Le cattive voci nella nostra testa

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Lavorare su noi stessi, e non dal punto di vista fisico, secondo me è indispensabile per essere sereni e riuscire ad affrontare la vita di tutti i giorni. A maggior ragione se attraversiamo un periodo difficile o stressante.

Possiamo farlo in molti modi, scrivendo un diario, vuotando il sacco con un'amica ogni settimana, imparando a spegnere il cervello con lo yoga o lavando via i pensieri cattivi con una nuotata, o come fanno tutti in America mentre da noi è ancora un tabù, con uno psicologo.
Qualsiasi sia il modo che vi è più congeniale vorrei suggerirvene uno molto rapido che si può aggiungere.
A volte i vestiti non bastano, indossiamo l'abito che ci dona, facciamo più volte il gioco del camerino, ma lo specchio continua a guardarci e dirci che facciamo schifo.

 
La prima cosa da imparare è che noi non abbiamo sempre ragione, la nostra testa non dice verità assolute. Può essere un colpo da digerire, ma già sappiamo che la nostra percezione non è oggettiva, men che meno su noi stessi. I pensieri che si creano e che si affacciano nel nostro cervello, che abbiamo imparato ad ascoltare e con cui abbiamo imparato a convivere, possono essere zittiti.

Se vi guardate allo specchio e inizia la solita solfa: "Ma sei proprio grassa, guarda che culone, pigra come sei pensi che possa andare via? Sei proprio un'idiota ad essere andata a cena fuori ieri. Inutile sbattersi a vestirsi bene tanto si vede che sei cicciona!" Siete abituate ad ascoltarla, crederle, demoralizzarvi. Beh, sappiate che questa voce non urla più forte perché siete davvero grasse e avete un reale problema di salute. Urla forte anche su una donna rettangolo taglia 40, o una pera con pantaloni 42. Su di me urlava forte quando pesavo 5 chili di meno, ora non c'è più, l'ho mandata via io! Lei non è me, lei è un pensiero disturbato che ha preso forza, alimentato dalle immagini pubblicitarie, da qualche amica un po' stronza, da qualche ragazzo particolarmente idiota e presuntuoso.
È come se dentro di noi ci fosse l'alieno di The Host (io ho già letto il libro) e ogni volta che lo ascoltiamo diventa più forte, ogni volta che desideriamo non essere noi stesse lui cresce.
Come si fa a liberarsene? È più semplice di quanto si pensi, perché questo alieno è debole, ed è codardo, si nutre di noi come un parassita, se noi smettiamo di dargli retta sparisce.
Non ascoltarlo all'inizio sarà difficile, quindi la cosa migliore è rispondergli
"Guarda come sono grass..." "Oh, piantala, dammi tregua!" 
"Che pancia enorme come posso indossare.." "Oh, enorme non esageriamo, e poi era così buona la crêpes alla nutella che ne vale la pena, meglio con un po' di pancia ma felice!"

All'inizio potreste sentirvi un po' pazze, ma funziona, funziona davvero! Anche solo riconoscere che si tratta di una voce che ci fa star male, fatta per farci stare male, ci aiuta a vederla arrivare e zittirla subito. In fondo, è vero che noi donne siamo brave a fare le martiri, ma farci del male da sole è un po' esagerato, inoltre cosa ci viene di positivo dal continuare ad abbatterci? E non venitemi a dire che ci aiuta a cambiare perché la voce che ci aiuta a cambiare è propositiva non disfattista: 
"Ecco potrei cercare di prendermi un po' più cura di me, sabato propongo alla mia amica se le va una gita in bici o una giornata di shopping" mentre il solito alieno direbbe: "Sei pigra, finché non fai qualcosa non cambierai, ma poi non ce la farai ad andare in palestra perché sei troppo impegnata nel lavoro quindi non riuscirai mai a buttare giù questa pancia schifosa!"

Io il mio alieno ormai l'ho zittito, quando iniziate a zittire il vostro?

Non dimenticate di iscrivervi al mio Corso di Moda se siete di Genova o dintorni. Ci sono ancora posti liberi.
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