Fashion Books: Ma come ti vesti?

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Il programma di Enzo e CarlaMa come ti vesti? l'ho seguito fin da subito, mi affascinava tutto. La caccia dentro l'armadio della mal capitata, il giro per negozi, i commenti caustico-affettuosi di Enzo e i consigli mirati di Carla. Devo ammettere che non ero sempre d'accordo con i look proposti, la mia idea di vestiti come sapete è meno modaiola e più utilitaristica, e non potrei mai costringere qualcuno ad indossare i tacchi se li odia... La gonna forse si!
In ogni caso ho cercato di non perdermi una puntata e quando la mia amica Laura per Natale mi ha regalato il loro libro ne ero ben felice ed eccomi qui per inserirlo nella categoria del Fashion Books recensiti.

 

 

Il libro è della stessa collana di quelli di Clio, più un manuale illustrato che un libro da leggere, che ben si accorda con il soggetto in questione. I disegni sono accurati e anche se hanno la tendenza a presentare donne con gambe un po' troppo lunghe per essere reali, nel complesso sono azzeccati, la giusta via di mezzo tra lo schematico e l'illustrativo.

 

 

Salterò la prima parte sulla storia della moda, non perchè non mi sia piaciuta, tra tutte quelle che ho letto è sicuramente la migliore, fresca e scorrevole, ma dato che qui ci occupiamo più di "vestire" che di modo, poco ci interessa chi per primo ha abbinato sete rosso fuoco e fucsia o chi ha cominciato come stilista negli anni 80.

 

 

 

Passiamo direttamente ai look per ogni occasione, Enzo e Carla propongono occasioni dalle più comuni come un colloquio di lavoro ad un primo appuntamento alle più improbabili come un weekend a Deauville o una domenica a Goodwood. I look in questione però più che consigliare il modello d'abito, del quale propongono un'unica variazione adatta a chi è tendenzialmente poco formosa, si concentrano molto sui tessuti adatti. Da digiuna in materia avevo iniziato a farmi un'esperienza da qui, ma mi sono poi dovuta arrestare perchè, probabilmente per problemi di spazio, si mescolano tessuti e stampe, inoltre è davvero difficile imparare a riconoscere i tessuti senza toccarli. Nonostante questo è un buon modo per iniziare a familiarizzare sul concetto di tessuti più sportivi o eleganti, magari molestando la prossima commessa che vi servirà, se sarete così fortunate dal trovarla preparata.

 

 

 

 

Il mio look preferito è quello della domenica a Goodwing, sia come stoffe che come scelta degli abiti, certo senza il cappello e magari con un paio di ballerine al posto delle francesine che per me evocano troppo l'inverno. La fissazione con il cappello per le cerimonie è un po' troppo inglese per i miei gusti e non si presta bene per l'ambiente italiano (come mi osservano quando indosso il mio cappello blu a tesa larga in paglia...), e questo look io lo vedo bene per passeggiare per una città in primavera.

 

 

Divertenti e spesso utili sono in questo capitolo i consigli di Enzo e Carla riquadrati in ogni pagina: possono dare piccole osservazioni su come adattare il look al proprio stile o sugli accessori da aggiungere.
 
Ma il mio capitolo preferito è stato il seguente che si intitola L'armadio, che più che altro è un decalogo, un manuale di istruzioni che insegna quali sono i vari capi d'abbigliamento. E' diviso per categorie, dall'intimo all'outwear senza trascurare bijoux e accessori. Per ogni capo sono disegnate le varie tipologie di modelli, permettendoci così di distinguere tra un maglione girocollo e uno con scollo a madonna, una camicetta vittoriana e una Jabot. Per ogni famiglia di capi si fa un accenno a che modelli sono indicati se si ha una conformazione androgina o più rotonda, o allo stile che si vuole ricercare.

 

 

 

 

Per ogni categoria poi è selezionato un Mai più senza, il marchio di fabbrica della trasmissione. Purtroppo io non amo il concetto di Must Have e Mai Più Senza come già sapete perché è impossibile che si adatti a tutte le persone. In ogni caso questo paragrafo del libro mostra di più. Oltre a spiegare la motivazione della scelta del capo lo propone in tre abbinamenti, giorno, aperitivo e sera, di modo da poter capire come lo stesso capo può trasformarsi in diversi look. Carla infatti è davvero brava a creare abbinamenti, magari anche insoliti, ma molto ben riusciti. I look che più mi sono piaciuti e che vedrei bene su di me sono:

Il look da casa con la sottoveste e il cardigan lungo, magari in una tiepida serata primaverile per una cena con il mio fidanzato.

 


Il look con paltaloni a palazzo e camicia, che utilizzerei più per l'ufficio che per la sera.


Una mise che uso molto spesso per l'ufficio: gonna svasata, maglione collo alto e stivali, perfetta per combattere il gelo del mio ufficio.


Un capo che pensavo avrei usato pochissimo data la mia freddolosità, ma che si è rivelato prezioso in questa mezza stagione bislacca: il trench.

 

L'unica pecca di tale libro è l'ultima parte, il capitolo Ma come sei fatta? Infatti definisce solo quattro tipologie di donne: la watussa, il folletto, l'acciuga e la burrosa, di cui due sono pure simili, e senza descriverle assegna capi sì e capo no. Soprattutto ho qualcosa da ridire sulla Burrosa, disegnata come una mela con gambe grosse ma dritte, le vengono consigliati abiti sottoveste e sia gonne a tubo, che abiti anni 50. In questo campo mi aspettavo di più da Carla che secondo me ha molto da insegnare, ma spero che sarò piacevolmente sorpresa dal suo nuovo libro, quando mi deciderò ad acquistarlo... in camera la situazione si sta facendo problematica, i libri stanno raggiungendo il terzo strato.

 


Consigliato? Sì. Nel complesso lo trovo utile e divertente, e ha avuto un po' di cose da insegnarmi.

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