostra fortuna, oltre a uno spritz servito in un bar con "piccione domestico", abbiamo trovato un ristorante delizioso, con fuoco acceso (e io ho una passione per i caminetti) dove abbiamo cenato prestissimo, per poi perderci tra Rialto e Piazzale Roma (i cartelli portano fuori strada, sappiatelo).

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La mattina dopo ero pronta a parlare per ore: pc collegato (grazie appunto al fidanzato che conosceva questa cosa di schermo esteso che ha il macbook), acqua a portata di mano, pastiglie per il mal di gola e microfono. Una volta iniziato a parlare è andato tutto liscio, ormai utilizzo sempre il trucco che mi hanno insegnato, parlare rivolti a una persona tra il pubblico (e cambiare dopo un po o si sente troppo osservata), e quando inizio a trattare questi argomenti non mi fermo più. Oltre al questionario sulle forme del corpo e alla conferma della propria, nel pomeriggio abbiamo fatto due giochini che ci hanno aiutato a vederci con occhi un po' diversi, e spero, un po' più belle come realmente siamo.

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Grazie a Verdementa che mi lascia usare la sua immagine

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In coda in attesa del verdetto

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Romena, che ha organizzato tutto, e ha un abito che le enfatizza le spalle

A questo punto non vedo l'ora di rifarlo, e meno male che la prossima data, il 23 novembre a Milano, è vicina. Abbiamo già il corso mezzo pieno quindi affrettatevi se volete iscrivervi. 
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