Voto alle donne con Virginia Woolf

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"L'ho osservato, è una cosa che non finisce mai di stupirmi. Il rispetto che le donne, anche le donne istruite e di grandissime capacità, hanno per gli uomini. Credo che noi abbiamo su di voi lo stesso genere di potere che gli uomini abbiano sui cavalli. Ci vedono tre volte più grossi di quello che siamo, altrimenti non ci ubbidirebbero mai. Proprio per questa ragione, ho una certa tendenza a dubitare che farete mai qualcosa, anche quando avrete il voto. Vi ci vorranno almeno 6 generazioni per farvi una pelle abbastanza dura da andare nei tribunali e negli uffici commerciali. Consideri che tiranno è l'uomo comune, il comune avvocato, gran lavoratore, piuttosto ambizioso, o uomo d'affari, con una famiglia da mantenere e una posizione da difendere. E poi, si capisce, le figlie devono cedere il passo ai figli; i figli devono venire istruiti; devono imporsi e fare a spintoni per le proprie mogli e le proprie famiglie e così ricomincia tutto da capo. E nel frattempo ci sono le donne nello sfondo... Crede lei veramente che il voto vi servirà a qualcosa?"

 

 
Virginia Woolf nel La Crociera mette in bocca a un giovane ragazzo aspirante scrittore queste parole, mentre parla con la protagonista. Leggendo senza attenzione il libro sembra che la crociera, il sud america, siano tutte scuse per far innamorare e formare le coppie. Invece sono le coppie e l'amore le scuse per parlare d'altro. Della società inglese, delle donne, dipingere quadri di vita e di persone che si pongono delle domande. Quanto è profondo reale e semplice questo dipinto della condizione femminile, e del tentativo della sua emancipazione. Ma Virginia Woolf se ne è sempre interessata, mi ricordo come sono rimasta innamorata di lei leggendo Una stanza tutta per se al liceo, consigliata dalla prof di inglese che aveva fatto nascere in me la passione per la letteratura.
Eccoci qui, terza generazione di donne votanti, ci vorranno davvero sei generazioni per cambiare la mentalità, anche la nostra mentalità? Certo ci sono ambienti in cui i passi avanti si sono fatti più rapidamente, io ne ho scelto uno dove non è così, e ogni tanto mi chiedo quante volte ancora dovrò sbattere contro il muro di gomma del pregiudizio. Ma il preguidizio è sempre lì:
  • "Ma come ha parcheggiato quello, doveva essere una donna" io ieri sera ho infilato la mia macchina in un parcheggio in salita mezzo su marciapiede e con 10 cm davanti e 5 dietro.
  • "Un uomo non si compra le mutande, passa da farsele comprare dalla mamma alla moglie." E se tua moglie si rompe un piede e tu le restringi perchè ti tocca fare la lavatrice vai al lavoro senza con il serpent(ino) libero?
  • E la più bella: "Stai con uno più piccolo? Ma come puoi? C'è troppa differenza d'età, sarebbe diverso se tu fossi la più giovane" Che scemenze, ho capito che gli uomini non maturano con l'età, ma con le esperienze di vita, e molto 30 enni sono ancora a casa con mamma che gli compra le mutande, che esperienze hanno fatto?
C'è chi ha fatto il primo passo per noi e noi dobbiamo continuare a combattere per più garanzie, tutti i giorni nel nostro piccolo. Io lo faccio andando al lavoro e spingendo per avere meno incarichi "da donna", voi come lo fate??
 

 

 

 

 
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Taggati su: femminismo
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