Scrittura creativa al Fashion camp

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Non è stato facile per me alzarmi alle sei di domenica mattina, non è stato facile trovare il tempo di fare questa gita a Milano in questo periodo frenetico, non è stato nemmeno semplice trovare il tempo per comprare il biglietto del treno nè ritrovarmi da sola alla stazione senza Iaia che con le mie stesse ansie mitigava le mie.


Appena ho saputo che avrebbero organizzato un Fashion Camp in versione natalizia ho desiderato tantissimo partecipare, quando poi la mia amica Irene di MixandMatch mi ha detto che avrebbe fatto di nuovo un workshop di scrittura creativa non ho davvero saputo resistere. Non sapevo ancora come sarei salita, chi sarebbe venuta con me, ma ero già iscritta al workshop e non vedevo l'ora di seguire le sue istruzioni. Infatti io e la scrittura andiamo d'accordo, siamo grandi amici come potete vedere, quasi quanto sono miei amici gli errori di battitura e gli abiti anni 50. Ma la scrittura creativa è un altro paio di maniche, inventare non è mai stato il mio forte, non sono creativa, nemmeno il mio percorso di studi lo è ed ero molto ansiosa di imparare.
Così dopo una sveglia all'alba, un mal di pancia da treno mi sono presentata in via Garibaldi 117 alla dream factory con il mio ricordo di Natale e l'iPad con batteria ben carica.




Irene ci ha coccolato con la Polvere di Fata (novità Douglas, che devo assolutamente avere) e le liquirizie e ci ha fatto condividere ricordi di Natale scrivendoli su dei bigliettini. Poi ciascuna ha pescato il ricordo di un'altra e su quello ha dovuto scrivere una storia. Il mio era: "i viaggi interminabili in Puglia dai parenti" Panico, non sono mai stata in Puglia... E poi ho iniziato proprio così, Puglia, non sono mai stata in Puglia... Immaginando la storia raccontata in prima persona, di una ragazza che sta raggiungendo il fidanzato in Puglia per passare il Natale con tutta la sua famiglia rocambolesca e un po' giudicante, e tutti i viaggi mentali e timori che si fa lei in macchina. Ve la copierei qui, ma visto che racchiude molte similitudini personali che fanno anche riferimento a qualche realtà, non me la sento di renderla pubblica.
È stato molto bello leggerlo alle altre ragazze, assolutamente non infastidite dal fatto che io mi impappinassi ogni tanto a causa della mia dislessia, che hanno riso a qualche battuta e sono state attente ad ascoltare. Era la prima volta che potevo assistere alla reazione di qualcuno che legge quello che scrivo ed è stato davvero bello. Bello è stato anche leggere quello che hanno scritto le altre, specialmente Gabriella che aveva pescato il mio ricordo, il mio primo Natale con mio cugino di un mese tra le braccia, e ne ha fatto un prequel.


Lineagolosa.tv

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Appena finito il workshop mi ha raggiunto Irene di Lo stile De Stijl e finalmente abbiamo avuto l'occasione di conoscerci di persona dopo due anni di frequentazione on line. E abbiamo avuto l'occasione per abbuffarci di ottimo prosciutto crudo, che dopo la colazione alle 6:30 era quello che ci voleva, e poi Irene (Mix&Match), mi ha mostrato angoli di Milano di cui non sapevo nemmeno dell'esistenza facendomi passeggiare al fresco e rilassandomi mi è pure passato il mal di testa. Alle 4:45 però ho deciso che avrei preso il treno delle 17:05, quindi ho corso fino alla metro, ho corso fino alla biglietteria, ho corso fino al treno e poi credevo di svenire, questo infatti è il risultato.


Purtroppo ho avuto poco tempo per girare per gli stand, ho rivisto i bellissimi abiti di Raptus and Rose di cui vi avevo già parlato, e ammirato i gioielli MartuMilano dell'omonima Marta che aveva preso parte al corso di scrittura creativa e che crea gioielli in argento e pietre, mi sono innamorata degli orecchini a stella, con clips. Ho potuto inoltre chiacchierare con Naomi Tolentinati autrice di Naomit72@ che era da poco passata a Genova, ma che avevo avuto la sfortuna di non incontrare. Abbiamo iniziato a parlare con lei e non ci saremmo fermate più, discutendo di come il buonsenso ogni tanto sia sparito assoggettato alle regole della moda o alle non regole del vestire. E' stata così gentile da regalarmi il suo libro con dedica e mi sto divertendo un sacco a leggerlo e commentarlo, eh sì perché vuoi la forma di Moleskine gigante, vuoi le righe e l'aspetto battuto a macchina, è un libro che fa venir voglia di scrivere. Io ci vado a nozze e sottolineo le parti in cui sono d'accordo o rispondo dove dissentisco, so che Naomi apprezzerebbe molto e potrei anche rispedirle il libro alla fine della lettura per instaurare una specie di conversazione epistolare.

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La sera ho toccato il letto e sono svenuta con il libro in mano, è stata una giornata pesante, ma ne è valsa la pena, come in un puzzle da diecimila pezzi oggi ne ho aggiunto un altro a comporre il mio carattere, a trovare me stessa in tutte le mie sfaccettature. Quel pezzo è venuto fuori da solo, quando dal vuoto totale ho sentito l'urgenza di riempire la pagina dell'ipad, senza nemmeno fermarmi un attimo. Quando rileggendo ad alta voce e impappinandomi, le ragazze hanno riso non di me ma delle mie battute  E ad ascoltare Irene che mi spiegava come fosse importante essere se stessi quando si scrive e andare a fondo tirando fuori qualcosa di noi. Vorrei solo essere più vicina e poter seguire il suo corso di Scrittura creativa, dato che dopo che sono uscita di lì ho solo desiderato "buttare la mia laurea e vivere solo di parole!" come canta Antonello.
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