La mia lotta con la bilancia

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La mia lotta con la bilancia dura da sempre, anche quando non ce n'era motivo e non c'era nemmeno la bilancia.
 
Sono stata una bimba paciocchina, che aveva forse ereditato la fame atavica del nonno.

 

 

 

All'elementari avevo amiche magrissime e compagni crudeli, io ero semplicemente normale solo un po' sfigata. A 11 mi si sono allargate le ossa del bacino ed è stato un dramma perché non stavo più nelle taglie di pantaloni da bambina. Non mi sono mai considerata brutta, ma grassa si, e senza motivo. Non avevo capito che quel bacino largo era parte di me ed era ingiusto voler essere come le altre, sarebbe stato come chiedere a una melanzana perché non era rossa come il peperone, a una pera perché non era sottile come un grissino.

 

 

Mia madre, che era inspiegabilmente preoccupata che diventassi anoressica, non voleva bilance in casa così a 15 anni mi pesavo nelle farmacie con tutti i vestiti addosso. 57 chili. Mi faceva impressione questa cifra così alta visto che le amiche erano sui 48-50. Non avevo capito nemmeno che le mie ossa pesanti che non si erano mai rotte partecipavano tanto al peso. Meglio rompersi qualcosa ogni volta che si cade sciando o pesare un po' di più?

 

 

Verso i 18 anni ho fatto finalmente capire a mia madre che non avrei mai rinunciato al cibo solo perché in casa c'era una bilancia e che era giusto controllare il peso. Pesavo 60 kg, era il mio peso forma e invece mi sembrava un'enormità, volevo solo 2 chili di meno. Più o meno fino ai 25 anni sono stata costante con qualche discesa sotto i 60 quando le pene d'amore si facevamo sentire. È sempre stato l'unico motivo per cui perdevo l'appetito, ma dovevano essere molto gravi!

 

 

 

In questi anni ho sempre fatto dieta più o meno ferrea, e sono sempre stata una di quelle con il metabolismo lento e pigro. Non ho mai fatto sport in maniera eccessiva perché non sono portata, ma tra nuoto e corsi d'aerobica non sono mai stata completamente ferma.
A 25 ho iniziato una cura con dei farmaci che mi facevamo venire fame, così fame che dopo la cena di capodanno ne avrei mangiato un'altra. Il senso di sazietà non arrivava mai! Sono arrivata, pur trattenendomi il più possibile a 68 kg. I chili erano ovviamente tutti tra la vita e le caviglie, per fortuna avevo già trovato le gonne a ruota, mie alleate per nascondere lì dove si era accumulato tutto. Quello che mi dava più fastidio e a cui non riuscivo ad abituarmi era la pancia, non l'avevo mai avuta e anche se era bassa, solo sotto l'ombelico, era in fuori e mi sembrava di non riconoscermi nel mio corpo. Quando finalmente ho smesso il farmaco responsabile della mia fame, è stata una liberazione, purtroppo però i chili non volevano andarsene. Il metabolismo da lento si era completamente fermato, era inutile fare la fame, mangiare insalate e petti di pollo alla griglia, restava tutto uguale. Dopo mesi i tentativi a vuoto mi sono decisa a recarmi nella palestra vicino all'ufficio. E devo riconoscere di essere stata molto fortunata.
 

 

 

Si trattava infatti di una palestra femminile, con un'atmosfera molto familiare, frequentata da donne che lavoravano e che in pausa pranzo venivano lì per prendersi cura di se stesse e chiacchierare mentre correvano. Il fatto che gli uomini non fossero ammessi trasmetteva un'atmosfera di accettazione e sicurezza, nessuna faceva mostra di se e si sudava insieme. Oltre a questo la mia fortuna è stata anche che la proprietaria della palestra era una donna capace, efficiente e simpatica, un tipo che ti mette a tuo agio anche mentre ti sta facendo la "cicciometria". Quello che mi ha consigliato è stato seguire una tabella di allenamento mirata a perdere peso e una dieta specifica. Il primo giorno mi ha pesato, misurato con un metro le circonferenze di cosce, braccia vita etc. E poi ha eseguito quella che affettuosamente chiamo "cicciometria" che in realtà è la plicometria, si usa una specie di pinza con cui si pinzano punti del corpo e si mantengono premuti finchè i liquidi non se ne vanno. Serve per vedere quanta massa grassa hai, a prescindere da peso delle ossa e ritenzione idrica. La dieta che mi aveva dato era molto varia, non mi faceva fare assolutamente la fame e correggeva certe mie abitudini alimentari come il mangiare sempre la stessa insalata a pranzo e il fare una cena più abbondante. L'allenamento prevedeva di escludere completamente i corsi, ma comprendeva 20 minuti di riscaldamento e alcuni esercizi con gli attrezzi, ma eseguiti rapidamente per non ingrossare i muscoli ma bruciare i grassi. In questo modo il metabolismo è partito, ho perso due chili in un mese, e altri 3 in quelli successivi.

 



La mia personale rivoluzione è stata la corsa, l'unico modo che conosco per sfinare un paio di cosce grasse e grosse. Premetto che io non sapevo correre, e certo dopo la palestra non sono diventata una centometrista, ma l'istruttrice mi ha fatto scoprire il rotex. Il rotex è una macchina dove in pratica si fa la ciclette da in piedi. I due pedali simulano il movimento della corsa senza però farti sollevare il tuo peso, il che, oltre a facilitare chi come me non è portata e ha le ossa grosse, evita microtraumi alla schiena. Dopo aver acquistato fiducia son il rotex, fino a 25 minuti di fila, sono passata al tapirulan. Lì la cosa è stata più lenta, ma piano piano sono arrivata a 20 minuti di fila, era devastante, ma mi dava una sensazione di onnipotenza.
Purtroppo però, dopo un anno, mi sono resa conto che i miei problemi di cervicale e emicrania erano aggravati di molto dalla palestra, così con  profondo dispiacere ho lasciato là le mie amiche, per iscrivermi a un corso di Yoga.

 

 

Ovviamente smettendo l'allenamento ho ripreso un po' di peso, dai 63 che avevo raggiunto, dopo quattro mesi ero già a 65 chili. Ma a quel punto ho iniziato ad eseguire una sequenza yoga appena sveglia, pensata apposta per chi soffre di problemi cervicali. Piano piano la sola dieta ha ricominciato a funzionare, e dopo poco mi sono ritrovata di nuovo a 63hg. Da lì però non riuscivo a scendere, così mi sono rivolta a una nutrizionista che mi ha dato una dieta abbastanza semplice ma con poco grano e senza latticini. Infatti nel mentre ho scoperto di non avere gli enzimi per digerire il lattosio, attraverso un esame eseguito in ospedale. Queste tre cose combinate insieme hanno fatto ripartire il metabolismo e ora sono 61,5 kg senza trattenermi troppo.

 

 

La cosa più bella è che anche se peso di più di 5 anni fa mi sento molto meglio e molto più bella, questo probabilmente perchè ho capito che questa è la forma del mio corpo e che il mio lato b non deve essere il mio cruccio ma il mio punto di forza. Quando ho smesso di desiderare cosce fini e un sedere inesistente ho potuto concentrarmi sui miei pregi, il mio torace minuto, le spalle ben disegnate, la vita stretta, il viso grazioso. E la settimana scorsa ho riso di gusto quando un amico mentre mangiavo 1 pizza e mezza (senza formaggio) mi ha detto:"Tu sei tanto piccolina, però mangi." Piccolina? Io che ho sempre pensato che quando la gente vede uno spiraglio del mio appetito pensi:"Certo che è così grassa, potrebbe trattenersi"... Piccolina!
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