Trasferirsi a Manhattan

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Lo confesso, ogni tanto sogno di trasferirmi a New York, Manhattan. Quando cammino velocissimo ascoltando Marching Band of Manhattan, chiudo gli occhi e immagino di essere sulla passeggiata intorno al Jacqueline Kennedy Onassis Reservoir di Central Park, con il cielo velato, il freddo pungente, le foglie che iniziano a cadere e le anatre a migrare.
 
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Lo immagino così intensamente che mi sembra di esserci, di tornarci. E torna quella sensazione nel cuore di quando ero lì, da sola a guardare i grattacieli che si riflettevano sull'acqua, la metro allagata e un panzone greco inquietante che mi aspettava in ostello. Una sensazione di libertà, come se avessi avuto mille porte aperte davanti a me.
Vorrei pranzare di nuovo a Bryant Park, o andare di nuovo a vederci la rassegna cinematografica, dovendosi buttare sul prato per guadagnarsi un angolo libero. Come ha fatto Carrie, come ha fatto Felicity. Vorrei camminare per il Village sentendomi a casa, e guardare fuori dalla finestra di camera la scala antincendio che mi fa tanta paura dei ladri! Vorrei pranzare da Mama Messico, e tornare di nuovo e di nuovo da Metro, con il cameriere che fa lo scherzo della tazza. Vorrei tornare persino al Sant'Luke's Hospital, a ritirare le mie analisi!
Vorrei visitare il Lincoln center, se il restauro che l'ultima volta mi ha impedito di entrare è terminato.
 
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Mi piacerebbe cambiare lavoro, mi piacerebbe provare tanti lavori diversi, la cameriera, la dog sitter, la tata! Andrei a Central Park in pausa pranzo e mi siederei contro una quercia a fare yoga, potrei anche camminare per strada cantando e nessuno mi guarderebbe male. Farei shopping da Woodbury Outlet ogni cambio stagione, girarei i mille originali negozi di Soho ed entrarei per la prima volta da Barneys. Andrei a vedere tutti i musical, anche seduta in piccionaia e sono sicura che Mamma Mia mi commuoverebbe di nuovo. Mi perderei nel reparto fantasy di Barnes & Nobles, e andrei a ingozzarmi di M&M's. Ogni volta che mi sentissi pensosa mi prenderei il battello per Staten Island e farei avanti e indietro, tanto il cielo è sempre stato grigio e malinconico quando ci sono salita. E se mi ritrovassi a riflettere sul futuro andrei sul ponte di Brookling, quale posto migliore?
 
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E ogni volta che sia possibile mi prenderei il pulman per fare un giro a Boston, che mi ha accolto senza valige ne cellulare e mi è sempre rimasta nel cuore, con il suo dirigibile, la metro più vecchia e fredda degli USA e le prove di nuoto al MIT.

 

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E tutti i giorni mi siederei da Starbucks con il mio black tea a guardare la vita scorrere dalla vetrina, ma so che tutto questo avrebbe un gusto diverso se lo facessi senza le mie amiche L&L che là sentivo come una famiglia!

 

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