Scritto da voi: Una Pera Intelligente

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Chi: Giulia
Segni particolari: studentessa di giurisprudenza troppo ambiziosa
Nemici: le persone pettegole
Amici: pochi,ma buoni
Forma: pera
Odio: i bigotti
Amo: la danza ed il profumo dei libri nuovi
Amerei: essere più consapevole del mio valore

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Una pera Intelligente

Si,sono una pera. Ne sono ben consapevole,da quando avevo circa tredici anni. Aver praticato la danza classica per una vita, ed avere una sorella minore che sta bene anche con un sacchetto della spazzatura attaccato al collo mi hanno resa sempre molto critica nei confronti dei miei fianchi troppo larghi. Perchè a me le gonne a tubo non stanno per nulla bene, a mia sorella si. Perchè a me il tutù sta stretto nella parte della tutulette, perchè i pantaloni a vita alta che tanto amo mi fanno sembrare una salsiccia, perchè il sopra del costume va bene la 42 ma per il sotto almeno la 44, perchè ho le caviglie tozze ed i polpacci da terzino e tutte queste cose nello specchio di una sala danza si vedono tantissimo. Specialmente con le calze bianche. 
Ma, avendo la fortuna di essere nata in una famiglia in cui l'intelligenza, il pensiero critico e l'impegno sono stati sempre valutati più della misura dei fianchi, e non essendomi mai mancati ragazzi ed ammiratori, la forma del mio corpo non mi aveva mai ossessionato. Impensierito certo, a volte deluso, ma, con l'aiuto della mia attenta mamma nello scegliere i vestiti giusti, e le soddisfazioni in campo scolastico ed universitario, mi ero sempre sentita gratificata e appagata. Il mio motto era "Meglio due centimetri di cervello in più, che due centimetri di fianchi in meno". 
Ma poi è arrivato lui: brillante, simpatico, pieno di fascino. Orrendamente superficiale, ma questo l'ho capito solo dopo.
In realtà i segnali c'erano tutti: "Non dovresti metterti quegli shorts, lo sai che hai le cosce troppo grosse", "Guarda M. come sta bene con quella minigonna, non mi ero accorto che aveva quelle gambe","Dovresti leggere un po' di meno e andare un po' di più in palestra, e non cucinare tutti quei dolci", erano battute che mi rivolgeva frequentemente.
Io sapevo che per lui l'aspetto fisico di una donna aveva molta importanza, ma quando ci eravamo messi insieme mi aveva detto che io ero "troppo" meglio delle altre e che i miei fianchi morbidi non li guardava nemmeno. Stupida, ci sono cascata, da brava pera quale sono.
Passiamo un anno insieme, ed io ci metto l'anima in questa relazione per cercare di farlo stare bene mi invento di tutto, inizio anche una dieta molto rigida grazie al quale perdo un paio di kg. A Maggio, proprio quando mi sembrava che la nostra storia stesse finalmente prendendo una piega diversa, la bastonata: "Ti chiedo scusa, ma io non ce la faccio proprio. Intellettualmente sei perfetta, ma fisicamente proprio non ci siamo e non posso stare con una persona che mi piace solo intellettualmente. Ci ho provato, ma non riesco a non vedere che le tue cosce sono troppe grosse". Non sto scherzando, ha detto proprio così.
Il mio incubo è cominciato quel giorno: non riuscivo più a vedere altro che la sproporzione tra i miei fianchi ed il resto del mio corpo. Era come se avessi preso 5 taglie in più con una sola frase. Smisi di mangiare, tiravo avanti a cracker, un pò d'acqua e multicentrum per non crollare. Piangevo tutto il tempo, e non riuscivo a studiare. Ho perso una sessione d'esami, e anche 6 kg in due mesi. Ma per quanto mi sforzassi, allo specchio vedevo solo i miei fianchi e le mie cosce ed erano sempre enormi. Accettavo di mangiare, solo perchè obbligata, spesso vomitavo volontariamente. Ero sull'orlo di un baratro, e la mia parte razionale lo sapeva, ma non riuscivo a farne a meno.
Inaspettatamente, il mio distruttore è stato anche la mia salvezza. Incontrandolo per caso, poco dopo la fine della mia disastrosa sessione d'esami, la prima cosa che mi sento dire, oltre al saluto è "Ma come stai bene adesso, perchè quando stavamo insieme non eri così?".
È stato come se mi fosse suonato, un campanello in testa. Lo schiaffo è partito automatico
Da un mesetto sto meglio. Grazie al'aiuto dei miei genitori e delle mie instancabili e meravigliose amiche, ho ritrovato me stessa. Perchè io sarò pure una pera, ma sono una pera intelligente. E anche se ancora non riesco a guardarmi con la stessa fiducia di prima, non permetterò più a nessuno di farmi sentire inadeguata. E voi ragazze, che siate pere, mele, clessidre o rettangoli, di qualunque taglia siate non permettete mai e poi mai a nessuno, tantomeno ad un uomo, di dirvi come dovreste essere. Siamo tutte meravigliose, indipendentemente dal nostro corpo. E tutte ci meritiamo di sentirci splendide e apprezzate, sia con i nostri spigoli che con le nostre morbidezze.
Ma dobbiamo essere noi stesse in primo luogo ad amarci e rispettarci. Io ho ricominciato da poco a farlo, voi cercate di non smettere mai.

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Sweet Remedy
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